Teatro Eliseo: Judith debutta all’Off, per il Prologo Pecci, Biscione, Sambo, Merolli

Teatro Eliseo Off - Judith

Ecco i prossimi appuntamenti al Teatro Eliseo, dal debutto di Judith, di Jorge Palant, all’Off lunedì 28 ottobre, al Prologo con Daniele Pecci, Francesco Biscione, Paola Sambo e Gianluca Merolli.

Judith

Vent’anni dopo i fatti che hanno stravolto le loro vite, vittima e carnefice si incontrano. Lui è azzimato, elegante nonostante un insistente lampo di durezza negli occhi. Lei è spenta, ingrigita, consumata dal passato. Come fa il gatto con il topo si stuzzicano, si provocano, si spingono e si sporgono sull’orlo di orridi baratri psicologici. In una coreografia di avvicinamenti e stoccate, colpi bassi e tranelli, si snoda un minuetto avvincente e tragico che lascia lo spettatore col fiato sospeso. Dal 1976 al 1983 l’Argentina subì la terribile dittatura del regime militare. Qualsiasi forma di opposizione o dissenso venne soffocata con la violenza. La tortura e l’omicidio erano gli strumenti per ridurre al silenzio chiunque contrastasse il regime. Dalla detenzione, solo pochissimi riuscirono a tornare, di solito per intercessione di qualche “potente”. Nell’Argentina dei nostri tempi i protagonisti di questa pièce potrebbero essere un uomo e una donna “qualunque”, un uomo e una donna che portano dentro la tragedia di un passato che non si può estirpare dai ricordi.

Judith, di Jorge Palant, è in scena dal 28 ottobre all’11 novembre, il lunedì, mercoledì e domenica alle ore 20.00, il venerdì  alle ore 18.00, presso Teatro Eliseo OFF – Foyer II balconata. Con Silvana Bosi, Cristina Maccà e Alessio Caruso. Traduzione e regia di Anna Ceravolo. Prezzi 7 euro.

Cristina Macca
Cristina Macca

La morte della Pizia

Nella mitologia greca, la Pizia era l’eletta sacerdotessa del dio Apollo a Delfi che, seduta sul suo tripode e avvolta dal vapore, profetizzava agli uomini il volere degli dei attraverso un solenne vaticinio. Nel racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt, la profetessa di Apollo diventa “un’imbrogliona che improvvisava gli oracoli a casaccio, secondo l’umore del momento”, l’ultima delle pizie che appaiono come la versione antica delle cartomanti di oggi. Lo scrittore svizzero del Novecento tiene in modo particolare alla parodia (un altro tentativo riuscito è Il Minotauro) e con questo racconto, piccolo capolavoro della burla ironica, ci presenta un mito che assomiglia a una caricatura, prendendo tuttavia le dovute distanze dalla satira e dal sarcasmo infondato. Perché la messa in ridicolo della Pizia è motivata dalla ragione prima del suo autore, ovvero l’investigazione e l’interpretazione dello straordinario arcano, il protagonista assoluto del racconto, che fa uscire pazzi gli antichi greci che gli si accostavano con fede incondizionata. Anche nella reinterpretazione del testo firmata da Daniele Pecci nasce una rilettura laica, sottile, dissacratoria e divertente del mito greco ed in particolare del mito di Edipo.

La morte della Pizia, di Friedrich Dürrenmatt, è in scena mercoledì 30 ottobre alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo. Uno spettacolo a cura di e con Daniele Pecci. Al violoncello Chiara Di Benedetto. Al violino Anais Drago. Prezzi: 10 euro. 

Daniele Pecci
Daniele Pecci

Stranieri

Un uomo si è barricato nella sua casa d’oro, pronto a difendersi da chiunque voglia ferire la sua solitudine: sia costui venditore, ladro, avventore, fedele di un dio sbagliato… di sicuro è uno straniero. A bussare alla sua porta insistentemente sono invece la moglie e il figlio dell’uomo. Ma effettivamente quei due parenti sono stranieri, appartengono cioè ad un altro stato, cittadini di un altro paese, quello dei morti. Tenuti in vita grazie a ricordi e abiti che l’uomo ha conservato morbosamente in tutti questi anni, sono oggi tornati per accompagnarlo nell’ultimo ballo possibile. L’autore disegna questo distacco ponendo l’uomo dentro casa e gli altri due fuori di essa, raccontando distanze presunte e assunte, erigendo confini d’azione delimitati dai protagonisti stessi, che verranno cancellati solo nell’attimo dello svelamento, della presa di coscienza. Possiede qualcosa di ciclico il testo, una struttura che alterna dentro/fuori, come a ricordarci che la storia è circolare, così come il tempo, che nulla di ciò che avviene non è già avvenuto, che pur tuttavia è in movimento: il nostro spazio d’azione, il nostro ruolo. Erede di una lezione che affonda le radici in Borges e Bernhard, Tarantino tratta il tema tanto attuale della mistificazione dell’altro senza alcuna retorica, usando come metafora quella della famiglia. E, dunque, evitando disquisizioni politichine, diventa politico prepotentemente. Egli pone l’attenzione su piccole dinamiche famigliari, fatterelli di vicinato, bollette e piccole assenze utilizzando un linguaggio sgrammaticato che alterna inflessioni dialettali non sempre riconoscibili: forse moglie e marito sono emigrati da giovani, prima di incontrarsi?

Stranieri, di Antonio Tarantino, è in scena al Piccolo Eliseo da venerdì 1 novembre al 3 novembre, alle ore 21.00. Con Francesco Biscione, Paola Sambo, Gianluca Merolli. Regia di Gianluca Merolli. Prezzi: 10 euro.

Stranieri - Manuela Giusto

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del teatro. Qui tutti gli appuntamenti della nuova stagione del Teatro Eliseo.

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