La promessa dell’alba: Charlotte Gainsbourg e l’amore ingombrante, recensione

La promessa dell'alba - Nina e Romain

La promessa dell’alba racconta di un amore morboso che segna per la vita intera. Romain (Pierre Niney) e Nina (Charlotte Gainsbourg) sono la coppia madre-figlio in cui tutti, chi più chi meno, possono identificarsi. Uno straordinario racconto autobiografico, al cinema dal 14 marzo 2019.

Il racconto autobiografico

«Tutto quello che sono lo devo a quelle risate»: sono le parole che Romain Gary, nato Kacew, pronuncia ricordando le risate di scherno che i suoi compaesani lituani gli rivolsero quando sua madre, Nina. È lei, infatti, che gli dà l’impulso a vivere una vita straordinaria, a diventare uno scrittore affermato e un grande uomo di successo; tuttavia, lo stesso amore che lo spinge sin da quando è piccolo ad annullare se stesso e le sue passioni per rendere felice e orgogliosa la madre, è quello che lo segnerà per tutta la vita, diventando un terribile fardello di cui non riuscirà mai a liberarsi. «Giurai che avrei dato un senso ai suoi sacrifici, e che sarei stato degno di lei: sarebbe stato questo lo scopo della mia vita»; La promessa dell’alba, il film diretto da Éric Barbier e tratto dal romanzo autobiografico di Romain Gary, racconta proprio la vita di Romain, che parte dal nulla e tocca le vette scintillanti della fama, ruotando intorno a un’unica costante: Nina.

La promessa dell'alba - Romain - Pierre Niney
Romain (Pierre Niney)

Charlotte Gainsbourg è la madre dell’amore ingombrante

A Charlotte Gainsbourg (MelancholiaNymphomaniac) è affidato il ruolo della madre, chiave di lettura de La promessa dell’alba. Una donna apparentemente disposta ad annullarsi per il successo del figlio, ma che, per lui, è una presenza più invadente della sua stessa ombra. Nina è legata a Romain (Pierre Niney) da un amore morboso, che la porta a riversare le sue aspirazioni personali sul figlio, sin da quando è piccolissimo. Fatto crescere come se fosse francese, da subito Nina convince se stessa e suo figlio che questi ha davanti a sé un futuro brillante, futuro per il quale Romain si applica con tutto se stesso, avendo il costante terrore che la madre non potrà mai vedere i suoi risultati per una morte improvvisa. «Mi sento divisa in due: da un lato sento di amare moltissimo questa donna, dall’altro lato non nego di aver pensato, a volte, che fosse una maledizione perché condanna il figlio a convivere con un enorme peso sulle spalle. Allo stesso tempo, però, gli ha fatto dei bellissimi doni: un carattere forte, un insaziabile appetito per la vita… Non me la sento di giudicarla, non ho voglia di mettermi a riflettere se lei sia un bene o un male per il figlio. Che sia ingombrante è evidente. Non si può però non avvertire l’intensità dell’amore e della passione che questa donna ha verso il figlio. Mi sono fatta travolgere anche io dal suo amore, non volevo – e non potevo – fare retromarcia», sono le parole della Gainsbourg.

La promessa dell'alba - Nina - Charlotte Gainsbourg
Nina (Charlotte Gainsbourg)

Dalla pagina allo schermo

La storia è raccontata come un lungo flashback: Romain, ormai uomo adulto di circa mezz’età, scrive un manoscritto raccontando la storia della sua vita, che è letto dal moglie Lesley durante un viaggio in macchina. Grazie a questo espediente, è rispecchiata la divisione in tre atti del romanzo originale. Dice Barbier, il regista: «Gary lega […] tra di loro le differenti epoche e ciò gli permette di analizzare e sviluppare diversi temi, idee e riflessioni sul suo passato. Questo espediente funziona molto bene in letteratura, ma è una strada non percorribile nel cinema. Ho dovuto, quindi, riorganizzare le mie unità d’azione seguendo l’ordine cronologico della storia prima di comprimere la sceneggiatura e riuscire ad avviare un approccio più cinematografico. La narrazione nel film risulta organizzata in un modo più classico rispetto al libro: questo espediente è stato necessario per dare maggiore risalto alla dimensione epica e iniziatica della storia narrata, volevo che lo spettatore potesse seguire tutto nel modo più semplice possibile.»

Al cinema dal 14 marzo 2019

«A nessuno dovrebbe essere concesso di amare qualcuno così tanto. Neanche la propria madre»: è questa la frase che, brevemente, racchiude l’intero messaggio de La promessa dell’alba. Una storia di amore e di contraddizione, messa in scena da interpreti che magistralmente trascinano lo spettatore all’interno di un racconto che, in qualche modo, può essere considerato la storia universale di tutti e nessuno. Seppure, a tratti, la pellicola scivola in un aura di pretenziosità, la forza della storia che si trova alla base è tale da non far calare mai l’attenzione dello spettatore. Sarà nelle sale italiane dal 14 marzo 2019, distribuito da I Wonder Pictures.

VOTO:

 

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