Unwanted: Ostaggi del mare, recensione: lo scontro tra migranti e vacanzieri è in mare aperto

Unwanted: Ostaggi del mare - una scena della serie
Unwanted: Ostaggi del mare - una scena della serie

La nostra recensione dei primi due episodi di Unwanted: Ostaggi del mare, la nuova miniserie Sky Original diretta da Oliver Hirschbiegel con un cast internazionale tra cui Marco Bocci, Jessica Schwarz e Dada Bozela: una premiere piena di potenziale ma un po’ in sordina

È una delle serie più attese di quest’autunno, tratta dal romanzo Bilal – Il mio viaggio da infiltrato verso l’Europa di Fabrizio Gatti e scritta da Stefano Bises, Bernardo Pellegrini, Alessandro Valenti e Michela Straniero con la regia di Oliver Hirschbiegel (La caduta) di tutti e otto gli episodi, e racconta dell’incontro/scontro tra due mondi opposti: Africa e Occidente, disperati e privilegiati, poveri e ricchi. Otto episodi per una storia di speranza e disperazione che filtra la questione spinosa delle migrazioni attraverso un confronto obbligato in mezzo al mare, con un cast internazionale che comprende Marco Bocci, Jessica Schwarz, Dada Bozela, Hassan Najib, Joanthan Berlin e tanti altri.

Una crociera e un naufragio

Quando Arrigo Benedetti Valentini (Marco Bocci) capitano della Orizzonte, nave da crociera piena di turisti occidentali, trae in salvo un gruppo di migranti a seguito del naufragio della loro imbarcazione, le storie dell’equipaggio e dei passeggeri della crociera si intrecceranno con quelle dei nuovi ospiti della nave. La situazione precipiterà quando alcuni dei migranti, con a capo Tareq (Dada Bozela), scoprono che la crociera si muove verso la Libia, terra dalla quale sono partiti, e per la disperazione decidono di prendere in ostaggio la nave.

Unwanted: Ostaggi del mare - Marco Bocci e Jessica Schwarz
Unwanted: Ostaggi del mare – Marco Bocci e Jessica Schwarz

Due mondi

Unwanted: Ostaggi del mare lavora su due piani all’apparenza diversi, ma in realtà piuttosto vicini tra loro. Il primo, ed è quello più facilmente leggibile, è dato dallo scontro tra due mondi superficialmente opposti e inconciliabili: quello dei migranti, dei disperati alla ricerca di una nuova vita, di un futuro, di una speranza e quello degli occidentali che vivono nel privilegio, che fanno le vacanze di lusso nel Mediterraneo, che hanno a disposizione “tanto di quel cibo da sfamare l’Africa” come afferma proprio uno degli “ospiti”. Il secondo piano è dato dal mare e dal suo simbolismo; in questo caso il Mediterraneo rappresenta sia un luogo di morte che di vita, ma soprattutto una prigione.

Sì, perché lo scontro tra i due mondi si svolge proprio su quel mare che è un vero e proprio cimitero galleggiante, in una situazione in cui non ci sono vincitori o vinti perché entrambi i mondi sono in trappola. Diventa quindi un vero e proprio racconto di sopravvivenza quello di Unwanted: Ostaggi del mare, soltanto che il livellamento delle condizioni di partenza in questo caso è totale. Se infatti i migranti dovranno sopravvivere al pregiudizio, alla diffidenza e soprattutto alla possibilità di dover tornare indietro in quell’inferno da cui erano riusciti a fuggire, gli ospiti si troveranno invece a far fronte ad un vero e proprio ammutinamento, e quindi ad una violenza a cui non sono abituati a sottostare.

Unwanted: Ostaggi del mare - Dada Bozela
Unwanted: Ostaggi del mare – Dada Bozela

Un racconto a più strati

Unwanted: Ostaggi del mare cerca però sempre di lavorare sull’umanità dei propri personaggi e di conseguenza lavora su diverse temperature e tonalità di caratterizzazione, nel tentativo di rappresentare un microverso quanto più vasto e veritiero possibile. La narrazione multi-strand (cioè a più archi narrativi) ci permette quindi di immergerci completamente nell’universo della Orizzonte e dei suoi passeggeri, esplorandone i vari punti di vista rispetto al tema del compiere il proprio dovere contro il fare la cosa giusta ma anche dando più respiro alla narrazione stessa, che in questo modo può allargarsi e dare più tridimensionalità all’intreccio.

Ovviamente Unwanted: Ostaggi del mare vorrebbe cercare anche di sfruttare al massimo la potenza del proprio concept, e per farlo ha bisogno di far sì che i diversi archi convergano verso un conflitto esterno e ambientale comune, o almeno molto vicini tra loro. Considerando che i primi due episodi, da questo punto di vista, sono sorprendentemente abbastanza attendisti ci aspettiamo che le varie scintille ad un certo punto detonino con grande potenza, perché ci sono tutte le condizioni affinché questo venga. Per ora ci limitiamo a constatare come gli sceneggiatori stiano semplicemente muovendo i pezzi sulla scacchiera in attesa di muovere all’attacco.

Unwanted: Ostaggi del mare - Cecilia Dazzi e Francesco Acquaroli
Unwanted: Ostaggi del mare – Cecilia Dazzi e Francesco Acquaroli

Claustrofobia

Una storia di questa portata in un’arena così larga e così ristretta allo stesso tempo provocano un sentimento quasi claustrofobico in alcuni momenti, nonostante le dimensioni gigantesche della Orizzonte e l’utilizzo di sequenze in esterna come quelle nel deserte durante i vari flashback. La regia di Oliver Hirschbiegel lavora sulle continue variazioni, tra panoramiche larghe e campi lunghissimi ottenuti per mezzo dei droni ed un uso della camera a spalla attaccata ai personaggi, ai loro volti, alle loro voci. Il caleidoscopio delle umanità che forma il mondo di Unwanted: Ostaggi del mare si esprime quindi in un gioco di opposti senza fine, per cercare di abbracciare tutti i punti di vista.

Questo avviene anche grazie ad un buon lavoro del cast tutto, in cui spiccano le personalità distinte di uomini e donne diversissimi per background culturale, lingue e mentalità ma accomunati da sentimenti ed emozioni primari di paura, sfiducia, speranza, amore. Certo, c’è ancora molta ciccia ancora da spolpare e non è detto che Unwanted sia in grado di tenere testa alle proprie ambizioni però questi primi due episodi hanno quantomeno il merito di costruire piuttosto bene i possibili sviluppi successivi. Tutto ora sta a come e quanto la nuova scommessa Sky deciderà di rischiare, e se questa “guerra” all’orizzonte riserverà distruzione o salvezza. O entrambe.

 

TITOLO Unwanted: Ostaggi del mare
REGIA Oliver Hirschbiegel
ATTORI Marco Bocci, Jessica Schwarz, Dada Bozela, Hassan Najib, Jonathan Berlin, Jason Derek Prempeh, Cecilia Dazzi, Francesco Acquaroli, Barbara Auer, Sylvester Groth, Marco Palvetti, Denise Capezza, Nuala Peberdy, Samuel Kalambay, Amadou Mbow, Edward Asante Apeagyei, Reshny Massaka, Onyinye Odokoro, Massimo De Lorenzo, Scot Williams
USCITA 3 novembre 2023
DISTRIBUZIONE Sky

 

VOTO:

Tre stelle e mezza

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