Recensione di Macbeth Neo Film Opera: simbiosi di cinema, teatro e opera lirica

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Macbeth Neo Film Opera è il nuovo lavoro diretto da Daniele Campea reduce dalla presentazione al 63° Taormina Film Fest. Il film è un ennesimo tentativo di omaggiare William Shakespeare attraverso la riproposizione di uno dei suoi più grandi capolavori, supportato dalle musiche della versione operistica di Giuseppe Verdi.

L’idea

Macbeth Neo Film Opera racchiude tutte le componenti che lo identificano come un’opera trasversale. Infatti, nell’allestimento diretto da Daniele Campea, è possibile ritrovare ovvi elementi appartenenti al teatro di prosa, genere a cui il testo shakespeariano appartiene di diritto, fusi con le tecniche cinematografiche visionarie e i contributi musicali derivati dalla tradizione melodrammatica italiana. Il regista dirige un cast di attori nella cui recitazione traspare la consapevolezza di far parte di un progetto sperimentale ai massimi livelli. Un plauso deve comunque essere rivolto a chi, ancora oggi, si cimenta nell’adattamento di un’opera di Shakespeare, pratica che appare oramai scontata nel mondo del teatro contemporaneo, ma che, quando riesce, è sempre suggestiva ed efficace.

Tra bianco e nero

Un grande merito della riuscita del Macbeth di Campea è da assegnare alle funzioni svolte dalla fotografia e della scelta del bianco e nero. Una citazione del cinema espressionista tedesco? Si, e ben riuscita. Il direttore della fotografia Federico Deiddà è riuscito a giocare sulla regolazione della luminosità. Tutti i personaggi, tranne il protagonista, sono inondati di un’alta gradazione di luminosità, viceversa quando la macchina da presa vira su un primo piano di Macbeth, il grado di luminosità si abbassa improvvisamente proiettando, così, lo spettatore nell’introspezione più profonda e drammatica dei pensieri che affliggono Re Macbeth.

Re Macbeth
Susanna Costaglione interpreta Macbeth nel film di Daniele Campea.

Senza alcuna pretesa

Daniele Campea non vuole porsi come luminare della neo-drammaturgia shakespeariana. Quindi nessuna pretesa da parte del regista, ma tanta passione e voglia di stare al passo con i tempi proponendo una fusione di livelli testuali grazie ai quali viene reso omaggio in egual maniera alle tre arti performative. Oltre ad un uso del montaggio dosato e regolare, vi è un preciso ed accurato impiego di numeri musicali tratti dall’opera di Verdi. La musica svolge una funzione “addestratrice” per gli attori che danno il meglio di loro nelle varie interpretazioni disegnate sul “fille rouge” di una linea “dark“.

Carattere rivoluzionario

Si è detto senza alcuna pretesa, ma è innegabile che il Macbeth Neo Film Opera rappresenti un prodotto rivoluzionario, dal punto di vista tecnico, e si pone come punto di partenza di una possibile rivoluzione nel panorama cinematografico italiano. Che si possa parlare di un ritorno alle avanguardie o di una retrospettiva cinematografica poco importa; vi è, senza alcun dubbio, la necessità di sperimentare nuove soluzioni audiovisive che vengono offerte dai diversi messi di ripresa e di post produzione impiegando testi, verbali e non, ancorati ad una tradizione patrimonio di importanti culture.

Macbeth Neo Film Opera è il nuovo lavoro diretto da Daniele Campea reduce dalla presentazione al 63° Taormina Film Fest. Al cinema dal 14 giugno il film è nelle sale cinematografiche da Distribuzione Indipendente.

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