RomaFF13: Backliner, la recensione del docufilm di Fabio Lovino su Riccardo Sinigallia

Backliner
"Backliner" Fabio Lovino e Riccardo Sinigallia

Backliner di Fabio Lovino è un viaggio nella musica e nella poetica di Riccardo Sinigallia, cantautore e produttore che ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione del suono di molte canzoni italiane di successo dagli anni ’90 a oggi.

Backliner – Ritratto di Riccardo Sinigallia è il docufilm del fotografo Fabio Lovino, che ha inaugurato la sezione Panorama Italia di Alice nella Città della 13ª Festa del Cinema di Roma, con Valerio Mastandrea, Ice One, Marina Rei, Renato De Maria, Frankie Hi-Nrg mc, Caterina Caselli, Filippo Gatti, Piergiorgio Bellocchio, G-Max, Francesco Motta, Coez, Daniele Sinigallia, Carlo Martelli, Francesco Zampaglione. Un lavoro interessante e ben fatto che può essere utile per conoscere meglio la figura di uno dei più importanti cantautori italiani degli ultimi 20 anni, il cui ruolo artistico è stato spesso sottovalutato.

Mastandrea e il Locale degli anni ’90

L’amicizia con Valerio Mastandrea risale ai tempi de “Il Locale”, storico music club di Vicolo del Fico a Roma attivo dalla metà degli anni ’90 ai primi anni 2000, dove sono cresciuti musicalmente alcuni dei cantautori principali della nuova scuola romana come Fabi, Silvestri, Gazzè e lo stesso Sinigallia. Mastandrea dice scherzando ma non troppo a proposito di Riccardo che “scegliere sempre la strada più difficile è la cosa che lo accomuna a quello psicopatico“, e questa amicizia a distanza è rimasta in piedi fino ad oggi, pur viaggiando su percorsi paralleli, a volte anche insultandosi bonariamente come si usa fare tra amici a Roma quando ci incontra dopo tanto tempo. A 9 anni Riccardo assiste al soundcheck di Donna Summer che canta un brano prodotto da Giorgio Moroder e rimane folgorato, sin da piccolo frequentava l’ambiente discografico grazie alla mamma che lavorava alla Durium. Musicalmente è figlio degli anni 70 e 80, Ice One (Sebastiano Ruocco) dice che loro volevano portare la musica al successo mentre oggi è l’artista che vuole avere successo, come lui Riccardo è un servitore e intermediario della musica e insieme a DJ Stile, David Nerattini, Francesco Zampaglione hanno fatto parte del collettivo La Comitiva nel 1999. Il sogno di Mastandrea è quello di condurre un programma il sabato in prima serata su Rai 1 con Riccardo per fare il record negativo di ascolti di tutti i tempi, sarebbe troppo bello per essere vero.

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Valerio Mastandrea e Fabio Lovino

Dai 6 Suoi Ex ai Tiromancino ai Deproducers

Sin dai tempi del suo primo gruppo 6 Suoi Ex (con Emanuele Brignola, Niccolò Fabi, Costantino Ladisa, David Nerattini, Aidan Zammit e Francesco Zampaglione, di cui viene fatta ascoltare “Cuccu bare”) Riccardo è sempre stato diviso musicalmente in tre (canzone, dance, rock), a cui poi si deve aggiungere il rap (che gli ha fatto conoscere l’amico David Nerattini). Nel film vengono intervistati anche la cantautrice Marina Rei che faceva la corista nello studio di Paolo Micioni (con cui Riccardo collaborerà per “Fammi entrare”), e Francesco Zampaglione, fratello di Federico dei Tiromancino (di cui Riccardo è stato il principale fautore della svolta sonora del gruppo nel 2000 con La descrizione di un attimo), che nel documentario non c’è come anche Niccolò Fabi (di cui Riccardo ha prodotto e co-scritto i primi due dischi Il giardiniere e Niccolò Fabi) e Max Gazzè (con cui Riccardo ha scritto “Vento d’estate”), perché ha preferito inserire solo le persone con cui ha ancora un rapporto di amicizia e di frequentazione quotidiana, non i colleghi di lavoro storici con cui negli anni inevitabilmente ci sono stati dei dissidi umani e artistici. L’ultimo gruppo di cui Sinigallia è entrato a far parte è il collettivo Deproducers (con gli altri musicisti Vittorio Cosma, Max Casacci e Gianni Maroccolo) con cui ha realizzato due dischi, Planetario e Botanica, dedicati rispettivamente al mondo delle stelle e delle piante.

Il rapporto con il cinema, da Pasolini a Caligari

Il lavoro di musicista per Riccardo è sempre stato a stretto contatto con il mondo del cinema. In Paz! di Renato De Maria del 2002, con Claudio Santamaria, ci sono “Io sono Dio” e “Pezzo d’amore” cantati da Sinigallia. Insieme a Mastandrea hanno girato almeno 7 video. Riccardo trova gli “Scritti corsari” di Pasolini ancora attualissimi, e con Fabio Lovino sono andati a girare una scena all’Idroscalo di Ostia dove nel 1975 è stato ucciso il grande poeta e regista friulano. G-Max dei Flaminio Maphia cita i due video speculari di “Bada” e “Due destini”, “Bellamore” è presente su Amatemi di Renato De Maria, mentre per Non essere cattivo di Claudio Caligari ha scritto la canzone finale “A cuor leggero” (contenuta anche nell’ultimo disco Ciao cuore, che vede la partecipazione sempre di Mastandrea nel video). Anche Piergiorgio Bellocchio, figlio del regista Marco, compare spesso nel documentario perché con Riccardo sono amici dai tempi del Locale.

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Valerio Mastandrea in “Ciao cuore”

Amici nel tempo: Filippo Gatti, Frankie Hi-nrg, Franchino Zampaglione

Il rapper Frankie Hi-nrg (Francesco Di Gesù) lo definisce “generoso nei confronti dell’opera e non solo dell’artista”, insieme hanno realizzato la celebre “Quelli che benpensano” nel ’97 (il ritornello è scritto e cantato da Riccardo, presente anche nel video), nel film viene fatto vedere anche un frammento live di “Amici nel tempo” con Andrea Ruggiero al violino. Per Filippo Gatti (ex Elettrojoyce, uno dei gruppi più importanti della scena romana e italiana degli anni ’90 e 2000, di cui viene fatto vedere un estratto del video di “Balena”) Riccardo gli ha insegnato soprattutto il legame tra testo e musica, “non lascia particolari al di fuori di questa interpretazione, ha molto senso dell’umorismo”, la poesia si è unita con la musica popolare negli Stati Uniti nel ‘900 con Bob Dylan e altri, per cui “bisogna essere molto severi come ascoltatori”. Laura Arzilli (la compagna storica e bassista di Riccardo) dice che “io e lui siamo la stessa persona praticamente”, mentre “Io e Franchino” è dedicata all’amico Francesco Zampaglione. L’amico e discografico Carlo Martelli sottolinea tra le principali qualità e caratteristiche di Riccardo quella di “coltivare sempre dubbi anche all’interno delle proprie certezze”. Sono rimasti fuori dal film (tagliati all’ultimo momento per motivi tecnici) l’attore Raffaele Vannoli (alias Superlello) e il pittore Cristiano Pintaldi, forse perché poco attinenti al mondo della musica.

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Filippo Gatti

Bob Marley, Neffa e Luca Carboni

Secondo Riccardo Bob Marley “è stato il più grande di tutti i tempi perché scrive belle canzoni allegre per far stare bene tutti”, che è un po’ quello che in Italia (facendo i debiti paragoni) cercano di fare anche Luca Carboni (di cui Riccardo ha prodotto Musiche ribelli nel 2009) e Neffa, mentre lui ammette candidamente di non esserne capace perché “non sarebbe sincero”, probabilmente gli vengono meglio le canzoni depresse e “tristi”, anche se poi con gli anni ha imparato a sorridere e a prendere la vita “a cuor leggero”.

Le nuove produzioni: Motta e Coez

Francesco Motta (di cui Riccardo ha prodotto il primo disco solista, La fine dei vent’anni) lo considera il padre della scena romana anni ’90 e anche molto di più, un vero deus ex machina, che ha incontrato grazie a Manuel Fusaroli, mentre Coez (Silvano Albanese, di cui Sinigallia ha prodotto Non erano fiori nel 2013) dice di Riccardo “sempre sia lodato”, e sicuramente entrambi gli devono molto per il grande successo della loro carriera.

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Riccardo Sinigallia

Un modo di essere, tra Conte e Mozart

Caterina Caselli (sua discografica con la Sugar) lo paragona a Paolo Conte come maniacale cesellatore e a proposito cita una frase di Mario Soldati “non contiene volgarità come Mozart” (riferita a Paolo Conte ma valida anche per Riccardo). Al termine della conferenza stampa Riccardo ha confessato di aver convinto il regista a tagliare le troppe attestazioni di stima nei suoi confronti che rischiavano di diventare imbarazzanti. In effetti questo vuole essere un ritratto, non un’agiografia o una celebrazione, anche se per uno che è abituato a stare dietro le quinte e ha raccolto sicuramente meno di quello che meritava (almeno in termini di successo commerciale) alla fine pure un po’ di vanità ci sta tutta.

Riccardo artista “Per tutti” 

Nel brano “Per tutti” Riccardo parla della paura di non farcela, delle nostre assuefazioni, e scontrarsi con la banalità del quotidiano è difficilissimo. La fragilità che ha l’artista verso il mondo è un bene prezioso e anche un grande privilegio, ma oggi la qualità è diventata quasi un problema, un difetto. Artisti come Riccardo Sinigallia, Filippo Gatti, ecc. non sono mai stati invitati a manifestazioni come il Premio Tenco (che in teoria dovrebbero promuovere la canzone d’autore di qualità), mentre paradossalmente gli ha dato più spazio il Festival di Sanremo, e Fabio Fazio in particolare (che ha invitato Riccardo per due volte, nel 2000 e 2014). Come canta Riccardo in “Per tutti”, dal precedente disco omonimo:
Non sono qui per un jingle o per una compilation, non sono stato mai invitato non a caso ad una sola delle vostre convention…la festa che davate per finita è appena cominciata“.

Backliner – Ritratto di Riccardo Sinigallia di Fabio Lovino, è una produzione di Reggatta Production, in collaborazione con Sky Arte, prossimamente in onda su Sky Arte.

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