La nostra recensione di Transformers One, prequel d’animazione della saga dei robottoni Hasbro diretto da Josh Cooley e con le voci originali di Chris Hemsworth, Scarlett Johansson e Laurence Fishburne: niente di nuovo sotto al sole, ma ritmo ed effervescenza ci sono
Transformers One non è collegato direttamente alla serie madre ma ne rappresenta in qualche modo il prequel spirituale, poiché racconta le origini del rapporto tra Orion Pax / Optimus Prime e D-16 / Megatron evolutosi da grande amicizia a grande inimicizia. Diretto dal Josh Cooley di Toy Story 4 questo capitolo 0 non aggiunge né toglie nulla alla serie principale o al suo universo narrativo, scegliendo di battere una strada sicura perché giocata sia sullo spettacolo che sulla riproposizione del tema e dei valori che caratterizzano la saga: amicizia, onore, il sacrificio per un bene superiore. A spiccare è il grande cast originale di doppiatori tra cui spiccano Chris Hemsworth, Scarlett Johansson e Laurence Fishburne.

La guerra su Cybertron
3 miliardi di anni fa su Cybertron, il pianeta natale dei Transformers, Orion Pax/Optimus Prime e D-16/Megatron erano amici fraterni legati da un patto indissolubile, nonostante una dura vita come minatori. Quando però Cybertron venne attaccato dai Quintessenziani, un popolo alieno spietato alla ricerca della forma di energia chiamata Energon, i due amici si ritrovarono in mezzo ad una guerra devastante che avrebbe potuto cancellare la loro razza per sempre. Alleatosi con altri Transformers, tra cui Bumblebee ed Elita-1, i due dovranno fronteggiare un nemico molto potente e più di un traditore, finché la sete di potere di Megatron non spezzerà il loro legame per sempre.

Potere, amicizia, sacrificio
Sono passati esattamente 40 anni da quando i Transformers hanno fatto la loro comparsa nelle camerette dei bambini di mezzo mondo, portando con sé tutto un immaginario ormai definito fatto di robottoni buoni contro robottoni cattivi che se le danno di santa ragione, i primi per difendere l’Universo e i secondi per distruggerlo. Ovviamente. Era invece il 2007 quando Michael Bay, accompagnato dagli allora sconosciuti Shia LaBeouf e Megan Fox, quei robot giganti li ha portati al cinema con grande dispendio di mezzi ed effetti visivi, tante esplosioni e tanti biglietti venduti al box-office, che poi è l’unica cosa che per certi blockbuster conta davvero. Da uno i film sono poi diventati cinque, con alterne fortune.
Ebbene, da quarant’anni il mondo degli Autobot e dei Decepticon si fa portatore di un tema ricorrente (quello del sacrificio in nome di un bene superiore) e di argomenti e messaggi che celebrano amicizia, lealtà, coraggio e anche una punta leggera di patriottismo americano (i film). Poi, al di sotto della superficie e senza neanche dover scavare troppo, c’è anche un ragionamento non troppo approfondito sulla natura e sulla tentazione del potere, sulla sua capacità manipolatoria e allo stesso tempo rivelatrice della natura dell’animo umano, e come nel caso di Transformers One anche su ciò che succede quando questo potere non ti permette di trasformarti in ciò che sei davvero.
Poi, certo, non è un trattato di Weber ma un film d’animazione costato oltre 100 milioni di dollari, per cui ogni messaggio viene veicolato con la massima semplicità e trasparenza, i dialoghi sono virati sulla commedia pura, ogni possibile conflitto drammaturgico reso più digeribile dal tono da action comedy pura e dal ritmo forsennato. È pur sempre un film per famiglie, dichiaratamente fatto a misura dei bambini e speranzoso di poter anche allietare le menti degli adulti per poco più di un’ora e mezza, ma fa comunque piacere constatare come l’arrivo di Cooley abbia provato ad offrire qualcosa di più a questo franchise rispetto alla retorica sensazionalistica di un Bay qualsiasi.

Uno spettacolo per tutti
Il resto lo fa una confezione sfarzosa e un taglio che richiama l’epica greca, perché Transformers One non è altro che la storia di un tradimento ( o di più tradimenti) e della necessità di elaborazione che segue, oltre che dalla necessità di resistere come una comunità all’assalto di chi vorrebbe sottometterla quella comunità. Il sottotesto è chiaro, limpidissimo, e perciò Cooley architetta prima di tutto uno spettacolo di discreta fattura, senza momenti indimenticabili a dire la verità ma senza neanche tonfi o giri a vuoto. La sua opera seconda è un blockbuster d’animazione purissimo e in linea con lo spirito fracassone della saga, a cui aggiunge un po’ più di anima e di cuore.
Perché il rapporto tra Optimus Prime e Megatron rappresenta il cuore emotivo di questa storia e nonostante la sua involuzione un po’ troppo repentina – soprattutto nel terzo atto – è per la loro amicizia che ci troviamo a tifare. Ovviamente sappiamo già che qualcosa si spezzerà ad un certo punto, ma siamo troppo distratti dalla confezione esterna e dalla CGI di buona fattura (primo film della saga realizzato completamente in computer grafica) per pensare al dopo. In Transformers One conta il mentre, contano i fuochi d’artificio e anche un po’ l’immaginazione; per restare bambini anche se si è adulti, anche se lì fuori ci sono film migliori. Vuoi mettere però con gli scontri dei robot giganti, magari pure in lingua originale con le voci di Chris Hemsworth o Scarlett Johansson?
| TITOLO | Transformers One |
| REGIA | Josh Cooley |
| ATTORI | Chris Hemsworth, Brian Tyree Henry, Scarlett Johansson, Keegan-Michael Key, Steve Buscemi, Laurence Fishburne, Jon Hamm |
| USCITA | 26 settembre 2024 |
| DISTRIBUZIONE | Eagle Pictures |
Tre stelle

























