Renato Zero e gli artisti dei suoi ritratti da copertina, da Giovanni Barca a Valeria Corvino

Renato Zero - ritratti copertine album
Renato Zero - ritratti copertine album

Renato Zero ha più volte scelto per le copertine dei suoi album ritratti personali anziché fotografici, realizzati da artisti come Giovanni Barca e Valeria Corvino (ma non solo); scopriamoli con un assaggio di.. Zerofollia

Musica ed arte sono spesso andate a braccetto: negli anni molti artisti hanno fatto un uso sapiente della musica, ma anche musicisti e cantanti hanno attinto all’arte per arricchire le loro opere.

Un artista musicale che da sempre si è rivolto all’arte è Renato Zero, che oltre a promuovere con la sua Fonòpoli iniziative culturali, ha spesso rivolto le sue attenzioni al panorama artistico alla ricerca di un qualcosa in più.

Giovanni Barca da Mantova

Ne sono un esempio i lavori dell’artista mantovano Giovanni Barca. Dopo i primi sei album, nella cui cover appariva sempre in prima persona nei celebri scatti del fido Arpad Kertesz, Zero nel 1980 sceglie proprio un ritratto di Barca per la copertina del suo doppio album Tregua (e il relativo 45 giri della celebre Amico).

Renato Zero - Tregua - copertina
Renato Zero – Tregua – copertina

Dopo varie collaborazioni, dai poster ai dipinti versione menestrello, nel 1991 arriva il bis con l’album La coscienza di Zero, per la cui copertina fu utilizzato un ritratto che Barca realizzò nel 1979 (vedi foto sotto), al quale seguirono poi alcuni simpatici calendari (allegati a Passaporto per Fonòpoli e Bertex – Ingresso libero di Loredana Bertè) che ritraevano Renato nei panni di celebri personaggi reali o di fantasia, da Pinocchio a Tutankhamon, da Toro Seduto a Biancaneve, fino a Diabolik.

Renato Zero con il ritratto di Giovanni Barca (foto di Arpad Kertesz)
Renato Zero con il ritratto di Giovanni Barca (foto di Arpad Kertesz)

I ritratti successivi

In diverse altre occasioni Zero ha nuovamente scelto di non apparire fotograficamente in copertina nei suoi lavori, affidandosi ad altri artisti: ecco così che nel 1984 il grafico Roberto Sismondo realizza il celebre bianco e nero “double face” dell’album riarrangiato Identikit, utilizzato poi anche l’anno successivo per i manifesti di Identikit Tour e Caravan Zero; il pittore veneziano Alfio Presotto dipinge un meraviglioso quadro 100×70 con un doppio Renato che nel 1991 diventa la copertina dell’album live post sanremese Prometeo (e del singolo di Spalle al muro); Luciano Tallarini da Sorbara (Mantova), storico art director di Mina, si occupa invece nel 2003 del faccione con ciuffo di Cattura, che campeggerà su album, singoli “componibili” e manifesto del relativo tour.

Renato Zero - Prometeo - copertina
Renato Zero – Prometeo – copertina

Valeria Corvino da Napoli

In tempi più recenti Renato si è invece “innamorato” dell’artista e pittrice napoletana Valeria Corvino, la quale disegna per lui lo Zero “robotico” del puzzle-poster contenuto in Amo – Capitolo III, e successivamente la copertina del suo ultimo album triplo, Zerosettanta, nonché il manifesto del recente tour Zero a Zero – Una sfida in musica.

Renato Zero - Zero a Zero - locandina quinta data Roma
Renato Zero – Zero a Zero – locandina quinta data Roma

Proprio Renato, nel 2018, volle omaggiarla con un video in cui dichiarava pubblicamente il suo innamoramento artistico, affermando di essersi “riempito casa delle sue splendide pennellate” e che di conseguenza anche lui come lei sarebbe “passato alla storia, per gusto e raffinatezza“. Non a caso proprio una delle opere corviniane acquistate da Zero, ovvero Marilyn del 2006, era stata inserita accanto a lui nella copertina del dvd di Zeronove Tour.

Zerofollia… alcolica

Musica, arte, ma anche cibo, o meglio vino. La Corvino ha infatti omaggiato Renato Zero con un’opera chiamata Zerofollia, che è stata scelta come immagine dell’etichetta e dell’elegante scatola di un vino che ne riprende anche il nome. L’opera ritrae un volto femminile interamente ricoperto da uno “sciame” di note musicali, che vanno quasi a formare quella che ricorda una maschera con acconciatura afro.

Prodotto da Romanicus Art & Vino, azienda già autrice di una serie di vini dedicati agli dei, in tiratura limitata di 1950 bottiglie numerate (1950 è l’anno di nascita di Renato Zero), il rosso Zerofollia è da subito diventato un oggetto di culto da parte dei collezionisti zeriani, sempre “avidi” di nuovi pezzi da aggiungere alla propria collezione, ma apprezzato anche dai sorcini in generale e dagli amanti del buon vino.

Non a caso nella sua descrizione si legge: “Un vino impressionante per la sua potenza, concentrazione e intensità. Dolce il frutto al naso con note di sottobosco, mirtilli, ribes, e sambuco nero. Al palato è lungo, sapido e strutturato, ma mai ruvido e con una raffinata eleganza“, a testimonianza dell’accuratezza con cui il prodotto, realizzato da uve Merlot / Shiraz / Petit Verdout provenienti dai vigneti di Ficulle, in provincia di Terni, è stato realizzato.

La bottiglia numero 0 di questo rosso Zerofollia, annata 2016 e con gradazione alcolica di 14.5°, è stata ovviamente donata a Renato Zero in persona, mentre altri esemplari numerati (acquistabili online anche su Amazon) si possono degustare anche nel nuovo ristorante Casamatta che Roberto Anselmi Fiacchini, figlio adottivo di Renato, ha recentemente inaugurato a Roma, in zona Prati.

Vino Zerofollia
Vino Zerofollia

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