Con Vulnerabili, Gilles Bourdos affronta il tema delle relazioni familiari in modo impulsivo e violento: presentato al 74ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, nel film spicca la bellezza fresca di Alice Isaaz.
Tre storie che si intrecciano
Josephine (Alice Isaaz) e Tomasz (Vincent Rottiers) sono dei giovani sposi apparentemente felici e molto innamorati. Peccato però che la realtà sia molto diversa: il ragazzo la picchia e la umilia verbalmente ogni giorno, mentre lei è completamente inerme e rifiuta persino l’aiuto dei genitori (Grégory Gadebois e Suzanne Clément). Poi c’è Mélanie (Alice de Lencquesaing), una giovane studentessa incinta e pronta a convolare a nozze con un suo professore (Carlo Brandt) più vecchio di lei di ben 38 anni. Difficile affrontare la questione col padre (Eric Elmosnino), che nel frattempo sta divorziando dalla mamma di Mélanie. Infine c’è Anthony (Damien Chapelle), un laureando che non riesce a tuffarsi nel mondo degli adulti e che viene definitivamente messo in crisi quando la madre (Brigitte Catillon) viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico dopo esser stata abbandonata dal marito.
La visceralità delle relazioni
Vulnerabili è tratto dal romanzo The Short Stories of Richard Bausch di Richard Bausch. Il regista Gilles Bourdos ha ammesso di aver avuto un vero e proprio colpo di fulmine per l’opera letteraria di questo scrittore – famoso negli Stati Uniti ma meno noto in Francia – e di aver subito sottoposto la storia al giudizio di Michel Spinosa (co-sceneggiatore del film insieme a lui). Ciò che ne è derivato è un film mosaico dal forte impatto emotivo, in cui tre storie indipendenti e molto diverse l’una dall’altra si intrecciano, si rimescolano e si completano a vicenda. Basti pensare alle vicende di Vincent Lamblin (personaggio interpretato da Eric Elmosnino): scioccato per la relazione della figlia Mélanie col suo anziano professore, rivaluterà le scelte – e la felicità – della giovane proprio quando assisterà al matrimonio dei suoi nuovi vicini di casa, fatto di violenza e vessazione.

Alice Isaaz, fresca e intensa
Pur vantando un cast ricco ed eterogeneo, in Vulnerabili spicca la presenza della giovane Alice Isaaz. Ad aiutarla ad emergere, oltre alla sua evidente bellezza, è il personaggio complesso ed intenso che Bourdos riesce a cucirle addosso. Fragile ma appassionata, la sua Joséphine è una ragazza intrappolata in un amore tossico. La storia denuncia una realtà comune purtroppo a molte donne: Jo ha un compagno violento che la picchia, la umilia, la allontana dai suoi genitori e dagli amici, annulla ogni sua volontà. Lei d’altro canto vorrebbe ribellarsi, farsi aiutare, denunciarlo, eppure non ci riesce. Al contrario, continua a pensare che cambierà, che le chiederà scusa, che non l’ha fatto apposta. La Isaaz si immerge completamente in questo complesso cosmo di emozioni e diventa il fulcro del film, un tassello irrinunciabile fatto di emotività e trasporto.
Colori caldi
Per la realizzazione della sua pellicola, Bourdos ha optato per l’uso dei colori caldi. È evidente la scelta del rosso, dell’arancio e del giallo soprattutto quando si appresta a raccontare le fasi più concitate e violente della storia. Esemplificativo il rosso della prima scena in albergo, che esprime alla perfezione la passione dei due novelli sposi ma anche le tensioni del loro rapporto malato. Ben strutturati anche i dialoghi, con una preferenza per quelli che hanno luogo tra Vincent e sua figlia Mélanie, capaci di restare serie ma al tempo stesso ironici e brillanti. Da apprezzare infine la fotografia di Mark Lee Ping-Bing, curata ma non artefatta.
Vulnerabili, dopo essere stato presentato alla 74ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, arriva nelle sale italiane a partire dal 12 marzo 2020 distribuito da Movies Inspired.
























