Premio Ubu 2019: tra i vincitori Latella, Paiato a Popolizio

Premio Ubu 2019: tra i vincitori, Latella, Paiato a Popolizio

Assegnato il Premio Ubu 2019: la cerimonia, avvenuta lunedì 17 dicembre al Piccolo Teatro di Milano, ha visto sul palco il meglio del teatro italiano.

Il meglio del teatro italiano si è riunito al Piccolo Teatro di Milano per il Premio Ubu. Quest’ultimo, fondato nel 1977 dal critico Franco Quadri, è considerato il riconoscimento più importante di teatro in Italia. Giunto alla sua 42ª edizione, è curato dall’Associazione Ubu per Franco Quadri, con il contributo del MiBACT. Il Premio è frutto di un referendum che concerne tutti gli spettacoli prodotti e presentati in prima nazionale in Italia nel corso di una stagione teatrale, il cui periodo è definito tra il 1° settembre dell’anno precedente al 31 agosto dell’anno in corso (in riferimento all’anno in cui si svolgono le votazioni dei Premi). L’edizione 2019 ha dato i suoi verdetti, che hanno visto trionfare Antonio Latella, Massimo Popolizio, Maria Paiato, Lino Musella e molti altri:

Miglior spettacolo di teatro
ex aequo
AMINTA
regia di Antonio Latella

Miglior spettacolo di teatro
ex aequo
UN NEMICO DEL POPOLO
regia di Massimo Popolizio

Miglior spettacolo di danza
BERMUDAS FOREVER
di Michele Di Stefano / mk

Migliore curatore o organizzatore
SETTIMIO PISANO

Miglior regia
LISA FERLAZZO NATOLI
(When the Rain Stops Falling)

Miglior attrice o performer
MARIA PAIATO
(Un nemico del popolo)

Miglior attore o performer
LINO MUSELLA
(The Night Writer)

La cerimonia di consegna del Premio Ubu 2019, avvenuta lunedì 17 dicembre al Piccolo Teatro di Milano, ha visto sul palco il meglio del teatro italiano
La cerimonia di consegna del Premio Ubu 2019, avvenuta lunedì 17 dicembre al Piccolo Teatro di Milano, ha visto sul palco il meglio del teatro italiano

Nuova attrice o performer (under 35)
ex aequo
MARINA OCCHIONERO

Nuova attrice o performer
(under 35)
ex aequo
MATILDE VIGNA

Nuovo attore o performer
(under 35)
ANDREA ARGENTIERI

Miglior scenografia
STEFANO TÈ,
DINO SERRA,
MASSIMO ZANELLI

(Moby Dick)

Migliori costumi
GIANLUCA FALASCHI
(Orgoglio e pregiudizio When the Rain Stops Falling)

Miglior disegno luci
GIANNI STAROPOLI
(Quasi niente)

Miglior progetto sonoro o musiche originali
HUBERT WESTKEMPER
(Lo Psicopompo e La classe)

Miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica
L’ABISSO
di Davide Enia

Miglior nuovo testo straniero o scrittura drammaturgica
WHEN THE RAIN STOPS FALLING
di Andrew Bovell

Migliore spettacolo straniero presentato in Italia
THE REPETITION – HISTOIRE(S) DU THÉÂTRE
di Milo Rau

Premio Ubu 2019 alla carriera
MIMMO CUTICCHIO

Premio Speciale Ubu 2019
SE QUESTO È LEVI
di Fanny & Alexander

Premio Speciale Ubu 2019
ex aequo
PUPI E FRESEDDE / TEATRO DI RIFREDI E ANGELO SAVELLI con la seguente motivazione: “Per l’intenso lavoro di traduzione, allestimento e promozione della nuova drammaturgia internazionale”.

Premio Speciale Ubu 2019
ex aequo
ASSOCIAZIONE RICCIONE TEATRO E PREMIO RICCIONE PER IL TEATRO

Premio Franco Quadri 2019
MARIA GRAZIA GREGORI. Questa la motivazione: “Franco Quadri – lei – lo conosceva bene. Lo racconta con gli ‘occhi di ragazza’, esordendo con questa stessa espressione, nel numero che Panta (Bompiani) ha dedicato nel 2014 a FQ, a cura di Renata M. Molinari. Ragazza, che con carattere fiero e curiosità colta – una laurea in Estetica – si avvicina negli anni Settanta ai ‘signori della critica teatrale’ del tempo, e condivide con quello che sarebbe diventato suo mentore e amico un segno distintivo, uno sguardo nuovo, capace di vedere oltre. Quella condivisione ha alimentato un dialogo duraturo che, pur attraversato da onde telluriche, non si è mai interrotto e si è fatto materia per più generazioni di critici e artisti.

Titolare della pagina teatrale all’Unità, docente di Storia del Teatro e della regia alla Scuola d’Arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano, a lungo impegnata nella giuria del Premio Riccione, Maria Grazia Gregori ha fatto del teatro la propria ricerca di vita, con penna felice e voce ruggente, senza cedere al compiacimento e senza rinunciare a una talvolta scomoda onestà intellettuale. Con ironia e sensibilità, ha esercitato la propria presenza di donna in un mondo prevalentemente maschile, sostenendo la propria sorgente femminile. Ha contribuito al rinnovamento del linguaggio critico con un impulso militante dotato di delicatezza.

Ancora oggi, se si ha la fortuna di sedersi accanto a lei in platea, si sente nascerle addosso il desiderio di inoltrarsi nelle pieghe dei testi e nei meandri dell’arte registica, di cui – pur partecipando alle nuove concezioni della scena che hanno segnato la seconda metà del Novecento – è stata testimone privilegiata, come dimostra uno dei suoi volumi più amati, quel Signore della scena uscito nel 1979 dove uno spazio non marginale è riservato a Luca Ronconi.

Del resto, Ronconi Maria Grazia Gregori l’ha seguito sin dagli inizi, studiato e accompagnato al punto da offrirci oggi uno dei materiali più preziosi per la scoperta, anche umana, dell’artista, ovvero la stesura di dense conversazioni destinate a un volume che la Ubulibri di Quadri non pubblicò mai, ritrovate da Roberta Carlotto e ora confluite nel libro Luca Ronconi. Prove di autobiografia curato da Giovanni Agosti, edito da Feltrinelli. Da quelle pagine – di cui sappiamo la fatica, di cui godiamo la bellezza – oltre al genio del maestro, emerge il lavoro certosino di chi ha trascritto mantenendo la voce originaria, emerge l’ascolto di chi ha suscitato il fiume del racconto, emerge l’amore passionale di chi ha fatto della propria esistenza di ‘signora ribelle della critica teatrale’ un solco indelebile”.

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui