Un nemico del popolo: Popolizio e Paiato tornano al Teatro Argentina

Un nemico del popolo: Popolizio e Paiato tornano al Teatro Argentina

Dopo aver sbancato il premio Ubu 2019, Massimo Popolizio e Maria Paiato tornano al Teatro Argentina con Un nemico del popolo: in scena il dilemma morale che divide due fratelli in una lotta politica senza esclusione di colpi.

Applaudito da oltre 17.000 spettatori per 31 repliche nella scorsa stagione e recentemente premiato da un doppio Ubu, torna sul palco dell’Argentina Un nemico del popolo, lo straordinario viaggio etico-politico del Dottor Stockmann, creatura nata dalla penna di Henrik Ibsen e portata alla vita dall’energia e sapienza di Massimo Popolizio, regista e interprete dell’acclamato allestimento.

Un Ibsen da record, applaudito da oltre 17.000 spettatori per 31 repliche nella passata Stagione, ritorna con l’allestimento energico e potente di Un nemico del popolo diretto e interpretato da Massimo Popolizio, che firma lo straordinario successo di questa impresa teatrale dal respiro etico-politico, recentemente premiato con un doppio Ubu al miglior spettacolo 2019 e alla migliore attrice protagonista Maria Paiato, in scena in panni maschili.

Una produzione del Teatro di Roma – dal 17 al 26 gennaio al Teatro Argentina – gratificata non soltanto al botteghino ma intercettata dalla sensibilità del pubblico e della critica per la qualità dell’operazione, che replica la formidabile accoglienza dell’acclamato e pluripremiato Ragazzi di vita. Con il classico ibseniano Massimo Popolizio restituisce con slancio, modernità e senso della parodia lo scontro tra fratelli, la corruzione del potere e la contaminazione ambientale, temi ancora attuali in grado di parlarci del nostro tempo.

"Un nemico del popolo" è stato recentemente premiato con un doppio Ubu al miglior spettacolo 2019 e alla migliore attrice protagonista Maria Paiato, in scena in panni maschili ©foto Giuseppe Distefano
“Un nemico del popolo” è stato recentemente premiato con un doppio Ubu al miglior spettacolo 2019 e alla migliore attrice protagonista Maria Paiato, in scena in panni maschili ©foto Giuseppe Distefano

Lo spettacolo racconta con spietata lungimiranza il rischio che ogni società democratica corre quando chi la guida è corrotto, e la maggioranza soggiace all’autorità pur di salvaguardare l’interesse personale. Dunque, un testo classico fortemente contemporaneo che Popolizio sceglie di ambientare non nella Norvegia del 1882, ma in un’immaginaria contea americana degli anni Venti. Nella cittadina è stato costruito uno stabilimento termale che rappresenta il riscatto per il territorio, offrendo lavoro agli abitanti di un paese depresso economicamente. Ma sorge un conflitto politico e morale che contrappone due fratelli: il medico Thomas Stockmann, interpretato dallo stesso Popolizio, direttore dello stabilimento, e il sindaco Peter Stockmann, una sublime e leggiadra Maria Paiato.

Thomas scopre che le acque termali sono causa di inquinamento, Peter, politicamente insabbiatore, tenta invano di convincerlo che la sua denuncia porrà fine ai sogni collettivi di benessere. Il racconto è popolato dai personaggi – dodici attori al fianco dei protagonisti, in costante equilibrio su note di tenerezza e umanità – che sembrano vivere in apparente armonia, ma la cui esistenza sarà irrimediabilmente “inquinata”, come le acque sulle quali si basa l’economia e la prosperità della cittadina.

“Che fare? Chiudere le terme in attesa di una bonifica – con il conseguente danno economico – o persistere nel promuoverle, assicurando lo sviluppo di tutta la città? Due visioni: quella del Dr. Tomas Stockmann, fautore della chiusura delle terme, e di suo fratello, il sindaco Peter Stockmann – racconta Massimo Popolizio – Non si tratta di un confronto di due posizioni, quanto piuttosto dello scontro tra due punti di vista. ‘Saremo tutti d’accordo nell’affermare che sulla faccia della terra gli imbecilli costituiscono la maggioranza. Allora perché dovremmo farci comandare dalla maggioranza?’, chiede provocatorio il Dr. Stockmann di Ibsen.»

«Le regole della vita di una democrazia, con i suoi paradossi, mi sembrano di grande interesse per questi tempi. Quando questa esigenza incontra un testo del passato, forte e attuale come Un nemico del popolo di Ibsen, la sfida della messa in scena diventa attiva, alla ricerca di un’efficacia nel raccontare, e ricettiva, per ascoltare e apprendere ciò che un’opera così densa ancora oggi ci svela sul potere, la corruzione, il bene comune e l’interesse personale”.

Un nemico del popolo va in scena al Teatro Argentina dal 17 al 26 gennaio.

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