Addio al grande Carlo Giuffrè, dal teatro di Eduardo al cinema popolare

Carlo Giuffrè

E’ morto Carlo Giuffrè, grande attore e regista napoletano, specializzato a teatro in commedie di Eduardo De Filippo, ma volto anche della commedia italiana degli anni ’70, con un centinaio di film all’attivo.

Se n’è andato un mese prima di compiere 90 anni il grande attore e regista Carlo Giuffrè. Malato da tempo, le sue condizioni si sono aggravate nei giorni scorsi, costringendolo al ricovero presso l’ospedale San Camillo di Roma, dove è spirato nella notte. Fratello di Aldo, scomparso nel 2010, con cui aveva tante volte lavorato, Carlo Giuffrè era considerato un grande del teatro, in particolare di quello eduardiano, ma aveva preso parte anche ad un centinaio di film, spesso come protagonista.

Nato a Napoli, Carlo Giuffrè debuttò alla fine degli anni ’40 accanto al fratello Aldo con Eduardo De Filippo, delle cui commedie divenne successivamente uno dei massimi rappresentanti, sia sul palco che a livello registico, portandone in scena in quantità, da Napoli milionaria! a Non ti pago, da Le voci di dentro a Natale in casa Cupiello fino a Questi fantasmi. Il suo ultimo spettacolo è stato nella stagione 2014/15 La lista di Schindler, diretto dal figlio Francesco Giuffrè. In quell’occasione Carlo raccontò a Il Messaggero: «Sono felice e molto affascinato da questo personaggio, anche perché rappresenta qualcosa di completamente diverso da tutto quanto ho fatto finora. Schindler non era una santo, aveva molti difetti. Era un bevitore e un donnaiolo, ma, a un certo punto della sua vita, l’umanità e la commozione lo spinsero a impegnarsi nell’impresa per cui lo ricordiamo».

Quasi 100 film in carriera per Carlo Giuffrè, che negli anni ’70 divenne uno dei volti storici della commedia all’italiana, spesso protagonista in ruoli come Vincenzo Maccaluso, rapitore di Monica Vitti ne La ragazza con la pistola (1968), Silver Boy, il capocomico della strampalata compagnia di Basta guardarla (1971), Michele Fiore, un truffatore di donne sole a cui fa credere di volerle sposare in Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella (1973), Sandro Traversi, marito della “posseduta” Pamela Tiffin ne La signora è stata violentata! (1973), Michele Cammagliulo, il pokerista costretto a prostituirsi per pagare i debiti di gioco ne La signora gioca bene a scopa? (1974), Libero Catena, il galeotto gay che si improvvisa cuoco in casa di Paolo Villaggio in Rag. Arturo De Fanti, bancario precario.

Ma Carlo Giuffrè ha lavorato in ruoli minori anche con grandi registi come Roberto Rossellini ne La macchina ammazzacattivi, Pietro Germi ne Il ferroviere, Dino Risi in Belle ma povere e Noi donne siamo fatte così, Liliana Cavani ne La pelle e Mario Monicelli nel già citato La ragazza con la pistola. Nel 1984 vinse il David di Donatello come attore non protagonista di Son Contento, accanto a Francesco Nuti, mentre nel 2002 Roberto Benigni lo volle per interpretare mastro Geppetto nel sul Pinocchio. Dopo anni di assenza sugli schermi, il suo ultimo film è stato Se mi lasci non vale (2016) di Vincenzo Salemme, in cui interpretava il papà di Paolo Calabresi.

In televisione, oltre a partecipare a diversi sceneggiati Rai, Giuffrè condusse il Festival di Sanremo nel 1971 insieme ad Elsa Martinelli, e nel 2017 fece la sua ultima e definitiva apparizione negli inserti del concerto Arenà di Renato Zero, che gli ha regalato una conclusione da brividi, una sorta di video testamento attoriale. Alla domanda su cosa avrebbe voluto ancora recitare, rispose nel 2012 a Il Fatto Quotidiano: «Non si finisce mai di aver fatto tutto. Ogni sera ricomincio qualcosa di nuovo. Certezze mai, dubbi sempre. Mi chiedo sempre se lo spettacolo sarà come quello di ieri. Comunque se non ci fosse stato il teatro, non avrei saputo fare altro. Il teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. E’ un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loro».

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha ricordato Carlo Giuffrè: «Ci lascia un grandissimo artista molto amato dal grande pubblico anche per il sodalizio artistico con il fratello Aldo, scomparso nel 2010. Lo ricordiamo per i ruoli accanto a Eduardo De Filippo, nelle tante commedie napoletane e per i numerosi film e le fiction nelle quali ha lavorato fino a pochi anni fa. Scompare un artista vero, un grande napoletano. Il teatro napoletano è in lutto».

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