The Nun, recensione: lo spin-off della terribile creatura di The Conjuring

The Nun - La vocazione del male

James Wan, regista dei due horror di successo L’evocazione – The Conjuring e The Conjuring – Il caso Enfield, torna ad esplorare un nuovo angolo di questo oscuro universo attraverso lo spin-off The Nun – La vocazione del male.

Come tutto ebbe inizio

The Nun – La vocazione del male inizia con una giovane suora di clausura che si toglie la vita in un’abbazia della Romania. Un prete con un passato burrascoso (Demián Bichir) e una novizia in procinto di prendere i voti (Taissa Farmiga), vengono inviati dal Vaticano per fare luce sull’evento. Insieme scopriranno il diabolico segreto dell’ordine, mettendo a repentaglio non solo le proprie vite, ma anche la loro fede e le loro anime: si troveranno ad affrontare una forza malvagia che ha le sembianze della stessa suora demoniaca che ha terrorizzato il pubblico in The Conjuring – Il caso Enfield mentre l’abbazia diventerà un campo di battaglia tra i vivi e i dannati.

Il bene contro il male

Una battaglia ancestrale che è alla genesi dell’umanità, per un horror che si presenta con una storia ritmata e ben articolata, piena di intrighi, misteri e capace di mostrare un senso di inquietudine proprio perchè il mostro stavolta è un servo di Dio; anche lo spirito più puro e benevolo è stato corrotto dal male più oscuro, che ha preso forma nel corpo di una suora. The Nun si muove sul filone classico del genere spaziando su attimi più originali e audaci ma con una visione incapace di essere bilaterale, dove la prepotenza dei dogmi cristiani irrompe in un film che poteva osare molto di più, nonostante sia scritto e prodotto (ancora una volta) dal Re Mida dell’horror contemporaneo James Wan.

Taissa Farmiga in The Nun
Taissa Farmiga è Sorella Irene

Un prete e una giovane novizia

Il prete e la giovane novizia vengono incaricati di svelare il mistero che si cela alla base dell’apparente suicidio della suora, e accompagnati da un uomo del posto, scopriranno che il male si è insidiato in quella terra da molto tempo e le suore sono diventate l’ultimo baluardo per trattenere l’orribile creatura nascosta all’interno del convento. Attraverso un giusto equilibrio nella scelta dei ruoli, i personaggi sono ben gestiti: ognuno riesce ad essere indispensabile alla storia, compreso il ragazzo che ha scoperto il corpo della donna morta. Tutti saranno necessari quando il male del convento si risveglierà per cercare vendetta e morte.

Toni oscuri al lume di candela

Il tono visivo di The Nun – La vocazione del male vuole sicuramente trarre il suo stile dai precedenti film della saga, per donare coerenza e un timbro identificativo. Il film approfondisce ed esalta il lavoro sui toni scuri: non siamo più in una casa di periferia ma in un convento sperduto nel più fitto dei boschi dove le leggende e il bigottismo della gente fa da sfondo a immense distese di alberi spogli e scheletrici. Gli interni sono privi di luce, se non per il lieve bagliore delle candele, la cui fiamma anima e fa brillare il colore. I personaggi sono fortemente in controluce, privi di identità in un percorso che li porterà sempre più vicini alle origini del male, ascendendo verso la fine, incosapevoli, spaventati e impauriti, in un abisso infernale da cui non c’è via d’uscita.

Demian Bichir in The Nun
Demian Bichir è Padre Burke

Un horror ben narrato che poteva osare molto di più

Diretto dal regista di The HallowCorin Hardy, The Nun – La vocazione del male si configura come un horror interessante dal punto di vista tecnico e coinvolgente da quello narrativo, in grado di spaventare lo spettatore e pervaderlo di un senso d’inquietudine generale. Nonostante il potenziale, il film si ferma a questo, risultando l’ennesimo horror che si ancora alle iconografie della religione cristiana per dare corpo e voce ad un mostro vuoto e frammentato, che non ha un background convincente al punto da renderlo davvero spaventoso.

The Nun – La vocazione del male, diretto da Corin Hardy, con Demian Bichir, Taissa Farmiga, Jonas Bloquet, Charlotte Hope, Ingrid Bisu, Bonnie Aarons, è in sala dal 20 settembre, distribuito da Warner Bros.

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