Home Cinema e Film Recensioni Film e Cinema L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, recensione: il cammino di un meraviglioso Jim...

L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, recensione: il cammino di un meraviglioso Jim Broadbent

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Jim Broadbent
L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Jim Broadbent

La nostra recensione de L’imprevedibile viaggio di Harold Fry diretto da Hettie MacDonald, con uno straordinario Jim Broadbent: un po’ road movie, un po’ melò e un po’ dramma famigliare tra cuore e incertezze

Ben ventisette anni dopo il suo debutto cinematografico con Beautiful Thing e dopo tanta (ottima) televisione, la regista Hettie MacDonald si riaffaccia nel mondo di celluloide trasponendo L’imprevedibile viaggio di Harold Fry da un libro di grande successo di Rachel Joyce. Un film che si regge interamente o quasi sulle granitiche spalle di Jim Broadbent, il cui Harold Fry possiede i tratti levigati e leggeri della miglior commedia inglese ma anche un lato intimo e fortemente drammatico che fa breccia nel terzo atto. Non tutto gira alla perfezione, ma la sua performance lo eleva nell’olimpo degli attori contemporanei.

500 miglia

Harold Fry (Jim Broadbent) è un uomo anziano pieno di rimpianti, la cui vita accanto alla moglie Maureen (Penelope Wilton) procede apparentemente serena nel sud dell’Inghilterra. Un giorno riceve una lettera inviatagli da una sua vecchia amica, Queenie (Linda Bassett), ricoverata in fin di vita in un ospizio nel nord del paese. In una decisione del tutto inaspettata Harold decide di incamminarsi fino a Berwick-upon-Tweed, dov’è situato l’ospizio, percorrendo più di 800 chilometri per poter salutare Queenie un’ultima volta. Durante il suo viaggio riceverà supporto da parte di tanti sconosciuti, ma dovrà anche confrontarsi coi demoni del suo passato e con la tragica morte di suo figlio David.

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Jim Broadbent
L’imprevedibile viaggio di Harold Fry – Jim Broadbent

Il viaggio come metafora

Quella di Harold Fry non è una storia vera (e forse potrebbe non essere neanche verosimile) però è una storia necessaria, anche furba a suo modo. In fondo il lungo cammino che il nostro protagonista intraprende non è tanto irto di ostacoli in senso fisico (siamo pur sempre nella campagna inglese e non nel mezzo dell’Amazzonia), quanto piuttosto in senso spirituale. C’è la forza di volontà che non deve mai venire meno ad una promessa ma c’è anche la forza del rimpianto e del rimorso assieme, delle spinte propulsive talmente potenti da cancellare anche le problematiche ovvie legate all’età avanzata di Harold.

Il suo viaggio verso Queenie diventa quindi qualcosa in più di una metafora trita e scontata sulla resilienza, bensì si tramuta in un vero e proprio cammino di guarigione dai traumi e dalle colpe del passato. Ne L’imprevedibile viaggio di Harold Fry la MacDonald si affida alla lettura dell’ordinario attraverso lo straordinario per parlarci di perdono e di una fede ritrovata verso sé stessi e gli altri, poiché il lungo pellegrinaggio che Harold compie instancabilmente è prima di tutto all’interno di sé piuttosto che all’esterno, una traversata difficoltosa e tremendamente spaventosa nel senso di colpa, nella sua elaborazione e infine nella sua accettazione.

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Jim Broadbent
L’imprevedibile viaggio di Harold Fry – Jim Broadbent

Jim Broadbent è l’anima del film

Ci sono delle volte in cui un grande attore è solo la ciliegina sulla torta di un progetto in cui tutte le componenti sono già sufficientemente forti, dalla scrittura fino agli elementi di messa in scena. L’imprevedibile viaggio di Harold Fry poggia però gran parte della propria riuscita sulle spalle di un gigantesco Jim Broadbent, su cui i premi di settore dovrebbero puntare molto più spesso, che è capace di unire assieme leggerezza e disincanto, tacita rassegnazione e dolore, accoglienza e chiusura. Una prova maiuscola per l’attore inglese capace di far risaltare ogni singolo comprimario, anche i più navigati come la brava Penelope Wilton.

D’altronde l’intero progetto è costruito sul personaggio di Harold, di cui seguiamo ogni spostamento e ogni passo, ma anche sulla sua psicologia, sul suo arco di trasformazione e sulla sua presa di coscienza finale che viene sublimata da ogni incontro sul proprio cammino. Broadbent dà tutto se stesso, forse come mai prima d’ora, per far sì che possiamo empatizzare coi tormenti interiori di Harold ma anche per accompagnarlo in questo viaggio strambo e a tratti commovente, in un’Inghilterra dai contorni quasi fiabeschi in cui stranamente piove poco e c’è meno grigio di quanto possiamo immaginare.

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Penelope Wilton e Jim Broadbent
L’imprevedibile viaggio di Harold Fry – Penelope Wilton e Jim Broadbent

Qualche problema di scrittura

È quindi un peccato come L’imprevedibile viaggio di Harold Fry pecchi di una gestione non proprio ottimale del ritmo, specialmente nel primo atto, e della verosimiglianza narrativa. Certo, questa è una storia che possiede i tratti della fiaba, ma l’impressione è che la MacDonald abbia comunque deciso di regalarle una forte impronta contemporanea, forse a torto viste le potenzialità non del tutto sfruttate. Attraverso Harold lo spettatore si ritrova quindi parte di un’utopia gentile in cui i buoni sentimenti e il senso di umanità profonda riescano a prevalere sul cinismo, e il cui finale riaffermi ancora di più la necessità del sentirsi una comunità viva e pulsante che possa aiutarci a superare lo scoglio della vita.

Perché alla fine il viaggio di Harold appartiene un po’ a tutti noi e come lui noi tutti dobbiamo avere fede nella bontà delle persone, continuare a camminare e sperare che tutto vada per il meglio. Sempre preparati però e disposti a chiedere aiuto agli altri e soprattutto a noi stessi, perdonandoci i nostri errori e accogliendo la possibilità che quei fantasmi che ci accompagnano un giorno possano lasciarci finalmente andare.

L’imprevedibile viaggio di Harold Fry. Regia di Hettie MacDonald con Jim Broadbent, Penelope Wilton, Linda Bassett e Joseph Mydell, in uscita giovedì 5 ottobre nelle sale distribuito da BIM Distribuzione.

VOTO:

Tre stelle

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome