RomaFF13: il programma di Alice nella città, da Johnny English al Backliner su Sinigallia

Alice nella città
"Backliner" il film di Fabio Lovino su Riccardo Sinigallia

Presentata la XVI edizione di Alice nella città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma dal 18 al 28 ottobre: da segnalare la preapertura con Rowan Atkinson, Ben is back con Julia Roberts, Backliner di Fabio Lovino su Riccardo Sinigallia, il restauro di Mignon è partita di Francesca Archibugi.

Si svolgerà a Roma dal 18 al 28 ottobre 2018, nell’ambito della Festa del Cinema, la XVI edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini e organizzata dall’Associazione Culturale PlayTown Roma, con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT, del Comune di Roma e della Regione Lazio.
Da sempre attenta ai temi legati alle giovani generazioni, Alice nella città presenterà un programma di anteprime assolute, esordi alla regia e conferme originali. 11 le opere del Concorso Young Adult, 6 eventi speciali e 3 serie. Mentre il programma di Alice Panorama raccoglie 10 film a cui si affiancherà la selezione del Panorama Italia, curata da Alice nella città in collaborazione con il Kino, con 9 lungometraggi e 16 cortometraggi (10 in concorso e 6 fuori concorso) selezionati in collaborazione con Premiere Film. Una selezione che come per la passata edizione metterà l’accento sul cinema italiano con proiezioni di film, documentari e cortometraggi di giovani promesse. Tantissimi i talenti del cinema internazionale presenti nei film in selezione da: Timothée Chalamet e Maika Monroe in Hot Summer Nights a Charlie Plummer in Behold My heart; da Tye Sheridan in Friday’s child a Jessica Barden in The New romantic; da Lucas Hedges e Kathryn Newton in Ben is Back a Lewis MacDougall in The belly of the whale; per concludere con Shira Hass in Broken Mirrors a Jaden Smith in Skate kitchen.

Alice nella città
Charlie Plummer in “Behold my heart”

Evento di preapertura con Rowan Atkinson 

Il film di preapertura di Alice nella città è Johnny English colpisce ancora distribuito dalla Universal Pictures International Italy, con un grande Rowan Atkinson (Mr Bean e Johnny English), che sarà in Italia il 7 ottobre non solo per accompagnare il film, ma sarà anche protagonista di un incontro con gli studenti delle scuole di cinema. Un doppio appuntamento con uno degli attori che ha saputo divertire e far ridere il pubblico di tutte le età.

Concorso Young Adult

Saranno 11 i film a partecipare al concorso Young Adult, votati da una giuria composta da 27 ragazzi e ragazze selezionati su tutto il territorio nazionale. I legami di sangue sono uno dei nodi tematici che attraversano la selezione 2018. Legarsi vuol dire costruzione di mondi, innesti d’amore e lotta quotidiana. Oppure, nel caso di The Elephant and the Butterfly, vuol dire tensione tra reale e immaginario, tra ciò che è qui e ciò che è altrove. Secondo lungometraggio della regista Amélie van Elmbt, prodotto dai fratelli Dardenne con la produzione esecutiva di Martin Scorsese, il film mette in scena con grande delicatezza tutte le sfumature di tre giornate durante le quali una bambina si ricongiunge con il padre sconosciuto. Mentre è il rapporto con l’assenza e con la morte, l’idea che muove Behold My Heart opera seconda di Joshua Leonard prodotta e interpretata da Marisa Tomei, ricca di fascino e completamente scevra da ogni velleità consolatoria. Una discesa nell’inconscio di Marcus – interpretato dal talento assoluto di Charlie Plummer – costretto a nascondere il suo dolore e a trasformarsi nell’uomo di casa, per fare i conti con la morte reale e le emozioni distruttive che ne conseguono: esprimerle e lasciarle andare è l’unico modo per ricominciare una nuova vita con sua madre. Uno spunto ideale, che Peter Hedges (candidato all’Oscar per lo script di About a boy) ha esplorato fino ai limiti più bui, nella sua nuova e attesissima regia, Ben Is Back. Al suo fianco, per raccontare le tensioni distruttive di un figlio legato alla dipendenza dalle droghe, suo figlio Lucas Hedges uno dei talenti più limpidi del cinema internazionale (Manchester by the seaLady birdThree Billboards Outside Ebbing Missouri, Boy Erased) e la straordinaria e intensa Julia Roberts che ci regala una delle sue più convincenti interpretazioni (qui la sinossi del film).

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“Ben is back” con Julia Roberts e Lucas Hedges

A distanza di otto anni dal suo primo film presentato a Roma (Oranges and Sunshine), Jim Loach torna ad Alice nella città con Measure of a man, un film di formazione che riesce a ricreare in maniera magistrale i fulminanti dialoghi, perfettamente aderenti alla logica dell’infanzia. Tra vicende quotidiane, passioni e pomeriggi di giochi e vacanze emergono i segreti di un’estate turbolenta, che svelerà cosa rappresenta la vera misura di un uomo.
I grandi temi del disagio familiare e della ricerca necessaria e disperata di un equilibrio e di un futuro possibile, scorrono nelle quattro opere prime della selezione: “Tutto m’inghiotte”. Così direbbe di sé, la protagonista di Jellyfish se dovesse presentare ai propri spettatori, il suo personalissimo romanzo di formazione. Il regista James Gardner, ci racconta una delicata storia d’identità, sostenuta dal forte desiderio di fuggire via quando la
tua famiglia e tutto il mondo intorno sembrano rimanere immobili. Da Israele arriva Broken Mirrors di Imri Matalon e Aviad Givon, potente racconto di ribellione, che dipinge un aggrovigliato universo di sensi di colpa, che ci parla fondamentalmente della sensazione di vergogna e di tradimento legata alla crescita di un’adolescente (interpretata dalla sorprendente Shira Haas – Foxtrotla danza del destino). For a happy life è l’esordio di Salima Glamine e Dimitri Linder, (già assistente di numerosi registi belgi) segue la storia d’amore clandestina di Amel, diciassettenne di origini algerine (interpretata dalla giovane Sofia Lesaffre, già vista in Le Ciel attendra in selezione ad Alice 2017), con Mashir Fahrad, 22 anni, di origini pakistane. Costretti a nascondersi per potersi amare, scopriranno che la famiglia e la casa possono essere un luogo felice dove crescere e fare esperienza di affetto, calore, gioia, felicità ma da un momento all’altro possono diventare
gabbia feroce che smorza ogni energia vitale, condizionata dal rigido sistema morale e di comportamento che influenza la possibilità di scegliere la propria vita. Un tema che si collega all’analisi sulla natura umana, sull’amore e sulla società nel suo complesso, che Jessica Barden (amata in The End of the F ** king World) protagonista di The New Romantic ci svela nel film di Carly Stone. In your hands di Ludovic Bernard ci restituisce un classico racconto di formazione in cui la musica, rappresenta l’unica vera alternativa ad una realtà altrimenti insostenibile. Il film è retto da tre interpretazioni sorprendenti di Kristin Scott-Thomas, Lambert Wilson e Jules Benchetrit da cui emerge un’idea di cinema straripante di vita. Discorso a parte merita quest’anno il cinema italiano rappresentato in concorso da due film che hanno colpito per intensità, qualità e libertà narrativa: Fiore gemello di Laura Luchetti è un film sull’amicizia, sull’innocenza perduta e sulla fatica per riconquistarla. Due adolescenti, con le loro storie: diverse nella genesi, affini nelle catastrofi e nel disperato tentativo di rinascita, tra la finzione e la realtà dei loro vissuti personali.
Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman ci propone la storia autentica di una vera famiglia, la cui più giovane figlia a solo 18 è già la prima pugile donna italiana della storia a qualificarsi alle Olimpiadi. Irma è cresciuta in uno dei paesi più violenti del napoletano dove lo sport spesso rappresenta l’unico riscatto per poter disegnare il proprio futuro. Lo sguardo degli autori è carico di affetto per i propri personaggi, li segue nelle loro
fissazioni e idiosincrasie. Ma adesso Irma che è lontana dai riflettori può finalmente guardarsi dentro e cercare la sua strada. La boxe è davvero qualcosa che fa per lei?

Fuori  Concorso

Tito and the birds, di Gustavo Steinberg, Gabriel Bitar e Andrè Catoto, è un’animazione brasiliana di straordinario impatto visivo. Il film è al contempo la scoperta del bambino di quello che è giusto e di come superare le proprie paure, ma è anche un viaggio per salvare il mondo da una “epidemia di paura”, in cui le persone iniziano ad ammalarsi se improvvisamente si spaventano. Dilili in Paris segna il ritorno alla regia di Michel Ocelot (Kirikù e la strega Karabà, Azur e Asmar, Kirikù e gli animali selvaggi). Un’avventura nella Parigi della bella epoque. Ambientata nella Città della Luce la storia segue una giovane ragazza di nome Dilili che arriva dalla Nuova Caledonia e viene coinvolta in una trama misteriosa che la porterà attraverso i quartieri alti e bassi di Parigi. Ocelot sarà presente a Roma anche per una masterclass sull’animazione dopo la proiezione del film.

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“Dilili in Paris”

Eventi speciali

Tra gli eventi più attesi l’anteprima del film Remi di Antoine Blossier, adattamento del celebre romanzo di Hector Malot “Rémi sans famille”, che racconta le avventure del giovane Rémi, orfano accolto dalla dolce Madame Barberin. Il film che uscirà nelle sale italiane il 20 dicembre con 01 Distribution, vede nel cast Maleaume Paquin, Virginie Ledoyen, Ludivine Sagnier, Nicholas Rowe, e lo straordinario Daniel Auteuil. Diretto da Silas Howard (vincitore di un Emmy per Transparent) A kid like Jake che vede nel cast Claire Danes, la vincitrice del Premio Oscar Octavia Spencer, Priyanka Chopra e Jim Parsons, (Sheldon di Bing Bang Theory) alle prese con un bambino di quattro anni brillante e precoce che preferisce Cenerentola ai supereroi; Up and down di Paolo Ruffini è un’indagine sulla normalità, che dal teatro arriva al cinema raccontata attraverso gli occhi di 5 ragazzi con la sindrome di down. Qui è ora di Giorgio Horn ci consegna un ritratto della società contemporanea fatto di integrazione e partecipazione. Cinque oratori della Lombardia raccontati attraverso le attività oratoriali, i legami che si instaurano e i processi emotivi e spirituali dei personaggi coinvolti. Il film è il primo lungometraggio prodotto dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. È un lavoro che vuole fare conoscere la realtà di quei presidi di accoglienza, spiritualità e democrazia, ancora poco conosciuti. Barry Morrow, membro della giuria, presenterà il suo ultimo lavoro, All you ever wished for, una fiaba moderna che rappresenta il confronto/scontro tra il mondo rurale e quello moderno.
A chiudere gli eventi speciali il film che ha commosso il Festival di Cannes: Capharnaum di Nadine Labaki, ha come protagonista un ragazzino ribelle, che non accetta la vita che gli è stata imposta e decide di avviare una causa legale contro i suoi genitori per averlo messo al mondo. È una fiaba politica in grado di far riflettere, che ragiona sul tema della crescita e della difficoltà di nascere e provare a farsi una vita in Medio Oriente. Un film simbolo che con l’Associazione Every child is my Child viene dedicato ai bambini delle scuole presenti in sala. Ad Every child is my Child sarà anche dedicata una proiezione speciale legata al progetto Live for Syria con l’anticipazione dei primi 15 minuti del docufilm del raduno concerto di Vulci 2017 che ha visto alternarsi sul palco artisti come Daniele Silvestri, Irene Grandi, Emma Marrone, Tosca, Anna Foglietta, Pierfrancesco Favino, Vittoria Puccini, Paolo Genovese, Edoardo Leo, Paola Minaccioni, Andrea Bosca, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Lillo, Max Bruno e tanti altri.

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Anna Foglietta alla conferenza stampa di “Alice nella città”

Masterclass – Incontro con Andrej Končalovskij

Dei ragazzi spesso si dice che sono distratti, che mancano di memoria, che sono superficiali ed è vero, forse; certo non più di noi adulti, che dietro i banchi non ci siamo più. Ma se è vero, dobbiamo ammettere una mancanza, un errore nelle modalità educative. Chi nasce con occhi per vedere, sa già anche guardare o a guardare si impara? Interrogarsi sullo sguardo e sul modo di raccontarle, allora diventa necessario. Una riflessione che, in collaborazione con la Fondazione Ente dello spettacolo, affronteremo con Andrej
Končalovskij, un regista che ha compiuto un percorso umano e professionale encomiabile, che si sostanzia in una visione positiva del cinema, mezzo capace non solo di patire ma di agire nella realtà, riconnettendola a un ideale di giustizia. Una riflessione che accompagna il suo lavoro, perfetto esempio di quel cinema capace di essere politico senza più essere ideologico, etnografico senza dover essere scientifico.

Alice Panorama

Sono 10 i film che comporranno il programma che Alice nella città dedica al Panorama; opere internazionali che seppur raccontando il mondo delle nuove generazioni, offrono un pretesto per dire agli adulti cose da e sui giovani. Sarà lo spazio in cui presentare temi a contrasto mostrando la forza devastante, talvolta surreale, di una realtà che non è mai semplice spettacolo.

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“Friday’s child” con Tye Sheridan

Tra i film che arricchiscono la selezione del Panorama: dello scrittore-regista A. J. Edwards, Friday’s child è uno di quei brillanti film indipendenti che riescono a guadagnarsi un posto di rilievo tra i successi di Hollywood. Un film ‘ponte’ che oltre a trattare in maniera mai banale, argomenti pesanti come l’abbandono e il degrado sociale, fa emergere lo spirito anarchico dell’adolescenza, che grazie all’interpretazione di Tye Sheridan (giovane star indipendente di film come The Tree of Life di Terrence Malick, Mud di Jeff Nichols, Joe di David Gordon Green, entrato nel mainstream di film come X Man e Ready Player One di Steven Spielberg) mira a trasmettere, la freschezza di un ritrovato cinéma vérité e un flusso energetico dirompente che tutto travolge. Dopo il sorprendente esordio con The Wolfpack, Crystal Moselle torna ad Alice nella città, per raccontare con
Skate Kitchen il mondo dei ragazzi. Un progetto cinematografico nato da un cortometraggio legato al marchio Miu Miu (Women’s Tales), che segue la vita e l’evoluzioni di un collettivo di skater tutto al femminile con sede nel Lower East Side a Manhattan. La regista ci guida, ancora una volta, alla scoperta di realtà e di ragazze speciali fuori dagli schemi, che rivendicano il loro spazio nella comunità degli skateboarders, spesso
popolata da soli uomini. Ambienti torridi di un’estate a Cape Cod, sono lo scenario in cui Elijah Bynum decide di rappresentare il suo debutto dietro la macchina da presa. Hot Summer Nights segue l’evoluzione tra infanzia ed età adulta di Daniel, un adolescente timido a disagio e impacciato, la cui vita sarà completamente stravolta dall’incontro inaspettato con uno spacciatore ribelle del quartiere. Un particolare e straniante coming of age in chiave Breaking Bad che mette ancora una volta in luce il talento puro ed eclettico di Timothée Chalamet, che ci regala una recitazione intensa e spietata, completamente diversa dalla scoperta dell’amore e del sesso del colto e incantato Elio di Chiamami col tuo nome. Il racconto fantastico di Chris Caldwell e Zeek Earl, diventa, in Prospect il modo di sovvertire i luoghi comuni dello young adult, per raccontare con delicata astuzia l’adolescenza com’è davvero, con tutta la sua ambigua, inconsapevole e profonda complessità. È un incantevole e avvincente racconto di formazione che con una combinazione perfetta unisce atmosfere western e fantascientifiche. Film che toccano i topoi dell’adolescenza: il sentirsi diversi e non compresi dagli altri: The Harvesters, opera prima del promettente Etienne Kallos, apre lo sguardo su una famiglia di agricoltori
bianchi nell’Africa ultrareligiosa, che sarà sconvolta dall’arrivo di un elemento complesso che sovvertirà gli equilibri familiari. Nonostante tutti gli sforzi di Janno (Brent Vermeulen), la gelosia e i segreti svelati peggioreranno le cose. Gli fa eco Miriam lies di Natalia Cabral e Oriol Estrada. Un racconto delicato che trasmette l’atmosfera soffocante di una società razzista e classista, in cui le ragazze devono conformarsi a standard estetici impossibili, descrivendo le insicurezze adolescenziali e i legami emotivi che li legano. Molte le opere prime che evidenziano una rivolta contro la logica del compromesso: che sia attraverso l’humor nero di due tenaci inetti in lotta contro il destino, raccontati nel prezioso lavoro dell’irlandese Morgan Bushe, The belly of the whale; o salendo ancora più al nord con Let me fall, dramma lirico emotivo e desolante sulla generazione invisibile di teenager autodistruttivi che abusano di droghe nell’odierna Reykjavik, del talentuoso regista islandese Baldvin Z (Jitters). Spicca inoltre Winter flies di Olmo Omerzu, un divertente road movie che celebra il valore dell’amicizia nell’adolescenza, la voglia di sperimentare e provare sensazioni inedite, ma anche il prezzo dell’impulsività, la perdita dell’innocenza e il desiderio tipico della gioventù di andare oltre i limiti. The Tower il primo lungometraggio di animazione che associa stop motion e 2D del norvegese Mats Grorud racconta con intelligenza e tenerezza la storia di una famiglia in un campo profughi palestinese di Bourj el Barajneh, a Beirut, in Libano. I bambini sono i protagonisti di questa storia che sullo sfondo di un contesto storico e geopolitico legato al conflitto che da decenni avvelena la vita quotidiana in Medio Oriente, cerca sempre di trovare il più piccolo raggio di luce. Il regista preferisce intrecciare un filo emotivo che collega le generazioni a forti valori umanistici e sottolineare l’importanza della trasmissione e della memoria, evitando, a piè pari, il peso della propaganda di guerra.

Panorama Italia

Una linea di programmazione curata da Alice nella città, in collaborazione con il KINO, che nel rispetto delle reciproche identità, punta sulla scoperta e valorizzazione di un cinema giovane capace di raccontare storie intense e coraggiose nei modi inventivi del cinema indipendente. Cinema italiano in anteprima: documentari, cortometraggi di giovani promesse, ma anche una selezione di film che ancora non sono usciti in sala, inediti per
il grande pubblico, passati velocemente in un festival in Italia o all’estero. E poi incontri, eventi e anteprime che coinvolgeranno gli studenti di cinema delle scuole della città.
Apre la selezione il documentario Backliner di Fabio Lovino con Riccardo Sinigallia, Valerio Mastandrea, Caterina Caselli, Frankie Hi-nrg, Franchino Zampaglione, Filippo Gatti, Francesco Motta, Ice One, Carlo Martelli, Piergiorgio Bellocchio, Renato De Maria, Marina Rei, Daniele Sinigallia, G-Max. Backliner è anche il titolo di una canzone di Ciao cuore, il nuovo disco di Riccardo Sinigallia uscito il 14 settembre.

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Riccardo Sinigallia

Fabio Lovino, fotografo e autore da sempre coinvolto dal mondo della musica, con Backliner ci regala un viaggio vero e proprio nella musica e nella poesia di Riccardo Sinigallia, lette attraverso la memoria di un piccolo esercito di inconsapevoli pionieri della scena musicale romana degli ultimi anni. Per continuare sul filone biografico, l’esordio della regista Karole di Tommaso, mette in luce la vita e le esistenze caotiche di due ragazze che si amano. Mamma + Mamma è il racconto di Karole e Ali e del loro viaggio verso una maternità tanto desiderata. Allargando lo sguardo, Francesco Mandelli con Bene ma non benissimo, esplora il mondo scolastico in cui i forti legami di amicizia e la ricerca di appartenenza possono aiutare a superare un disagio, là dove l’alto e il basso possono incrociarsi, ma mai fondersi davvero. La critica, il pensiero e persino la militanza corrispondono, invece, ad un’idea molto chiara del cinema di Luna Gualano. Con
Go Home la regista compie un’iperbole che ci accompagnerà verso un horror allegorico, uno zombie movie, scritto da Emiliano Rubbi che vuole utilizzare gli zombie come metafora per una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, dei profughi, del “diverso da sé” in generale.
Soledad opera prima di Augustina Macri, ci racconta gli eventi legati alla storia di Soledad Rosas (Vera Spinetta) e di Edoardo Massari, detto Baleno. La coppia venne arrestata e accusata di atti di terrorismo contro la costruzione della rete ferroviaria ad alta velocità. Nel 2002, quando già i due ragazzi erano morti, la Corte di Cassazione ha lasciato cadere l’accusa di sovversione e terrorismo per mancanza di prove.
Il sorprendente Tutte le mie notti dell’esordiente Manfredi Lucibello esplora il modo in cui i forti legami di amicizia e la ricerca di appartenenza possano diventare una questione di vita o di morte. Un thriller psicologico che ruota intorno a segreti, bugie e paure, offrendo un’interpretazione corale (Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli, Alessio Boni) di grande effetto e tensione. Nevermind di Eros Puglielli con Paolo Sassanelli, Andrea Sartoretti, Giulia Michelini, ci racconta le vite di cinque persone che vengono stravolte da
accadimenti sconcertanti e paradossali. Come diceva Aristotele, “se c’è una soluzione, perché ti preoccupi? E se non c’è una soluzione, perché ti preoccupi?”. Ti presento Sofia di Guido Chiesa con Micaela Ramazzotti, Fabio De Luigi, Caterina Sbaraglia, Andrea Pisani, Shel Shapiro, Caterina Guzzanti, Daniele De Martino, Bob Messini, Elisabetta De Palo, Chiara Spoletini, sarà il film di chiusura del programma Italia. Una commedia intelligente che apre nuove finestre di confronto, partendo dal nostro rapporto di adulti con l’infanzia e i giovani, nel modo di pensare l’educazione, nell’importanza di saperli guardare. Evento speciale fuori concorso del Panorama Italia Zen sul ghiaccio sottile, esordio di Margherita Ferri con Eleonora Conti e Susanna Acchiardi, figlia del programma Biennale College Cinema e realizzata con il sostegno de La Biennale di Venezia. Il film a tema queer riesce a scavare a fondo nelle dinamiche intricate del periodo adolescenziale, in quei momenti nei quali l’identità incerta inizia a chiedere chiarimenti e nello stesso tempo impara a fare i conti con un’inesorabile miscela di dubbi, paure, turbolenze interiori.

Il restauro di Mignon è partita a 30 anni dall’uscita

Da quest’anno, con la sezione Quei ragazzi, Alice nella città si apre ai classici contemporanei, ai film del passato restaurati e riproposti per la loro forza e attualità; in collaborazione con il CSC – Cineteca Nazionale e il Luce Cinecittà, e con il sostegno di Studio M, festeggeremo in occasione dei trent’anni dall’uscita in sala, il restauro di
Mignon è partita di Francesca Archibugi, sorprendente esordio cinematografico che il 20 ottobre del 1988 uscì nelle sale italiane, raccogliendo da subito il sostegno del pubblico e della critica (5 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento) mettendo in primo piano l’intensità e la sensibilità della regista nel dirigere e raccontare il disagio degli adolescenti e il passaggio all’età adulta. Il merito del cinema dell’Archibugi è quello di aver tolto dallo sfondo apparenti semplificazioni legate alla giovinezza, per far emergere l’ascolto per una verità emotiva e sentimentale. Ragazzi e adulti vivono le loro relazioni su un piano di parità, cosa generalmente rara sullo schermo e tanto più nel cinema italiano di quegli anni. Il film non mostra soltanto la relazione centrale della narrazione, il rapporto tra Mignon/Giorgio, ma anche tutto l’arcipelago di persone coinvolte. A mano a mano i tratti semplicisticamente buoni o cattivi dei personaggi svaniscono per essere sostituiti da una più complessa e ricca lettura tra le varie componenti del racconto che ci fanno vedere la realtà in un modo nuovo, talvolta comico-realistico o crudo, figlio anch’esso del miglior cinema di Scola e Scarpelli. Del film qualcuno ricorderà l’amore della giovinezza, l’essersi trovati all’entrata del paradiso, ma anche il non essere riusciti ad esprimere e a compiere ciò che andava detto e fatto perché la relazione non terminasse troppo presto; un paradiso peraltro negato è l’idea su cui il film si conclude.

Alice nella città
“Mignon è partita” con Stefania Sandrelli e Céline Beauvallet

Italian Cinema Now – Una nuova formidabile generazione

Alice nella Città e l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con Movie up 2020 presentano gli incontri speciali: Italian Cinema Now: una nuova formidabile generazione! A parlare di presente e futuro del giovane cinema italiano insieme a Piera Detassis Presidente e Direttore Artistico del Premio David di Donatello, saranno i direttori di importanti istituzioni cinematografiche europee: Carlo Chatrian, neo Direttore del Festival di Berlino, Francesco Giai Via, Direttore Artistico di Annecy Cinéma Italien. Il progetto intende presentare una selezione degli autori italiani che negli ultimi anni hanno rappresentato l’Italia nelle selezioni dei festival internazionali sottolineando la tendenza, a nostro avviso in sintonia con l’affermazione degli autori, che vede una nuova generazione di curatori italiani ai vertici di festival e cineteche europee: il cinema italiano si dimostra tra i più vivi del mondo e forse il più vivo d’Europa.

Eventi speciali: Serie

Alice nella città dopo il successo della passa edizione conferma il suo sguardo sul racconto seriale legato alle nuove generazioni. Indipendentemente dalla tipologia e dal genere, che passi attraverso visioni domestiche o su una piattaforma streaming, risulta evidente ormai quanto il genere sia dotato di una dignità comparabile a quella cinematografica.

Kidding: nella nuova serie Showtime, presto in Italia su SKY Atlantic, Jim Carrey, diretto ancora una volta da Michel Gondry, interpreta una star della televisione per bambini colpito da una grave tragedia familiare. Jeff (Jim Carrey), amatissimo dai bambini, ha trasformato il suo ruolo di “Mr. Pickles” in un impero milionario, ma quando la sua famiglia – composta da moglie, due figli maschi, padre e sorella – comincia a implodere, il nostro eroe scopre che nessuna fatina, nessuna fiaba e nessun burattino possono guidarlo in questa crisi, che avanza più rapidamente di quanto lui possa gestirla. Il risultato: un uomo gentile in un
mondo crudele perde lentamente la sua sanità mentale, in modo esilarante quanto commovente. Michel Gondry e lo sceneggiatore Dave Holstein, creatore della serie, valorizzano proprio questo senso di alterità che separa Jeff dal resto del mondo, incapace di accettare che Mr. Pickles devii dalla norma per affrontare questioni personali.

Patricia Moore: audaci e rivelatori dei talenti di domani, i formati brevi si sono fatti strada nel panorama seriale contemporaneo. Diretta da Blake Fraser, Patricia Moore è un lungometraggio pensato in 9 episodi brevi (9X10’) prodotto da Chris Thompson per la nuova piattaforma Blackpills che lo distribuirà sulla sua App. La storia ruota attorno alla sedicenne Patricia e la sua famiglia in fuga da una setta cannibale responsabile dell’insaziabile dipendenza di cui soffrono. I Moore viaggiano di città in città, quando si ritrovano costretti a fermarsi in un villaggio sperduto, in cui Patricia incontra un adolescente locale. La loro fame di carne diventa un problema crescente. Dovrà soddisfare sia l’appetito della famiglia che i suoi sentimenti per Toby.

TimVision ad Alice nella Città
Saranno 3 le produzioni originali di TimVision Production presenti nel programma di Alice nell’ottica di una collaborazione nata nel segno dei contenuti di qualità rivolti a giovani e ai giovanissimi che spazieranno dalle serie ai lungometraggi. Si parte con la seconda stagione di Skam Italia, la rivoluzionaria serie attesissima dai ragazzi. Dialogheranno con il pubblico il regista Ludovico Bessegato e alcuni attori del cast e verranno inoltre proiettate alcune clip in anteprima esclusiva. La serie è prodotta da TimVision Production con Rosario Rinaldo di Cross Production. Il protagonista della seconda stagione è Martino che troverà il coraggio di vivere la propria omosessualità attraverso una romantica storia d’amore con un ragazzo conosciuto a scuola. Si proseguirà poi con Dogsitter, scritto e diretto per il cinema dal giovane Fulvio Risuleo che incontrerà il pubblico per parlare del suo lavoro e che vede nel cast Edoardo Pesce, Silvia d’Amico e Daphne Scoccia. Prodotto da TIMVISION Production con Donatello Della Pepa di Revok Film, è un film originale e racconta una vicenda che nell’arco di un week end è destinata a lasciare un segno nella vita dei tre protagonisti,
un ritorno quello di Fulvio, dopo l’esordio dello scorso anno in Panorama italia del suo film Guarda in alto. L’ultimo appuntamento speciale è dedicato a Bangla, l’opera prima di Phaim Bhuiyan, ventiduenne italiano di seconda generazione, autore, regista e interprete del film, prodotto con Fandango di Domenico Procacci, che sarà ad Alice per rincontrare il pubblico raccontare e raccontarsi.

Alice nella città

Premio Opera prima 

Si rinnova per il sesto anno consecutivo la partnership con MYmovies che quest’anno, assegnerà il Premio MYmovies al miglior regista emergente, che sarà selezionato tra le numerose opere prime (presentate nel Concorso Young Adult e Alice Panorama) grazie ad una giuria composta da Gianluca Guzzo, co-founder e AD di MYmovies, l’attrice Elisa Sednaoui, lo sceneggiatore Barry Morrow, l’attore Vinicio Marchioni e il regista Andrea De Sica.

Opere prime tra concorso e panorama internazionale 

JELLYFISH di James Gardner
BROKEN MIRRORS di Imri Matalon, Aviad Givon
FOR A HAPPY LIFE di Salima Glamine e Dimitri Linder
THE NEW ROMANTIC di Carly Stone

HOT SUMMER NIGHTS di Elijah Bynum
PROSPECT di Chris Caldwell e Zeek Earl
HARVESTERS di Etienne Kallos
MIRIAM LIES di Natalia Cabral e Oriol Estrada BELLY OF THE WHALE di Morgan Bushe
THE TOWER di Mats Grorud

Concorso Cortometraggi

Quest’anno si inaugura, grazie alla collaborazione con Premiere Film e ai tanti partner che hanno aderito al progetto, il concorso internazionale cortometraggi. Saranno 10 i cortometraggi in concorso, di cui 8 italiani e 2 stranieri, diretti da giovani registi con già un progetto di lungometraggio in cantiere. Oltre ai 10 cortometraggi in concorso, saranno presentati al Festival anche 6 cortometraggi fuori concorso, selezionati per il valore artistico e originalità del racconto.

In concorso
AJO di More Raça (Kosovo)
BEAUTY di Nicola Abbatangelo (Italia)
FALENE di Luca Jankovic e Marco Pellegrino (Italia)
IL GIORNO DELLA PATATA di Veronica Spedicat (IT)
IL MONDIALE IN PIAZZA di Vito Palmieri (Italia)
IM BAREN di Lilian Sassanelli (Italia)
LABOR di Cecilia Albertini (Usa, Italia)
MEAT SOUP di Vittorio Antonacci (Italia)
NESSUN DORMA di Paolo Strippoli (Italia)
PATER FAMILIAS di Giacomo Boeri (Italia)

Fuori Concorso
FAUVE di Jérémy Comte (Canada, Prima italiana)
FINO ALLA FINE di Giovanni Dota (Italia)
MEZZANOTTE ZERO ZERO di Nicola Conversa (Italia)
NON È UNA BUFALA di Niccolò Gentili e Ignacio Paurici (Italia, Prima mondiale)
THE ESSENCE OF EVERYTHING di Daniele Barbiero (Italia, Prima mondiale)
VETRO di Matteo Petrelli (Italia, Prima mondiale).

La giuria della sezione corti è così composta: Fabio Guaglione (regista, presidente della giuria), Manuela Rima (Rai Cinema Channel), Maria Theresia Braun (Studio Universal) e Edoardo Natoli.

Quattro i premi messi a disposizione
1) Il primo premio ALICE NELLA CITTÀ, che renderà il vincitore eleggibile ai prossimi premi Oscar® attraverso la distribuzione del corto in un cinema di Los Angeles.
2) Il Premio STUDIO UNIVERSAL premio in denaro più acquisizione dei diritti del cortometraggio da parte di Studio Universal.
3) Il premio RAI CINEMA CHANNEL, premio in denaro più acquisizione dei diritti del cortometraggio da parte di Rai Cinema.
4) Il Premio PREMIERE FILM contratto di distribuzione offerto da Premiere Film.

Campus Leone Film Group 

Da quest’anno Alice nella città assieme a Leone Film Group apre una nuova collaborazione volta a promuovere e premiare il talento presentando un format innovativo “Dal corto al lungo” nel quale i 10 registi del concorso cortometraggi non solo avranno l’occasione di presentare i loro corti al festival ma grazie al Leone Film Group avranno l’occasione di partecipare anche ad un campus di formazione della durata di 3 giorni (18, 19, 20
ottobre) durante il quale potranno presentare alla giuria tecnica di Leone Film Group un progetto di lungometraggio ispirato al proprio corto. Il Campus si svolgerà tra il festival, il Mercato Internazionale del Film (MIA) e il distretto Barberini dove avranno modo di seguire panel, incontri e pitch. La giuria composta da Raffaella Leone, Marco Belardi, Maite Bulgari, Ughetta Curto, Serena Lonigro e Carlo Salem al termine del lavoro, sceglierà tra i dieci corti selezionati, un solo progetto al quale assegnerà il premio di 3.000 euro per l’opzione del soggetto della durata di 18 mesi per il possibile sviluppo di una sceneggiatura.
Il campus non è solo un premio, ma un’esperienza importante perché dà l’opportunità ai giovani registi di entrare in contatto con i professionisti del settore – commentano Fabia Bettini e Gianluca Giannelli – questo fa si che Alice sia sempre più una vetrina, una reale opportunità ed una piattaforma per gli esordi. Un passo importante, che è stato possibile raggiungere grazie alla fiducia e al supporto di Raffaella e Andrea Leone e di Marco Belardi”.

Alice Plus al MIA

Alice nella città quest’anno apre un segmento del suo progetto al MIA e presenta: Alice plus che si articolerà in diverse attività tra il festival ed il distretto del Barberini.
Incontri dal libro al film che prevedono, tra gli ospiti, Michel Morpurgo (War Horse) l’ambasciatore della letteratura inglese che presenterà insieme a Barnaby Spurrie della casa di produzione inglese Tom boy film, il nuovo progetto di animazione tratto dal suo libro “Kensuke, Kingdom” di cui è distributore internazionale Bankside film.
Le masterclass di Italian Cinema Now – una nuova formidabile generazione, saranno un’occasione per parlare di presente e futuro del giovane cinema italiano in collaborazione con Il Premio David di Donatello e Movie up 2020.

Un campus di formazione per i giovani registi “Campus Leone Film Group” e degli spazi riservati al MIA per networking e B2B tra l’hotel Sina Bernini e il distretto Barberini.
Il progetto si completa con gli screening di Italian Film Boutique for Young Audience. Le proiezioni di mercato si svolgeranno presso la Multisala Barberini e il Cinema Quattro Fontane e raccolgono una vetrina di 20 titoli con opere prime e seconde, destinati ad un pubblico young e young adult. Realizzato da Assforseo, nell’ambito di MOVIE UP 2020, con l’intervento finanziato dalla Regione Lazio. Tra i film della vetrina: Saremo giovani e bellissimi di Letizia Lamartire (Rai Com); La profezia dell’Armadillo di Emanuele Scaringi (Fandango), Ride di Jacopo Rondinelli (True Colours); Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio (True Colours) e molti film della selezione e del panorama Italia di Alice come: La bambina sintetica di Karole Di Tommaso (BiBi Film) Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri (Media Luna New Films); Go Home – A casa loro di Luna Gualano (La Zona, Haka Film); Bene ma non benissimo di Francesco Mandelli (Viva Productions, Lupin Film); The Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman (Indyca); Ti presento Sofia di Guido Chiesa (Colorado Film); Il fiore gemello di Laura Luchetti (Fandango); Oltre agli screnning italiani saranno poi presenti al mercato altri 5 film della selezione internazionale presenti nel programma di Alice per un totale di 25 proiezioni rivolte ai Buyers.

Info: http://www.alicenellacitta.com

 

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