Golden Globe 2018: perché hanno vinto le storie al femminile nel cinema

Martin McDonagh, Sam Rockwell, Frances McDormand, Graham Broadbent, Peter Czernin

Terminata la 75a edizione dei Golden Globe, al centro il fondamentale tema del riconoscimento del lavoro delle donne nell’industria Hollywoodiana. A trionfare nella sezione cinema due racconti al femminile: Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Lady Bird, storie di donne non convenzionali, forti ed intelligenti.

Frances McDormand: le donne in questa stanza sono qui per lavoro

Time’s Up, ed era ora. Il tempo è scaduto, è ora che le donne si ribellino ad un sistema maschilista e degradante, e che vengano loro riconosciuti gli stessi diritti dei colleghi uomini. “Le donne in questa stanza non sono qui per il cibo, ma per lavoro” così ha concluso il suo discorso di ringraziamento la strepitosa Frances McDormand. Tra battute pungenti e discorsi imponenti, le donne al centro di questa ultima edizione dei Golden Globe. Per le serie tv premiate infatti The Handmaid’s Tale e Big Little Little Lies, mentre Tre manifesti a Ebbing, Missouri Lady Bird, trionfano nella sezione cinema. In entrambi i casi storie di donne forti e di carattere, alle prese con abusi e soprusi, o semplicemente racconti quotidiani al femminile. Un’edizione che parla di donne quella di questi ultimi Golden Globe, in una Hollywood che fatica ad uscire indenne dagli scandali di denunce di molestie ed abusi di potere che la hanno ultimamente travolta.

Mildred Hayes: un ritratto di coraggio ed integrità

Mildred Hayes, di cui la splendida Frances McDormand veste i panni, è costretta ad affrontare il peggiore incubo che un genitore possa sopportare: la brutale uccisione di sua figlia sedicenne. In una realtà retrograda e maschilista, Mildred si trova dover intraprendere da sola un difficile cammino per ottenere dignità e giustizia. Sceglie quindi di non arrendersi e di incanalare rabbia e disperazione in una battaglia alla ricerca della verità. Un film che affronta tematiche diverse, in grado di miscelare alla perfezione umorismo, dramma e tensione. Con una protagonista femminile d’eccezione, vigorosa e controcorrente, il film di Martin McDonagh, che ottiene ben quattro statuette, riesce a sbaragliare colossi del calibro di The Post di Steven Spielberg, o dell’ambizioso Dunkirk di Cristopher Nolan, entrambi rimasti a bocca asciutta in questa ultima edizione dei Golden Globe.

Mildred Hayes in una scena di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Frances McDormand nelle vesti di Mildred Hayes in una scena di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Lady Bird e la rivincita degli outsider

Nella categoria di miglior film Commedia/Musicale a trionfare è stato Lady Bird, della giovane regista Greta Gerwig. Vittoria preannunciata forse, ma non per questo meno entusiasmante; un vero e proprio evento nell’ambito del cinema indipendente. Il film, che vanta ben 34 milioni di incasso in soli due mesi di programmazione, si pone come un racconto di formazione adolescenziale. In virtù di un consenso tanto forte, così come dell’importanza più volte rimarcata nel corso della serata di valorizzare il lavoro delle donne dietro la macchina da presa, è lecito supporre che Lady Bird si presenterà in prima fila per gli Oscar, con buone possibilità per Greta Gerwig di una candidatura a migliore regista. Che possa dare del filo da torcere a McDonagh e Del Toro? Sembra difficile, ma in una Award Season del genere è lecito sperare che sia possibile.

Un Teen-Movie lontano dagli stereotipi

Prendendo le distanze dai teen-movie di genere, Greta Gerwick trasporta lo spettatore in un clima spensierato e colorato. Saoirse Ronan e la sua brillante interpretazione, danno vita ad un personaggio femminile lontano da qualsivoglia stereotipo. Animata da un incontenibile entusiasmo e da un’indole vagamente anarchica, la giovane Christine è portatrice di un forte e sano desiderio di ribellione. L’irresistibile Lady Bird (soprannome accuratamente scelto da Christine come atto di rivendicazione di libertà ed indipendenza), non è altro che una giovane donna in continua lotta contro la realtà che la circonda, mossa da un insanabile impulso di auto-affermazione. Con i suoi capelli rosa ed un braccio ingessato, Christine è folgorante sin dalla prima occhiata. Premiato nella categoria di miglior film Commedia/Musicale, e nella categoria di miglior attrice protagonista, Lady Bird si pone come una storia tutta al femminile, fresca, per niente scontata ed intelligente.

Premio alla regia: monopolio maschile

Le cinque candidature per il premio alla migliore regia, non vedono al loro interno neppure il nome di una donna. Inutile tergiversare, la percentuale di donne alla regia è ancora piuttosto bassa, imparagonabile alla controparte maschile. Non che mancassero figure femminili forti, basti pensare alla precedentemente citata giovane cineasta Greta Gerwig, vincitrice con Lady Bird nella categoria miglior film Commedia, o a Kathryn Bigelow con Detroit, o ancora a Dee Reese con Mudbound. Eppure nessuna di loro è stata presa in considerazione per concorrere al premio di migliore regista. Cosa che non è sfuggita a Natalie Portman, sul palco insieme a Ron Howard per presentare il premio nella suddetta categoria: “Ed ecco le nomination interamente maschili” ha sentenziato ai microfoni l’attrice. Come darle torto, d’altronde la strada per la parità dei diritti è ancora lunga, nonostante le premiazioni di questa cerimonia testimonino qualche passo in avanti verso l’ambito traguardo.

Guillelmo Del Toro trionfa con i suoi mostri

Ad essere premiato nella categoria di migliore regista è stato Guillermo del Toro con il suo La forma dell’acqua, già Leone d’Oro a Venezia. Il film è una favola che racconta l’incontro e il nascere di un’amore ai tempi della Guerra Fredda. La dolce Eliza,interpretata da una commovente Sally Hawkins, è addetta alle pulizie in un ufficio dove si realizzano ricerche segrete per il governo degli USA. Eliza è sordo muta e ha pochissime amicizie, ma quando negli uffici arriva una misteriosa creatura acquatica, è proprio lei con i suoi silenzi l’unico essere umano in grado di comunicare con questo strano essere. Anche in questo caso un racconto al femminile, un storia di emarginazione, toccante e personale.

 

Sally Hawkins e la misteriosa creatura in una scena del film
Sally Hawkins e la misteriosa creatura in una scena de La forma dell’acqua

Oltre la notte: trionfa a sorpresa il film di Fatih Akin

Vero colpo di scena per quanto riguarda la categoria di miglior film in lingua straniera, ad imporsi è stato il tedesco Oltre la notte del regista italo-turco Fatih Akin, con protagonista Diane Kruger. Un revenge-movie al femminile, che vede protagonista una donna decisa a vendicare la morte di suo marito e suo figlio, vittime di un attentato ad opera di un movimento neonazista. Una storia di violenza e rabbia che si trasforma in vendetta. Pur non avendo riscosso un giudizio estremamente favorevole nella critica, soprattutto se confrontato agli altri candidati (si pensi a The Square, Palma d’Oro all’ultimo festival di Cannes, o all’ acclamatissimo Loveless), Oltre la notte è stato in grado di far breccia nel cuore della Hollywood Foreign Press Association.

Categoria miglior attore/attrice non protagonista: la sfida continua

Premiato a sorpresa nella categoria di migliore attore non protagonista Sam Rockwell per il suo ruolo in Tre Manifesti a Ebbey, Missouri che trionfa su Willem Defoe (the florida project). Performance magistrale, in grado di seguire un arco di trasformazione psicologica del personaggio senza sbavature nel corso della narrazione. Discorso simile per la categoria femminile, premiata l’esilarante interpretazione di Allison Janney, nei panni della madre di Tonya Harding in I, Tonya, film su una delle figure più controverse nel panorama dello sport americano. Un personaggio fuori dal comune quello interpretato dalla Janney, tragicomico e sopra le righe. Si conclude così questa 75a edizione dei Golden Globe 2018 con qualche conferma ed alcune sorprese in una cerimonia tutta al femminile.

Allyson Janney durante il discorso di ringraziamento. Golden Globe 2018
Allyson Janney durante il discorso di ringraziamento.

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