Continua il conto alla rovescia per l’attesissima seconda stagione di The Handmaid’s Tale. Il team creativo della serie ha rivelato qualche dettaglio su cosa ci aspetta nei nuovi episodi. Il tema principale sarà la centralità di Gilead come esperienza. Ma anche maternità, resilienza, “Little America” e le Colonie, tra rifugiati e schiavi.
Il marchio di Gilead
Il 25 Aprile si avvicina sempre più e cresce la curiosità su quello che ci attende nella seconda stagione di The Handmaid’s Tale, la pluripremiata serie di Bruce Miller, tratta dall’omonimo capolavoro della scrittrice femminista Margaret Atwood. In occasione del PaleyFest, tenutosi questa domenica a Los Angeles, alcuni componenti del team creativo hanno rilasciato qualche commento e anticipazioni su cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi episodi. Tema principale è stato la centralità di Gilead come esperienza nelle vite dei personaggi, un luogo non solo fisico, ma anche e soprattutto mentale. Gilead penetra a fondo le vite e le esperienze di chi vi si trova prigioniero, tanto da lasciare un marchio indelebile anche quando, finalmente, si riesce a sfuggire alla sua violenta realtà. «Una volta che scappi da Gilead, cosa accade? Come puoi guarire e riprenderti la tua vita? Un tema centrale della seconda stagione sarà ‘Gilead è dentro di te’, e non la lasci semplicemente indietro anche quando riesci a scappare», ha affermato l’ideatore e produttore esecutivo di The Handmaid’s Tale, Bruce Miller.
Resilienza e sorellanza
Tuttavia, la seconda stagione della serie distopica espanderà l’universo narrativo seguendo il romanzo di Margaret Atwood e mostrandoci in maniera approfondita altri luoghi al di là delle mura di Gilead. «Ci sono luoghi nel romanzo che mi hanno affascinato e che sono altrettanto importanti e che permettono di mostrare come i rapporti tra le donne in questi altri contesti siano completamente differenti da quelli vigenti a Gilead», continua Miller. Le Colonie sono propriamente la quintessenza della misoginia e della crudeltà, ma persino qui, in mezzo a questa violenza ancora più cruda, potremo ammirare donne che riescono a trovare occasioni per supportarsi a vicenda, creando precedenti importanti e facendo la storia. Gran parte dello show parla infatti dell’incredibile resilienza e forza di June ma anche di tutte le altre donne, nello specifico.

Al di là di Gilead: Colonie e Little America, tra schiavi e rifugiati
Miller ha inoltre rivelato che Emily (Alexis Bledel) sarà assegnata ad un nuovo padrone (interpretato da Bradley Whitford) e finirà a lavorare nelle Colonie, un luogo che Janine (Madeline Brewer) chiama “casa” nella seconda stagione. Vedremo in che senso. Nel libro le Colonie sono descritte come aree semidesertiche, intere zone ricoperte da rifiuti tossici che gli schiavi sono costrette a smaltire. Da lontano sembrano quasi avere un certo fascino, ma quando ti avvicini ti accorgi che al di sotto di queste immense distese di campi di grano qualcosa di disturbante e tossico ribolle e gorgoglia. Altro luogo chiave sarà Toronto, rinominata nella serie Little America, luogo dove i rifugiati provenienti da Gilead trovano scampo e dove sappiamo si trovano ora Moira (Samira Wiley) e Luke (O-T Fagbenle), rispettivamente la migliore amica e il marito di June (Elisabeth Moss). Perciò si analizzerà anche il rapporto tra questi due personaggi, tra sostegno reciproco, fratellanza ma anche difficoltà a convivere e aprirsi sui propri traumi personali, in fondo così diversi.
Serena, alleata del Patriarcato e sua vittima
Nel frattempo a Gilead abbiamo lasciato una Serena (Yvonne Strahovski), la crudele moglie del Governatore, non proprio soddisfatta. L’attrice ci racconta di come il suo personaggio si sia sentito per la prima volta sconfitto e mortificato. «Per la prima volta le cose le vanno male e si sente persa. La sola cosa che desidera è il bambino che June porta in grembo, diventato ormai il suo più grande meccanismo di sopravvivenza in un mondo in cui lei stessa, in fondo, ha perso ogni potere, autonomia e libertà. Non poter ottenere quello che vuole rende le pareti di quella prigione immateriale più strette e più asfissianti anche per lei ora. Sarà interessante dunque vedere gli sviluppi di questo personaggio che deve affrontare di petto le conseguenze di un mondo ultra-maschilista che lei stessa ha contribuito a costruire, paradossalmente.

La maternità
Abbiamo lasciato June incinta andare verso un futuro oscuro ed incerto. Nella seconda stagione vedremo la protagonista inseguire l’obiettivo di ricongiungersi con la sua famiglia, ma soprattutto combattere per proteggere il bambino che porta in grembo. Il produttore esecutivo Warren Littlefield ha affermato che, per quanto riguarda June, gran parte della nuova stagione di The Handmaid’s Tale si focalizzerà su questo senso di lotta e incertezza allo stesso tempo per dare un futuro al piccolo o alla piccola. Non solo. Il tema della maternità sarà ulteriormente approfondito grazie al personaggio della madre di June stessa, che sarà interpretata da Cherry Jones. Miller ha anticipato qualche dettaglio sull’infanzia di June e il suo rapporto con la madre, che nella serie è una donna single con idee femministe un po’ d’altri tempi, secondo la figlia.
Come ci siamo arrivati?
Altro tema importante sarà: come siamo arrivati a Gilead? Verrà raccontato in maniera più approfondita proprio il mondo interno al Patriarcato e soprattutto la sua “fondazione”. Sarà narrato, ad esempio, cosa è accaduto alla stampa nel momento in cui il nuovo regime si è imposto. Tema piuttosto attuale, d’altronde. Ci saranno tanti altri flashback che serviranno a mostrare come gli Stati Uniti si siano trasformati in un luogo in cui Gilead potesse esistere ed essere pensabile come soluzione. Tema già accennato più volte nella prima stagione, dove ripetuti flashback avevano proprio la funzione di sottolineare l’escalation di violenza, fin dai primi, timidissimi e forse sottovalutati segnali. Qui sta la potenza narrativa di The Handmaid’s Tale, che ci mostra un futuro che è in realtà il nostro passato, qualcosa che c’è già stato e che potrebbe tornare se solo tanti discorsi e tante rivendicazioni – e parliamo del mondo reale, stavolta – avessero davvero seguito.

The Handmaid’s Tale tornerà su Hulu il 25 Aprile. Vi rimandiamo ai nostri precedenti articoli per altri dettagli sulla seconda stagione, per le prime foto ufficiali, per il teaser trailer e per la nostra recensione di tutta la prima stagione.

























