Venezia 76, The New Pope: recensione del visionario racconto di Sorrentino

Venezia 76, The New Pope: recensione © foto Gianni Fiorito

The New Pope continua a raccontare le vicende del Vaticano partendo da un Papa carismatico come Pio XIII: a Venezia 76 Paolo Sorrentino e il cast fanno il pieno di consensi per una serie tv che continua ad essere provocatoria, visionaria e fortemente onirica.

Il Vaticano prima e dopo Pio XIII

Il finale di The Young Pope aveva lasciato tutti col fiato sospeso: Pio XIII era stato colpito da un attacco di cuore che poteva – o non poteva – essergli stato fatale. The New Pope riparte proprio da quel punto: Lenny Belardo è in coma, sospeso tra la vita e la morte. I fedeli sperano nel suo risveglio e cominciano ad idolatrarlo, ma il Vaticano è costretto ad eleggere un nuovo Papa. Nel frattempo non mancano minacce dall’esterno: le alte gerarchie sono colpite da pesanti scandali, senza contare che i fondamentalismi si avvicinano sempre più al cuore della Chiesa cristiana.

Il progetto di Sorrentino

Paolo Sorrentino, sceneggiatore e regista sia di The Young Pope che di The New Pope, continua a raccontare la sua storia con lo stile che più lo caratterizza. Questa seconda serie resta sospesa tra dramma e commedia, tra blasfemia e religione, tra provocazione e consolidamento. La fotografia si conferma precisa e magistrale, di grande effetto scenico, con la prevalenza di colori caldi e brillanti tra i quali spicca il bianco gelido di alcuni scenari e degli abiti papali. Proprio quella del Papa – sia quello ‘uscente’ (interpretato ancora una volta in maniera magistrale da Jude Law) che quello ‘entrante’ (che assume il volto di un iconico John Malkovich), è una figura pronta ad emergere da qualsiasi scenario.

The New Pope recensione
The New Pope: un fotogramma © foto Gianni Fiorito

Conferme e nuovi punti di vista

A fare da sfondo alla storia ci sono principalmente Roma e Venezia. A tal proposito continua ovviamente in modo proficuo la collaborazione tra Sorrentino e il direttore della fotografia Luca Bigazzi, mentre le ottime musiche sono curate da Lele Marchitelli. Nel corso dei 7 episodi che compongono The New Pope, i fan ritroveranno ovviamente tutte le vicende personali delle alte gerarchie della Chiesa. Stavolta però, la prospettiva sarà diversa. “Mentre nella prima serie abbiamo voluto raccontare il Vaticano visto dall’interno, stavolta si affrontano le relazioni con l’esterno”, ha affermato il regista nel corso della conferenza stampa che l’ha visto protagonista alla 76ª Mostra del cinema di Venezia.

The New Pope recensione
The New Pope: una scena corale © foto Gianni Fiorito

Continuità ma anche profondi cambi di rotta

Pur conservando una certa continuità rispetto alla prima serie, Sorrentino ha introdotto diverse novità nei temi de The New Pope. Fa certamente capolino il rapporto tra umano e divino, visto sia dal punto di vista di Pio XIII che da quello del nuovo Giovanni Paolo III. In entrambi, come precisato da Sorrentino stesso, si manifesta il desiderio di essere dimenticati. Questo appare loro come un modo per passare in secondo piano e far emergere Dio e due elementi chiave della cristianità: fede e purezza, a discapito di idolatria e vanità. Nel cast anche Silvio Orlando (cardinale Voiello), Cécile de France (Sofia Dubois), Javier Cámara (Monsignor Gutierrez), Ludivine Sagnier (Ester Aubry), Massimo Ghini (Cardinale Spalletta), Henry Goodman, Maurizio Lombardi, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yulia Snigir e Tomas Arana.

The New Pope è stato presentato alla 76ª Mostra del cinema di Venezia. Per l’occasione sono stati mostrati gli episodi 2 e 7, oltre ai riassunti degli episodi 1-3-4-5-6. Una visione parziale che certamente non permette un giudizio totale sul progetto ma che tuttavia ne rivela tendenze e macro-caratteristiche. La serie tv è una produzione originale Sky, Hbo e Canal +. Viene distribuito a livello internazionale da FremantleMedia International.

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