X-Men: Dark Phoenix, la recensione del capitolo finale della saga sui mutanti più famosi del mondo

X-Men: Dark Phoenix - Sophie Turner

Un finale di saga che si rispetti dovrebbe instillare nello spettatore una forma di sottile dispiacere all’idea di personaggi che non si rivedranno più, per lo meno non in quella stessa forma. Invece X-Men: Dark Phoenix agisce in maniera esattamente contraria e la sensazione, a fine visione, è quasi di sollievo per qualcosa che si è chiuso, purtroppo non nel migliore dei modi possibili.

Un film pigro

Se dovessimo definire questo X-Men: Dark Phoenix utilizzando una sola parola, questa sarebbe senz’altro “pigrizia”. Il settimo film della saga sui mutanti più famosi del mondo è contraddistinto, infatti, da un incedere lento che sa fastidiosamente di già visto e che non solo non appassiona ma, in più di un’occasione, spinge lo spettatore a interrogarsi sulla sua effettiva ragion d’essere all’interno di un universo narrativo vasto e complesso come quello degli X-Men. Per il resto si limita ad andare a memoria su un canovaccio rimasto per lo più invariato per quasi vent’anni.

I ritardi nella produzione

Soggetto a numerosi ritardi di produzione, dovuti con ogni probabilità all’acquisizione della 20th Century Fox da parte della Disney, quello che doveva essere il climax della seconda trilogia sugli X-Men – quella iniziata, per intenderci, nel 2011 con X-Men: L’inizio – appare invece come un capitolo interlocutorio – quando non dimenticabile – di un franchise giunto evidentemente al capolinea. Lo sceneggiatore e regista Simon Kinberg gira così un cinecomic anodino e privo di spina dorsale che, decisamente a corto di idee, stancamente punta tutto sull’allure di personaggi ormai consolidati.

X-Men: Dark Phoenix - Sophie Turner (2)
Sophie Turner in una scena di X-Men: Dark Phoenix

La trama

In Dark Phoenix gli X-Men affrontano il loro nemico più potente e spaventoso, nonché uno di loro. Durante una missione di salvataggio nello spazio, Jean Grey (Sophie Turner) viene investita, e quasi uccisa, da una misteriosa esplosione cosmica e, una volta tornata a casa, sente crescere dentro di sé una forza che la rende infinitamente più potente ma anche più instabile. Lottando contro questa energia, Jean libera dei poteri che non riesce né a comprendere nè, tanto meno, a controllare. La sopravvivenza stessa degli X-Men sarà messa a dura prova.

Personaggi poco a fuoco

I personaggi ci sono più o meno tutti – dalla Bestia Nicholas Hoult al Magneto del sottoutilizzato Michael Fassbender – anche se ridotti sostanzialmente a mero sfondo di uno scontro nei confronti tra bene e male verso il quale si fatica non poco a provare interesse. L’unico character con uno sviluppo degno di nota è forse il solo Dottor Xavier, qui declinato nei suoi aspetti più egotici e, quindi, moralmente ambigui, mentre non si comprende l’utilizzo così marginale di un nome forte come quello di Jessica Chastain nei panni di Lilandra, francamente uno dei peggiori villain mai visti in un cinecomic.

X-Men: Dark Phoenix - Sophie Turner e Jessica Chastain
Il confronto tra Jean Grey (Sophie Turner) e Lilandra (Jessica Chastain)

La lettura di genere

La sensazione di essere finiti in un brutto film anni 90 viene spezzata giusto da un paio di rimandi al movimento #metoo, fatti però in modo maldestro – e, almeno apparentemente, poco convinto – ossia mettendo in bocca a una Jennifer Lawrence che sembra non vedere l’ora di fare uscire di scena la sua Raven la (oltremodo semplicistica) battuta “siamo sempre noi donne a salvare gli uomini; dovremmo chiamarci X-Women“. Un po’ poco, soprattutto alla luce dei recenti e notevoli esempi di riscrittura del mito supereristico in chiave di genere visti con Wonder Woman e Captain Marvel.

In conclusione

Certo, qualcuno potrà sempre dire che Dark Phoenix paga il prezzo dell’essere uscito immediatamente dopo il magnifico Avengers: Endgame, ma dubitiamo fortemente che, anche in assenza di paragoni così importanti, il film di Kinberg avrebbe convinto di più. Un finale di saga che si rispetti dovrebbe suggerire nello spettatore una forma di sottile dispiacere all’idea di personaggi che non si rivedranno più, per lo meno non in quella stessa forma. Invece X-Men: Dark Phoenix agisce in maniera esattamente contraria e la sensazione, a fine visione, è di vago sollievo per qualcosa finalmente si è chiuso, e non nel migliore dei modi possibili.

X-Men: Dark Phoenix, diretto da Simon Kinberg e interpretato da Sophie Turner, Jessica Chastain, James McAvoy, Michael Fassbender e Jennifer Lawrence sarà in sala da giovedì 6 giugno, distribuito da 20th Century Fox.

Voto

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here