RomaFF13, Beautiful Boy, recensione del film con Steve Carell e Timothée Chamalet

Beautiful Boy, di Felix Van Groeningen, con Steve Carell e Timothée Chamalet, presentato alla Festa del Cinema di Roma, racconta in maniera straziante gli effetti della droga e la difficoltà della disintossicazione.

Un ragazzo che soffre

Beautiful Boy, di Felix Van Groeningen, presentato alla Festa del Cinema di Roma, racconta la storia di Nick Sheff (Timothée Chamalet), bel ragazzo dai capelli scuri e gli occhi verdi. Cresciuto con amore dal padre giornalista (Steve Carell) e dalla sua seconda moglie, Karen (Maura Tierney), una pittrice, che ha dato a Nick un fratello e una sorella che lo adorano. Da adolescente Nick inizia ad assumere varie droghe finendo per averne in corpo più di quante riesca a ricordare, arrivando a provare anche l’eroina. Nick vorrebbe venirne fuori, ma non ci riesce: si pente, chiede aiuto e perdono, ma ha continue ricadute. Tutta la famiglia gli sta accanto, iniziando però a chiedersi se sia il momento di lasciarlo andare.

Tra le star

Inutile dire che le interpretazioni di Steve Carell e Timothée Chamalet sono straordinarie, tanto da chiedersi se la tematica di per sé molto interessante, avrebbe avuto lo stesso effetto senza di loro. Steve Carrel è un padre che farebbe qualsiasi cosa per il figlio, lo trova un ragazzo bellissimo, intelligente, buono e crede che stia sprecando la sua vita e il suo talento per la scrittura. Forse ha un’immagine idealizzata del figlio, ma sotto certi aspetti non lo riconosce più, è diventato paranoico e aggressivo, non ha risposte, non sa perché si droga e perché non riesce a smettere.

Beautiful-Boy-Chamalet-Tierney
Timothée Chamalet e MauraTierney in una scena del film Beautiful Boy di Felix Van Groeningen

Una difficoltà esistente

La particolarità e l’aspetto più interessante del film Beautiful Boy sta proprio nel modo in cui Nick non riesce ad affrontare questo momento. Le ricadute esistono, non tutte le disintossicazioni vanno a buon fine e non sempre questa realtà viene espressa nei film che hanno come fuoco centrale la droga. Beautiful Boy analizza gli effetti devastanti di alcune sostanze, il desiderio irrefrenabile di provare sempre qualcosa di più forte, e come questa situazione trascini l’intera famiglia in un vortice di tentativi e fallimenti, di combattività e rassegnazione. Un rapporto padre-figlio forte, consolidato nel tempo, che si perde man mano che Nick continua ad andare oltre, ad esagerare e a rischiare di essere abbandonato anche da chi ha provato a salvarlo.

Un aspetto importante

L’unico tema che Beautiful Boy non affronta sono le motivazioni che portano Nick a finire in questo turbine di droghe e alcool, perché ha anche, e spesso, un’alto livello di alcool in corpo. Nick è un ragazzo di diciassette anni che non vede quanto suo padre faccia per lui e quanto anche Karen tenga al suo benessere e cerchi di aiutarlo. Nick ha sicuramente un vuoto da colmare, probabilmente si sente oppresso dalla sua famiglia e forse anche in colpa nei loro confronti, ma sono ragioni che si possono solo ipotizzare, perché il film non le esplicita.

Beautiful-Boy-Carrel
Steve Carrel in una scena del film Beautiful Boy di Felix Van di Groeningen

Un’ottima tecnica

L’idea di affrontare gli effetti e le ricadute di Nick rende il film particolare e diverso, ma effettivamente manca qualcosa, il protagonista è nel pieno della sua adolescenza, quindi si sente frustrato, solo, alla ricerca di un senso che non trova e tutti questi sentimenti sono visibili attraverso la bravura dell’attore e le scelte di regia, ma non vengono esplorati. Essendo anche un teen-movie, nonostante la forte drammaticità e l’argomento delicato, forse avrebbe dovuto puntare anche su questo. La fotografia con colori piuttosto accessi e poche scene cupe, rende maggiormente l’atmosfera dell’adolescenza in cui si trova Nick e il sentirsi spaesato, come anche gli appunti sul suo diario, scritti in maniera impeccabile. Il protagonista si lascia inghiottire dalla spirale della droga e nonostante voglia uscirne, continua ad assumerne, cercando sempre qualcosa di più forte e pesante. Questo è senz’altro un problema realistico e vero, uno spunto di riflessione per tutti.

Beautiful Boy, diretto da Felix Van Groeningen, con Timothée Chamalet, Steve Carrel, Maura Tierney, Christian Convery, Oakley Bull, Kaitlyn Dever, Amy Ryan, Stefanie Scott, Julian Works, Kue Lawrence sarà al cinema dal 13 giugno, distribuito da 01 Distribution.

Voto

 

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui