Caracas, conferenza con Marco D’amore e Toni Servillo: “La Napoli del film è Gotham City”

Caracas - Conferenza stampa con Toni Servillo, Marco D'Amore, Lina-Camélia Lumbroso
Caracas - Conferenza stampa con Toni Servillo, Marco D'Amore, Lina-Camélia Lumbroso

La conferenza stampa di Caracas con il regista e protagonista Marco D’Amore, Toni Servillo e Lina-Camélia Lumbroso: “Abbiamo realizzato un film folle che non ha paura di precipitare e schiantarsi al suolo, perché speriamo che possa fare da apripista.”

Non siamo a Caracas. Quando al terzo film ti tocca di dover raccontare una città non è facile, specialmente se si tratta della tua città, di quella città: Napoli. Ormai così ben radicata nella mente, nel cuore e nella sensibilità di tutto il paese, Napoli fa da sfondo alle vicende dell’ennesimo sforzo registico del fu gomorriano Marco D’Amore, il quale esordì proprio con l’origin story di Ciro L’immortale e che qui ha voluto al suo fianco il padre putatore e artistico Toni Servillo. Qui però il taglio è diverso perché è una Napoli più cupa, più lynchiana dove una nebbia spettrale avvolge i vicoli notturni e quasi li divora, in cui ogni personaggio deve confrontarsi con i propri demoni in agguato nel buio.

Caracas - Conferenza stampa con Toni Servillo, Marco D'Amore
Caracas – Conferenza stampa con Toni Servillo, Marco D’Amore

È tratto da un libro Caracas, Napoli ferroviaria” scritto da Ermanno Rea e cioè lo stesso autore da cui è stato tratto Nostalgia di Mario Martone, ma per un ciclico scherzo del destino si rifà in qualche modo anche ad un altro libro intervista, “Perdersi è meraviglioso” dello stesso Lynch e di Francesco Grazioso. Oltre a Servillo e a D’Amore era presente anche l’attrice franco-tunisina Lina-Camélia Lumbroso, che nel film interpreta la bella tossicodipendente Yasmina, per il cui amore il personaggio di Caracas sarà disposto a tutto.

Sono stato colpito praticamente fin da subito dal libro di Rea, per tanti motivi che mi è difficile spiegare al momento” ha spiegato Marco D’amore, “ma quello che volevo è che la Napoli di questo film fosse vicinissima a città molto lontane dal nostro immaginario come Gotham City o Sin City, che fosse una città non di sole ma bagnata, umida, di muffe e di fumo che sbuca continuamente dai vicoli. Ho chiesto a Stefano Meloni, il mio talentuosissimo  direttore della fotografia che sono stato felice di aver aiutato ad emergere, di far piangere, sudare, fumare questa città perché potessimo addentrarci nei luoghi dell’anima più oscuri e pericolosi.”

Caracas - Conferenza stampa con Marco D'Amore, Lina-Camélia Lumbroso
Caracas – Conferenza stampa con Marco D’Amore, Lina-Camélia Lumbroso

Toni Servillo  dal canto suo ha subito accettato di interpretare Giordano Fonte, uno scrittore di grande successo che torna a Napoli per ritirare un premio e per rivelare di volersi ritirare dalla scrittura. “Il mio personaggio non crede più che i suoi strumenti siano ancora efficaci nel raccontare la realtà, ma la cosa interessante è che l’incontro con Caracas gli permette di trasformarsi da uno scrittore di cose vere in uno scrittore di sogni. È una cariatide comunista che si ritrova all’interno di una realtà così complessa da far chiedere allo spettatore se quello che sta vivendo è reale, se è frutto dell’immaginazione o se è la rappresentazione dei demoni che deve affrontare.”

La giovane e brava Lina-Camélia Lumbroso ha riservato solo parole al miele per Servillo e soprattutto per D’Amore, con il quale ha vissuto un’esperienza a suo dire irripetibile. “Caracas per me è stato una sfida, ho dovuto riconnettermi con le mie origine tunisine visto che i miei genitori si sono trasferiti in Francia prima che nascessi. A casa mia non si parlava quasi mai arabo, solo francese, e quindi ho dovuto mettermi a studiare l’arabo con grande difficoltà ma anche grande gioia. Marco ha una vera e propria luce addosso, è una persona molto profonda che mi guardava in silenzio e poi mi sussurrava all’orecchio con grande discrezione le indicazioni sulla scena che dovevo interpretare.”

Caracas - Conferenza stampa con Francesco Ghiaccio, Toni Servillo
Caracas – Conferenza stampa con Francesco Ghiaccio, Toni Servillo

“Poi sa essere incredibilmente altruista, sa girare per gli altri attori e non solo per sé, è stato un set dove ho imparato moltissimo e mi sono sempre sentita a casa, cosiccome mi sono sentita a casa nello girare a Napoli.” Il co-sceneggiatore del film, Francesco Ghiaccio, ha parlato della difficoltà enorme nel trasporre il romanzo di Rea: “È una storia di grane complessità, è un diario esistenziale in cui un uomo deve fare i conti con la propria vita e il proprio passato. Abbiamo cercato di non tradire lo spirito dell’opera e soprattutto di rendere al meglio questo viaggio quasi dantesco di un uomo che torna nella propria città dopo averla lasciata a lungo, per trovarla cambiata e preda a delle ideologie opposte alla sua.”

“Alla fine però capisce che nessuna ideologia, nessuna religione, nessun credo ha davvero così importanza quando stai afferrando una mano che ti stringe prima che tu esali l’ultimo respiro.” Ma quella di Caracas è anche una storia piuttosto inedita per il cinema italiano, sicuramente molto ambiziosa. “Questa storia ci ha subito colpiti anche perché affronta delle tematiche nuove per il nostro cinema, come la conversione all’Islam.” ,ha dichiarato il produttore esecutivo Luciano Stella. “In Italia non abbiamo le banlieue come in Francia o le grandi periferie delle metropoli statunitensi o inglesi, quindi raccontare una storia che provi ad esplorare i luoghi abitati dai nostri migranti è un po’ un unicum.”

Caracas - Conferenza stampa con Francesco Ghiaccio, Toni Servillo, Marco D'Amore
Caracas – Conferenza stampa con Francesco Ghiaccio, Toni Servillo, Marco D’Amore

E, a proposito di coraggio e ambizione, è proprio Marco D’amore a suggerire una metafora prendendo d’esempio la sequenza iniziale del film, in cui dei paracadutisti si lanciano nel vuoto e uno di loro apre il proprio paracadute soltanto all’ultimissimo momento. “Il senso del nostro lavoro sta proprio in quella sequenza lì. Sta nel precipitare nell’amore ma anche nell’ignoto, nella paura di prendersi dei rischi pazzeschi, nel sapere che se quella cazzo di adrenalina ti fa rischiare di morire e ti impedisce di aprire il paracadute in tempo non si può più tornare indietro. Spero che alla fine di questa caduta possiamo atterrare tutti sani e salvi.”

E noi non possiamo che augurarglielo, magari partendo proprio da questo ambizioso Caracas che arriverà nelle sale giovedì 29 febbraio grazie a Vision Distribution.

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