Venezia 76, The New Pope: conferenza stampa con Paolo Sorrentino, Jude Law e John Malkovich

Venezia 76, The New Pope conferenza stampa

The New Pope, che segue la fortunatissima serie tv The Young Pope, è stato presentato e mostrato in anteprima alla 76ª Mostra del cinema di Venezia. Ricco il parterre della consueta conferenza stampa: il regista Paolo Sorrentino, gli attori Jude Law, John Malkovich, Silvio Orlando, Cécile de France, Javier Cámara e Ludivine Sagnier, i produttori Lorenzo Mieli (Wildside), Nicola Maccanico (Sky), Francesca Orsi (HBO) e Andrea Scrosati (Fremantle).

Vorremmo cominciare con i produttori: è importante sottolineare che si tratta di una produzione internazionale, nata internazionalmente. Un progetto unico nel suo genere.

Nicola Maccanico: credo che la chiave sia proprio questa. Si tratta di un progetto che nasce a livello internazionale, che travalica i confini dell’Italia e diventa un progetto che appartiene ad una comunità sovraterritoriale, ma che è così perché anche la parte artistica mette insieme – e fa incontrare – mondi diversi. La grande forza che è stata di The Young Pope e che è di The New Pope (qui il trailer ufficiale) è proprio questa: c’è una coerenza, un parallelismo, tra la costruzione economica internazionale e la costruzione artistica che allo stesso modo appartiene a culture diverse con la meravigliosa sintesi di Paolo Sorrentino. Per questo noi crediamo fermamente che questi progetti riescano a coniugare qualità alta ma anche forte popolarità. […]

Francesca Orsi: per Hbo posso dire che siamo molto onorati di lavorare con Paolo Sorrentino e questo cast incredibile. Non c’è niente che lui tocchi che non diventi un capolavoro. Appena abbiamo saputo che voleva affrontare il tema del Vaticano non abbiamo avuto più fiducia in nessun altro: al suo progetto non potevamo dire no.

Luca Mieli: quattro anni fa avevo proposto a Paolo di portare il suo cinema in televisione. Sono felice di tornare dopo tanti anni al Festival di Venezia per portare di nuovo la televisione al cinema. Grazie.

L’aver visto l’episodio 2 e 7, e l’aver scoperto quindi dei fatti importanti di questa serie, ci permette di chiedere agli attori qualcosa sull’evoluzione dei loro personaggi. Cosa possiamo aspettarci dai nuovi episodi?

Ludivine Sagnier: nella prima stagione il mio personaggio era di purezza e di fede. Abbiamo parlato molto di questo con Paolo e in effetti volevamo contaminare questa purezza, farla evolvere in modo più cupo quindi siamo andati in questa direzione.

Venezia 76: il cast di The New Pope in conferenza stampa
The New Pope: a Venezia 76 gli attori Javier Cámara e Cécile de France

Javier Cámara: abbiamo girato in Vaticano, a Cinecittà, nello Studio 5 dove Federico Fellini ha girato tutti i suoi film. Lavorare con Paolo, vedere la ricostruzione di San Pietro e della basilica di San Paolo… Questo, per un attore spagnolo come me, è stato come toccare il cielo. Grazie Paolo!

Cécile de France: sono stata molto fortunata perché nella prima stagione il mio personaggio era molto semplice ma nella seconda è più complessa. Scopriremo la sua intimità, la sua vita privata con il marito, la sua vita amorosa. Lei ama molto il suo lavoro, come nella prima stagione, e la sua condizione, il suo entusiasmo, sono rivolti al bene della Chiesa. Abbiamo sviluppato l’amicizia con il cardinale Voiello e con il nuovo Papa, ma vi lascio coprire questo sviluppo.

Silvio Orlando: sono entrato in questa vicenda un po’ da clandestino, da abusivo. All’inizio mi sono sentito così visto questo cast prestigioso e internazionale. Poi ho acquistato fiducia, non tanta ma sufficiente. In questa seconda serie il mio personaggio è sbocciato, è arrivato alla sua piena maturità sia sotto l’aspetto drammatico che nei momenti di comicità che ci sono. Come al solito Paolo ti mette tra le mani degli strumenti eccezionali, è uno Stradivari del ‘700 da suonare, il che ti mette in uno stato di agitazione ma ti porta anche a fare qualcosa che non avresti mai nemmeno immaginato di poter fare.

Venezia 76, The New Pope conferenza stampa: Silvio Orlando
Silvio Orlando alla conferenza stampa di “The New Pope”

Il tuo personaggio è stato protagonista di una puntata molto forte, cosa dobbiamo aspettarci adesso?

Jude Law: è stato a Venezia, quando eravamo qui per presentare The Young Pope, che Paolo ha avuto alcune idee riguardo a Lenny Belardo […] Mi sembrava impossibile poter andare oltre rispetto a quanto avevamo già fatto, invece Paolo ha avuto un’idea brillante. Realizzare tutto questo è stato straordinario: la complessità di Lenny che doveva capire che lui non è l’unico Papa, che ci sono altri poteri, è una cosa molto interessante. Così, abbiamo voluto esplorare anche questa dimensione ed è stato bello recitare tutto questo. Comunque è splendido ritornare a Venezia, grazie Paolo per averci portato qui.

John Malkovich ci parli di questo nuovo Papa e del suo personaggio. Cos’ha trovato nel ‘mondo’ di Sorrentino? 

John Malkovich: sono nuovo del progetto. Non recito il nuovo Papa ma il ‘nuovo nuovo’ Papa. Avevo visto The Young Pope e molti altri lavori di Paolo, poi ci siamo incontrati in Toscana un anno e mezzo fa e abbiamo parlato di fare questo Papa britannico che si chiama John Brannox. La cosa mi stimolava tantissimo: il Vaticano e la religione non sono miei campi di interesse ma mi era piaciuta molto la prima serie. Paolo è unico come regista perché ha questo fortissimo senso di geografia, di mettere personaggi in un determinato ambiente. È uno scrittore brillante e secondo me questa serie affronta la questione della voglia della gente di avere qualcosa in cui credere, qualcosa di spirituale, di sapere che i miracoli possono accadere. Sono molto contento di aver fatto parte di questo progetto (qui la recensione, ndr).

Paolo Sorrentino, cosa c’è di unico e speciale negli attori che ha scelto, in quelli che ha ritrovato ma anche nei nuovi?

Paolo Sorrentino: è stato un lavoro collettivo, io ho curato la sceneggiatura e la regia ma i risultati sono arrivati perché c’è stato uno sforzo da parte di tutta la troupe. Si dicono sempre queste cose ma stavolta è vero. Ci siamo divisi i ruoli in maniera paritaria ed è stato un lavoro possibile solamente grazie alla grandezza di tutti gli attori. Non sono solamente bravi ma sono anche buoni. Hanno una grande capacità di creare una squadra e come diceva Carmelo Bene “Non servono attori bravi ma attori capaci di essere fuori di sé”. Loro sono tutti attori capaci di andare oltre il sé nella recitazione. Questo è un dono raro, sono molto fortunato ad aver trovato artisti così.

Qual è la maggiore sfida per lei: essere Papa o essere un mago, come Dumbledore?

Jude Law: entrambi i ruoli offrono sfide diverse, entrambi offrono diversi ambiti da investigare. Credo che come denominatore comune abbiano il potere, anche se il modo in cui gestiscono il potere è diverso. Molto dipende dal regista cui ti affidi ma io in entrambi i casi mi sono sentito fortunato. Entrambi i ruoli sono stati divertenti.

Venezia 76: Jude Law alla conferenza stampa di "The New Pope"

Lei traduce l’anima cattolica in Italia, ha composto moltissime immagini di volgarità che sono diventate belle. Cosa c’è di così sacro nel nudo maschile? Cos’ha ottenuto in questo modo, a parte mostrare la bellissima immagine del corpo nudo del signor Law? Cos’ha ottenuto mostrando il nudo integrale del Papa, un’immagine così dissacrante?

Paolo Sorrentino: voi avete visto solo due episodi ma posso dire una cosa: il nudo è molto ben distribuito in questa seconda serie, c’è una grande par condicio sia sulle donne che sugli uomini… e ovviamente anche gli animali.

Dostoevskij dice “Se non c’è un Dio, tutto è lecito”…

Jude Law: che domande, io ho dormito solo 3 ore! Sto facendo un po’ fatica. Tornando seri, lui sapeva di cosa stava parlando. Io credo che anche se c’è un Dio tutto è lecito. Questa è la mia risposta.

Malkovich, innanzitutto grazie di esistere! È bellissimo vederla sul piccolo schermo. Alcuni anni fa ci ha dato un grande regalo con The dancer upstairs, pensa di poter ripetere questa esperienza? (John Malkovich era alla regia, ndr)

John Malkovich: potrebbe essere possibile ma non ne sono sicuro. Penso a diversi registi che hanno cominciato a muoversi verso il formato televisivo ed è un formato che mi piace. Preferisco il cinema perché abbiamo questa tela molto grande, ma non escludo nulla. […] Stiamo parlando dello sviluppo di una cosa che potrei dirigere, ma vedremo.

venezia 76: John Malkovich alla conferenza stampa di "The New Pope"
John Malkovich alla conferenza stampa di “The New Pope”

Il rapporto di Sorrentino con il direttore della fotografia Luca Bigazzi?

Paolo Sorrentino: è un rapporto così antico che ormai ci riusciamo a capire senza nemmeno parlarci. Fa sempre la cosa migliore, è quasi un rapporto sentimentale. Tra noi accade come nelle migliori storie d’amore: le parole sono irrilevanti.

Per Sorrentino: perché ha scelto di continuare a girare a Venezia? Com’è stato girare le scene sulla spiaggia, quelle della purificazione? Per Jude Law, una curiosità a proposito della famosa scena con lo slip bianco: ci racconta qualcosa di questa scena?

Paolo Sorrentino: abbiamo girato a Venezia perché io ho una teoria: la vita è breve e bisogna stare solo nei posti belli. Venezia lo è. Poi, girare la scena in acqua è stato per me bello ma meno per gli attori, anche perché abbiamo girato ad aprile e faceva freddo. Inoltre il Lido in quel periodo è molto meno attraente rispetto a questi giorni.

Jude Law: quello slip di fatto non è stato il costume più piccolo che abbia indossato in questa stagione. C’è una scena in cui in effetti infosso un tovagliolo, ho una foto che lo testimonia. Quello è stato il costume più piccolo che abbia mai indossato. Ho chiesto alla costumista cosa avrei indossato quel giorno e lei ha tirato su questo pezzo di stoffa. L’avessimo girata oggi, perché in effetti faceva abbastanza freddo!

Vorrei chiedere alcune spiegazioni in più su alcune scene che riguardano il fondamentalismo. Alcune scene ricordano gli attentati che purtroppo si sono visti di recente. Poi c’è anche la questione dei migranti, che probabilmente si svilupperà maggiormente nelle altre puntate.

Paolo Sorrentino: purtroppo devo rispondere in maniera generica altrimenti rivelerei alcuni dettagli della trama. Mentre nella prima serie abbiamo voluto raccontare il Vaticano visto dall’interno, stavolta invece si affrontano le relazioni con l’esterno quindi anche le questioni legate all’attualità. Per quanto riguarda il fondamentalismo, ovviamente la visione parziale di due episodi non rende giustizia al fatto che abbiamo cercato di compiere un ragionamento piuttosto ampio. Non ci si concentri sul fondamentalismo islamico come viene da pensare di primo impatto ma sui possibili rischi dei fondamentalismi in generale, perché almeno per me questo è un rischio che è sempre dietro l’angolo. Ripeto, non mi riferisco solo a quelli che abbiamo tristemente conosciuto in questi anni. Mi piacerebbe essere più diretto ma rivelerei troppi dettagli della trama, mi dispiace.

Venezia 76: Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore di The New Pope
Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore di “The New Pope”

Sorrentino vorrei chiederle qualcosa sul rapporto tra la scrittura e la regia. C’è un dialogo tra Silvio Orlando e John Malkovich che è un piccolo capolavoro di retorica: lei si diverte più a scrivere o a girare? Cos’è più difficile per lei?

Paolo Sorrentino: è difficile tutto nella misura in cui si deve lavorare insieme. Quel dialogo di cui parla funziona non solo perché è stato scritto ma perché Malkovich si siede come non si siede quasi nessun attore al mondo. Questo vale più di qualsiasi battuta o inquadratura. La fortuna è quella di avere un buon lavoro collettivo e la convergenza da parte di tutti.

Una curiosità. C’è una battuta molto forte che dice: “Ad un certo gli attori devono fare un passo indietro, devono avere il coraggio di ritirarsi dalle scene”. A Law e Malkovich vorrei chiedere se hanno paura di quel momento e se ciò è applicabile anche a certi registi (ad un certo punto molti registi hanno finito le idee?).

Jude Law: sta parlando di ritirasi dalla professione? Personalmente mi piace l’idea che questa professione possa durare per sempre quindi finché le persone continueranno a contattarmi io continuerò a lavorare. Rispetto qualsiasi attore che voglia fare un passo indietro, ma non lo so […].

John Malkovich: anche io la penso come Jude Law!

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