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Due botte a settimana, recensione: si ride tra teatro e imitazioni

Due botte a settimana, recensione: si ride tra teatro e imitazioni

Due botte a settimana è una commedia divertente, dalla trama semplice, che sfrutta il miglior repertorio di Marco Marzocca e Leonardo Fiaschi: a legare la trama c’è anche la naturale verve comica di Stefano Sarcinelli.

Metti un produttore, un padre severo e bizzarri provini

Stefano Toro (Stefano Sarcinelli) è un produttore non proprio illuminato. Nel suo studio passano personaggi particolari come Rocco Siffredi (Leonardo Fiaschi), più che mai intenzionato a ripulirsi l’immagine diventando un narratore di favole per bambini, o come un grande conoscitore della musica italiana di nome ‘Sputify’ (ancora interpretato da Fiaschi) che ‘sputa’ non appena si imbatte in un brano ignoto. A livello personale le cose non vanno meglio: come confessato al suo psicanalista nel prologo, il produttore soffre a causa della perdita della madre e del rapporto conflittuale col padre (un ricco notaio che ha il volto di Marco Marzocca). A fare qualche incursione in scena c’è proprio questo burbero genitore, Ariel il domestico filippino combinaguai, il manesco portiere dello stabile, un agente del fisco e altri bizzarri personaggi per un totale di una decina di anime… In attesa dell’ironico colpo di scena finale.

Marzocca e Fiaschi: cavalli di battaglia

Due botte a settimana sfrutta a pieno le caratteristiche dei suoi attori (qui la nostra video intervista a Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli). Sul palco si alternano una decina di personaggi, frutto dell’esperienza comica di Marco Marzocca e Leonardo Fiaschi. Il primo porta in scena un papà burbero ma esilarante con il dialetto di una volta e le parole volutamente storpiate, il celebre domestico filippino di nome Ariel, un portiere romanaccio e manesco, una mamma che ricorda molto la sua “mamma orsa”. A Leonardo Fiaschi viene affidata una parte più canterina. Tra Francesco Gabbani, Umberto Tozzi, Jovanotti, Gianna Nannini e Le vibrazioni, anche l’imitatore attinge ai suoi cavalli di battaglia. A fare da collante c’è infine il personaggio interpretato da Sarcinelli, trait d’union tra i vari episodi che si susseguono uno dopo l’altro senza interruzione.

Due botte a settimana: Marco Marzocca riporta in scena Ariel, il domestico filippino combinaguai
Marco Marzocca riporta in scena Ariel, il domestico filippino combinaguai

La trama come espediente narrativo

Alla commedia può essere obiettata l’assenza di una vera e propria trama, visto che lo svolgimento dei fatti è una sorta di pretesto per spingere gli attori a contestualizzare le maschere che più possono incontrare il favore del pubblico. Resta il fatto che la missione di Due botte a settimana viene assolutamente centrata: l’obiettivo è ridere e in effetti si ride tanto. Così, chiunque conosca i lavori precedenti di Marzocca e Fiaschi, non potrà che ritrovarne una piacevole traccia.

Musica e ‘quarta parete’

A completare il quadro c’è l’elemento musicale, curato ed eseguito da Leonardo Fiaschi, e una scenografia semplice ma curata (opera di Bruno Buonincontri ed Elisabetta Maestri). Se il pubblico è portato a vedere fondamentalmente tre pareti – quella di fondo e le due laterali – Sarcinelli preciserà la presenza di una quarta parete: quella immaginaria che separa il palco dalla platea e che a suo avviso protegge la vera magia del teatro. Due volte a settimana oltrepassa più volte quella parete, facendo avanti indietro tra finzione e “live” Un espediente interessante, che da una parte omaggia il teatro e dall’altra procura ulteriori risate.

Due botte a settimana: Leonardi Fiaschi in una parodia di Occidentali's karma dedicato alle mamme moderne
Leonardi Fiaschi in una parodia di Occidentali’s karma dedicato alle mamme moderne

Due botte a settimana va in scena al teatro Roma dal 21 gennaio al 2 febbraio.

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