Weinstein Company: salta l’accordo per la vendita della compagnia

Il produttore Harvey Weinstein.
Il produttore Harvey Weinstein.

È saltata la vendita della Weinstein Company. La società di Harvey Weinstein è sull’orlo del fallimento.

Come avevamo anticipato una decina di giorni fa, alla Weinstein Company la casa cinematografica fondata da Harvey Weinstein e suo fratello Robert, non resta che dichiarare la bancarotta, salvo nuove smentite. Il gruppo di investitori guidato da Maria Contreras-Sweet che voleva acquistare la Weinstein Company, salvandola dalla bancarotta dopo lo scandalo che ha colpito duramente Hollywood e il noto produttore, ha cancellato l’accordo siglato in precedenza. Maria Contreras-Sweet di origini messicane, nota per aver lavorato nell’amministrazione Obama come responsabile delle piccole imprese, ha dichiarato che non ci sono informazioni soddisfacenti sulla fattibilità dell’intesa. Ha precisato poi che il gruppo potrebbe essere ancora interessato all’acquisto di alcuni asset dello studio, ora in procedura fallimentare.

L’ancora cda della Weinstein Company ha controbattuto con un pungente comunicato: “La scusa dei neo investitori che dicono di aver appreso nuove informazioni sulle condizioni finanziarie della società è solo questo: una scusa. La compagnia è stata trasparente riguardo alle sue disperate condizioni finanziarie tanto da aver annunciato l’imminente fallimento non più di una settimana fa”. “Continueremo comunque a lavorare instancabilmente, come abbiamo fatto per mesi, per stabilire se esistono alternative valide al di fuori della bancarotta, nel frattempo continuiamo a perseguire una procedura bancaria ordinata per massimizzare il valore dell’azienda”.

Maria Contreras-Sweet con Barack Obama
Maria Contreras-Sweet con Barack Obama

L’idea della Contreras era quella di affidare, nel futuro, la guida dello studio a una donna, per dare un drastico taglio con il passato. L’investitrice si era impegnata a salvare 150 posti di lavoro, a costituire un consiglio di amministrazione a maggioranza femminile e un fondo di risarcimento tra gli 80 e 90 milioni di dollari, per le donne vittime di abusi. “Dopo aver firmato e iniziato la fase di verifica della conferma, abbiamo ricevuto informazioni deludenti sulla fattibilità del completamento di questa transazione”, ha dichiarato Maria Contreras-Sweet in un comunicato. L’operazione valutata intorno ai 500 milioni di dollari, compresa l’assunzione del debito accumulato dalla società, pari a 225 milioni di dollari non avrà quindi luogo.

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