The Walking Dead 9×04: recensione di Obbligati (senza spoiler)

The Walking Dead 9- Andrew Lincoln (Rick) e Norman Reedus (Daryl) in una scena di Obbligati

Obbligati, quarto episodio della nona stagione di The Walking Dead, mette in scena tutto quello che ci era stato preannunciato. I contrasti si inaspriscono sempre di più, generando scontri inevitabili, pochi colpi di scena, e un finale mozzafiato.

La nona stagione di The Walking Dead continua a viaggiare verso una direzione ben precisa: la costruzione di un futuro possibile, il cambio gerarchico della leadership, i contrasti e la netta disgregazione all’interno dell’omogeneo gruppo originario. Con l’episodio Obbligati (The Obliged), assistiamo a una vera e propria accelerazione, infatti tutto ciò che ci era stato preannunciato sin dalla fine dell’ottava stagione, sta finalmente per accadere. Ed è proprio l’essere obbligati la chiave di lettura di questa puntata, ogni singolo personaggio deve fare i conti con ciò che va fatto, perché deve essere fatto: obbligati a convivere, obbligati a reprimere gli istinti, obbligati a scendere a compromessi, obbligati ai sacrifici, obbligati e a volte, inequivocabilmente intrappolati.

Leader saggio leader impulsivo   

Ormai è netta la differente presa di posizione tra Rick e Maggie, perché se il primo, seppellita l’ascia di guerra, tenta di mandare avanti la comunità con fare saggio e democratico, ascoltando consigli e necessità dei suoi compagni d’avventura; la guida di Hilltop è determinata a portare a termine la sua vendetta, non dando neanche più peso ai suggerimenti del suo devoto braccio destro Jesus. Entrambi sono spinti dall’amore incondizionato per i propri cari, per coloro che hanno perso durante la spietata guerra di uomini contro uomini, di quegli uomini che non sono capaci di far fronte comune davanti all’apocalisse, ma che si sentono tuttora in diritto di dimostrare, che comunque vada, il debole soccomberà sempre al più forte.

The Walking Dead - Andrew Lincoln (Rick) e Norman Reedus (Daryl) in una scena di Obbligati
The Walking Dead – Andrew Lincoln (Rick) e Norman Reedus (Daryl) in una scena di Obbligati

Fratelli

In Obbligati sicuramente il confronto più profondo e importante è quello tra Rick e Daryl, il loro graduale allontanamento, iniziato negli ultimi episodi della stagione precedente, li ha resi freddi, distanti, incomprensibili l’uno agli occhi dell’altro, ma in questa quarta puntata, messi con le spalle al muro da un’incombente minaccia, hanno la possibilità di affrontarsi apertamente e riscoprirsi fratelli. È un dialogo acceso e intenso, che tocca le corde giuste, quelle che fanno vibrare le loro anime ferite e stanche, che culmina con il ricordo ancora cocente e mai assopito di Glenn e Carl, motivo scatenate dei loro schieramenti opposti.

Michonne: il risveglio della guerriera

Ma è Michonne il personaggio fulcro di questo episodio, una donna che sembra molto diversa da quella che abbiamo conosciuto sei anni fa, ma in realtà è solo una donna divisa in due, con una “doppia vita” da gestire: impegnata vice leader, intenta a occuparsi dei problemi quotidiani e a stilare uno statuto per la comunità nelle ore diurne, e assetata cacciatrice di zombie di notte. Una Michonne terrorizzata da questa apparente tranquillità, inqueta e preoccupata, che sfoga la sua frustrazione alla vecchia maniera: impugnando la fedele katana e risvegliando la guerriera addormentata, forse un po’indebolita e vulnerabile, turbata e inorridita dalla vista di quella mazza da baseball, capitatale per caso tra le mani o illustrata su un libro per bambini, quel simbolo di morte che ha cambiato inevitabilmente il percorso delle loro esistenze. Una donna che comprende che la natura di ogni essere umano è e rimane quella, nonostante tutto, si può tentare di tenerla a bada, di nasconderla, ma non si cancella, non svanisce, e a ricordarglielo è l’ultima persona da cui pensava di poter imparare una lezione di vita: Negan.

The Walking Dead 9- Danai Gurira (Michonne) in una scena di Obbligati
The Walking Dead 9- Danai Gurira (Michonne) in una scena di Obbligati

Un finale ad alto contenuto emotivo

Obbligati può essere definito un po’come lo spartiacque di questa stagione, infatti se gli episodi precedenti avevano soltanto delineato la chiara contrapposizione tra i vari personaggi, illustrandoci i loro piani, le motivazioni che li spingono ad agire come agiscono, le speranze e le aspettative, senza mai passare veramente all’azione, qui assistiamo finalmente a degli scontri, che automaticamente generano delle conseguenze, alcune arginabili, altre irrimediabili, creando quel cliffhanger foriero di quell’amara verità, che ormai tutti ci aspettavamo, ma che speravamo arrivasse il più tardi possibile.

Voto

 

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