WrongOnYou debutterà all’Ariston tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2021 con Lezioni di volo, e ci ha raccontato il suo passaggio dall’inglese all’italiano, alcuni brani del nuovo album, come si sta preparando alla kermesse e il suo esordio davvero particolare a Oxford
Dopo aver partecipato con successo ad AmaSanremo, WrongOnYou debutterà all’Ariston tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2021 con Lezioni di volo, brano che lo vede cantare in italiano dopo una prima parte di carriera in cui aveva scelto l’inglese e che fa da apripista al nuovo disco dal titolo Sono io che uscirà il 12 marzo: «Cantare in italiano è come togliersi un’armatura, mettersi a nudo. Nascondersi era l’effettiva protezione che mi davo, cantavo in inglese perché non ti capisce nessuno. Ho deciso di fare leva su quell’insicurezza e nell’album si percepisce la libertà di raccontarmi, i pensieri che ho avuto in quarantena. Sono io è un disco sincero e la title-track è anche il primo pezzo scritto in italiano, non pubblicato nell’album precedente. Non sono mai stato così libero di sentirmi me stesso. I testi in inglese erano più sognanti, con paesaggi, luci, sensazioni, colori. In italiano questo aspetto è stato ridimensionato».
Per quanto riguarda invece il brano in gara ci racconta questo: «La frase simbolo del pezzo è “Voleremo da fermi per stare meglio”. Mi è uscita totalmente durante il lockdown, dopo la mia prima estate passata in casa senza concerti in giro. C’era voglia di viaggiare mentalmente, immaginare di essere altrove».
Un festival con restrizioni e Wrong è dispiaciuto di non poter avere un contatto diretto con i fan e ne ha approfitta per raccontare di un gruppo Telegram con cui rimane in contatto con loro: «Peccato non potere avere contatti umani pieni, sono una persona molto fisica. Mi porterò il cane così ho la scusa per fare una passeggiata. Ho un gruppo Telegram con i fan in cui ci scambiamo idee, cerco di rispondere a tutti i messaggi che arrivano. So che c’è il divieto di fare foto con chiunque nel regolamento e mi dispiace un sacco. Quando ho annunciato che avrei presentato un pezzo per Sanremo avevo tanta paura per la loro reazione, ero intimorito per un effetto boomerang, che potesse colpirmi in faccia come succede a Pieraccioni ne Il ciclone, invece sono orgoglioso del fatto che ci sia gente che mi segue dagli inizi quando c’erano quattro gatti sotto il palco e proprio questi hanno assistito al passaggio dal mio primordiale esordio a un evoluzione in italiano e per fortuna siamo sempre di più».
Prima di Sanremo uscirà la sua versione di Luce, brano di Elisa con cui la cantautrice veneta vinse il Festival 20 anni fa: «Avevo 10 anni all’epoca, è una canzone che è sempre rimasta dentro di me, ho voluto fare un omaggio per farmi conoscere più dal pubblico e perché stimo molto l’artista. Mi ha colpito che si tratta di un testo in italiano dove si riesce a parlare di natura, parte integrante del mio progetto in inglese, con un linguaggio poetico e chiaro, la canto anche nella stessa tonalità, mi sono impegnato. Io e il Festival andiamo d’accordo da 30 anni, facevo cover di canzoni metal, lo vedevo di nascosto dai 16 ai 20 anni. Quando Britti vinse Sanremo giovani con Oggi sono io, che è una canzone talmente matura, stavo lì, ero super fan e ci rimasi malissimo quando seppi che cantava l’inedito e non la canzone che mi aspettavo.».

Nel disco troviamo una dedica a suo nonno Bruno: «Ho dei bellissimi ricordi suoi, dalla sua passione per Jimmy Fontana, il Marchese del Grillo, quando la Ferilli si era spogliata al Circo Massimo nel 2001 in occasione dello scudetto della Roma. La domanda che li farei? Come è il mondo senza la terra sotto i piedi. Era un orso bruno, scorbutico di carattere ma mi voleva molto bene, mi prendeva in braccio e mi diceva: bello di papà anche se era nonno, li veniva spontaneo, con me ha vissuto una seconda paternità, è andato via il giorno del mio compleanno»
Molta ironia invece nel pezzo dal titolo Nada: «Parla del mio essere imbranato con le donne, stavo andando nello studio di Carosello, nello stesso palazzo c’è anche un centro yoga con un elefante nella porta. Mi sono immaginato di trovarmi nell’ascensore con una donna che non parla la mia lingua e per attaccare bottone dico parole a caso. Vorrei una birra ma è tutto chiuso, sono aperte solo le chiese è una contraddizione e una riflessione sull’attualità che troviamo nella canzone. Rappresenta anche quella me. Un altro episodio buffo è quando ho conosciuto una ragazza con cui ci provavo e per approcciarmi ho rubato cappello al mio amico perché avevo percepito che puntasse più lui di me, sono scivolato ho dato una facciata per terra, speriamo che non succeda sul palco dell’Ariston».

Prima che mi perda ancora invece è un brano energico che potrebbe dare molto dal vivo: «Non vedo l’ora di cantarlo dal vivo con la band, è nato dopo delle vicissitudini, le strade intraprese non erano quelle giuste, guardarmi bene intorno e contare fino a 10 in automatico sono diventate una routine».
Il cantautore è stato vittima di bullismo per il suo sovrappeso e racconta quanto la musica riesca ad andare oltre l’immagine: «Alle medie ero bullizzato in quanto cicciottello, quello strano, quello diverso. Mi fa ridere che le stesse persone che mi trattavano male adesso vengano a chiedermi la foto, ero pieno zeppo di rabbia. Per vergogna non ne parlavo perché non volevo mettere allo scoperto i miei difetti, il mio consiglio con l’esperienza e la maturità acquisita è di sfogarsi. Se uno vuole dimagrire deve farlo solo per se stesso, guardando le mie foto non mi piacevo. Non l’ho fatto per i commenti esterni, Casadilego ha vinto X Factor e rappresenta una situazione analoga. La musica va oltre l’immagine. Certe dinamiche capitano quando il narcisista cerca di avere la meglio della persona sensibile. Bisogna fregarsene».

La molla per fare questo mestiere è arrivata dopo un episodio alquanto singolare che li ha permesso di registrare un suo pezzo ad Oxford: «Con MySpace registrai una preview di 30 secondi, c’era un’offerta libera, era anche scaricabile gratis. Venni a sapere che qualcuno pagò 1,50 sterline e mi arrivò una mail dal professore di sound technology di Oxford che mi chiedeva se volevo venire a fare dei demo lì. Ho cestinato la mail perché pensavo fosse fasulla. Un mio amico che studiava là mi chiamò dicendomi che l’insegnante aveva messo la mia canzone a lezione e che aveva detto che non li avevo risposto. Sono partito, ci hanno suonato i Radiohead in quello studio, e ho usato amplificatore di Edge degli U2 per le chitarre, ho mollato l università una volta tornato a Roma e questo episodio è stato la spinta per dedicarmi solo alla musica. Poi c’è stato un periodo di stasi in cui stavo tanto sul divano, ho chiesto tanta pazienza e fiducia ai genitori e adesso sono molto contenti».


























