Un eroe, recensione: Asghar Farhadi riflette sull’altruismo nel suo nuovo capolavoro

Un eroe - Amir Jadidi
Un eroe - Amir Jadidi

La nostra recensione di Un eroe del regista iraniano Asghar Farhadi, una limpida riflessione sull’eroismo e l’altruismo di un uomo comune; regia elegante e sceneggiatura perfetta lanciano il film verso gli Oscar

Chi può essere definito un eroe? Un omone con i superpoteri e la calzamaglia? Un soldato valoroso? O, considerando il marciume di una società opportunista e competitiva come quella in cui viviamo, è un eroe chiunque compia un gesto altruistico e disinteressato? È questo uno degli interrogativi di base che il regista e sceneggiatore iraniano, Asghar Farhadi, si pone nel suo nuovo capolavoro Un eroe, che segna il suo ritorno in Iran dopo la produzione spagnola di Tutti lo sanno. Il film mette l’eleganza sopraffina del regista due volte premio Oscar (Miglior Film Straniero per Una separazione e Il Cliente) al servizio di una storia semplice, con protagonista un uomo qualunque, dalle interessanti implicazioni morali.

Un eroe - Sabrina Farhadi
Un eroe – Sabrina Farhadi

Il gesto di un eroe 

Rahim (Amir Jadidi) sta scontando una condanna in carcere a causa di un debito che non è riuscito a pagare. Durante due giorni di permesso cerca di convincere il suo creditore a ritirare la denuncia. La sua ragazza, infatti, ha trovato per caso una borsa contenente dell’oro grazie al quale Rahim spera di versare parte della somma dovuta al creditore. Quando il protagonista decide di restituire il bottino al legittimo proprietario, si innesca un circolo vizioso per il quale Rahim diventa un eroe agli occhi dei più, mentre qualcuno inizia a sospettare delle sue buone intenzioni.

Un eroe - Amir Jadidi
Un eroe – Amir Jadidi

Altruismo opportunista

Le vicende raccontate in Un eroe riescono a porre con efficacia una questione spinosa e ostica da sbrogliare: quanto un gesto gentile può veramente essere disinteressato? Farhadi non ambisce a offrire spiegazioni ciniche o soluzioni consolatorie. Non c’è perentorietà o buonismo nella brillante disamina dei comportamenti di un uomo qualunque incastrato in faccende in cui, consapevolmente o meno, si è invischiato, ma che sfuggono al suo controllo. Rahim è un personaggio perennemente in bilico tra tensione altruistica e ripensamenti opportunistici. Un conflitto drammaticamente efficace che vien ben valorizzato dalla recitazione misurata, giocata sulla sottrazione, sui silenzi e le espressioni spaesate di Amir Jadidi.

Un eroe - Amir Jadidi
Un eroe – Amir Jadidi

I due volti della celebrità

Tv ufficiale contro social media. L’organo di comunicazione dello Stato contro il tribunale popolare. I media tradizionali osannano Rahim, elogiano l’eroismo di un uomo sul baratro dell’indigenza che restituisce una somma di denaro al legittimo proprietario: lo elevano a modello per le masse. I social network, invece, dubitano dell’integerrimo nuovo eroe nazionale, scavano, anche violando la privacy, imbastendo una gogna mediatica destinata a soffocare Rahim e i suoi cari. È la voce di un popolo che non può (e non deve) credere ciecamente a tutto ciò che uno stato autoritario e conservatore come l’Iran gli propina. Al contempo, però, è una furia inquisitoria incontrollata, la quale si arroga prerogativa che non gli appartengono e si spinge troppo oltre, dimostrando la pericolosità delle piattaforme social. Una contraddizione che la scrittura arguta di Farhadi, nuovamente in qualità di attento osservatore e mai di giudice, mette in scena con lucido realismo. 

Un eroe - Sabrina Farhadi e Amir Jadidi
Un eroe – Sabrina Farhadi e Amir Jadidi

La vacuità della parola 

Ciò che colpisce maggiormente di Un eroe è una sceneggiatura millimetrica e cristallina, un vero colpo da maestro che si apre a questioni metatestuali, opinando sulla pregnanza stessa della parola. In un film in cui i dialoghi sono fondamentali per la costruzione delle vicende, infatti, si registra una di vacuità della dichiarazione verbale. L’accumulo di affermazioni, versioni contrastanti di uno stesso evento, e, in definitiva, di parole, pare solo capace di allontanare da ogni possibile verità. Si genera così una sospensione del linguaggio, titanicamente posto ad una continua ed irraggiungibile verifica, che si specchia in una regia altrettanto precisa, limpida e insieme profondamente ispirata che trasforma l’immagine in poesia concreta e tangibile. Neorealista dicono alcuni. Un eroe insomma fotografa, ma non prende posizione. Riflette, ma non punta il dito. E nel frattempo corre spedito verso una Award Season di cui si prospetta protagonista. 

Un eroe. Regia di Asghar Farhadi. Con Amir Jadidi, Mohsen Tanabandeh, Sarina Farhadi, Fereshteh Sadre Orafaiy. Uscita al cinema 3 gennaio 2022, distribuito da Lucky Red.

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