Teatro Eliseo, tutti gli appuntamenti del Prologo di Stagione 2019/2020

Teatro Eliseo Prologo di Stagione 2019-2020

Presentato il Prologo di Stagione 2019/2020 del Teatro Eliseo: nei mesi di settembre, ottobre e novembre gli spazi del teatro si animano per accogliere quindici appuntamenti, tra spettacoli, reading e documentari, e la mostra permanente dedicata alle marionette di Santuzza Calì. Qui tutto il programma nel dettaglio!

Ricomincia l’attività del Teatro Eliseo che presenta il suo Prologo di Stagione, un cartellone ricco che vede alternarsi quindici appuntamenti all’Eliseo, al Piccolo e all’Off per far vivere contemporaneamente tutti gli spazi teatrali nei mesi di settembre, ottobre e novembre, lasciando poi il testimone alla stagione di prosa vera e propria. Tra le novità, la mostra permanente Santuzza Calì, dedicata ai burattini e ai pupazzi realizzati dalla grande costumista e scenografa che nella sua lunghissima carriera ha realizzato preziose creazioni per spettacoli teatrali ed eventi. In particolare, saranno esposte le marionette create per La commedia di Gaetanaccio, il capolavoro di Luigi Magni per il quale Santuzza Calì ha firmato anche i costumi. Il foyer di I balconata verrà dedicato all’esposizione delle sue opere dal 19 settembre (ingresso libero).

Dal 19 settembre al 6 ottobre 2019, alle ore 21.00 presso l’Eliseo Off, sarà di scena Oleanna, spettacolo di David Mamet nella traduzione di Masolino D’Amico e per la regia di Emiliano Bronzino. John è un brillante professore universitario che riceve nel suo studio Carol, una studentessa scontenta, convinta della propria stupidità. L’insegnante cerca di essere comprensivo, di aiutarla; preso da problemi personali finisce col fare qualche affermazione potenzialmente ambigua. Una conversazione “normale” si trasforma in una vera e propria accusa: maschilismo, razzismo, molestie sessuali. Il professore, impotente, assiste al ribaltamento del proprio status, allo stravolgimento delle proprie certezze. Un’allieva e un professore all’interno di un sistema dell’istruzione (in inglese education) che promuove, blocca, premia, fa indietreggiare, spinge, giudica, istruisce, zittisce, etichetta. Un testo che inchioda dove le due parti si scambiano e si invertono. Dove i due scendono e salgono nelle loro posizioni più o meno consapevolmente. Grazie a un uso magistrale della parola, della bugia o del semplice vissuto personale Mamet taglia in due un’analisi della dinamica del potere, del controllo. Più in generale sviscera il concetto di verità, di vicende presunte accadute un’aula scolastica bloccandoci all’interno di un ring di pugilato dove le due voci sono in un apparente perfetto equilibrio. Attraverso un “banale” episodio che tocca due generazioni, due ruoli, i due sessi. Colpisce come a distanza di venticinque anni le tematiche affrontate da David Mamet in Oleanna siano di una attualità allarmante: il problema etico del formatore nei confronti dell’allievo, e quello complesso delle varie forme di molestie e ricatto che ne derivano, sessuali, sessiste e di mobbing. Mamet non giudica il comportamento dei suoi personaggi, che semplicemente si adattano alla situazione in cui sono, evitando qualsiasi riflessione morale. Il dialogo, sincopato e continuamente interrotto, ci presenta dei frammenti della storia in cui l’ellissi temporale e le frasi non dette sono spesso più importanti di ciò che ci viene mostrato in scena. Il testo risulta così un puzzle o un labirinto all’interno del quale lo spettatore viene poco per volta accompagnato e da cui non è possibile uscire. Con Elisa Menchicchi e Francesco Bolo Rossini. Prezzo: 7.

Teatro Eliseo - Oleanna
Elisa Menchicchi e Francesco Bolo Rossini in Oleanna

Il 19 e 20 settembre 2019 il Teatro Eliseo, in collaborazione con il MIUR e con l’USR Ufficio Scolastico Regionale promuove la seconda edizione del Premio Eliseo Scuole, teso a valorizzare i percorsi artistici a sfondo teatrale attivi all’interno degli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado. Alla seconda edizione del concorso hanno risposto numerose scuole, dimostrando grande interesse e l’alto grado di creatività delle esperienze di teatro-scolastico. Nel corso di una serata speciale programmata il 19 giugno al Piccolo Eliseo, i finalisti si esibiranno davanti al pubblico e ad una Giuria composta da registi, attori e operatori del settore. I due spettacoli vincitori della seconda Edizione del Premio Eliseo saranno inseriti nella programmazione del Piccolo Eliseo, in occasione del Prologo di Stagione. Novità di quest’anno è la divisione del Premio Eliseo in due categorie: Premio Eliseo Giovanissimi, rivolto agli Istituti primari e secondari di primo grado Premio Eliseo Giovani, per gli Istituti secondari di secondo grado. Lo spettacolo vincitore della prima edizione è stato In un mondo che… messo in scena dal Liceo Ugo Foscolo di Albano, uno squarcio sulla realtà degli adolescenti di oggi, sulle loro paure e i loro sogni, sul loro desiderio di potersi raccontare e su cosa per loro significhi la libertà. (Ingresso libero).

Premio Teatro Eliseo Scuole
Premio Eliseo Scuole, foto di Federica Di Benedetto

Fatti veri (WhiteFly Press, marchio Vague Edizioni, aprile 2019) prima opera narrativa dell’attore e regista teatrale Ivano Marescotti, è una raccolta di racconti autobiografici dal sapore delle storie di una volta che vede come indiscussi protagonisti la terra d’origine, la Bassa Romagna (con «incursioni» a Bologna, a Genova e in Turchia!), i suoi abitanti e il suo dialetto dal dopoguerra alla metà degli anni ’90. Il viaggio nel passato si apre con la nascita dell’autore e si chiude con la morte prematura del figlio. Passa dai banchi della scuola elementare e fa tappa sul palco del Teatro Alighieri di Ravenna dove avviene la sua consacrazione ad attore professionista. Nel mezzo, un susseguirsi di aneddoti esilaranti, ricordi sofferti, momenti teneri e ambientazioni surreali. Marescotti, con naturalezza, senza maschere e senza falsi pudori, svela la miseria familiare negli anni del dopoguerra, l’insofferenza per il lavoro impiegatizio, gli esordi teatrali dettati dal caso, le passioni amorose e politiche, i viaggi rocamboleschi, i drammi personali. Una saga romagnola che affonda le radici nella cultura dei padri, ma che comunica nella lingua universale dell’arte e della creazione. Umorismo bonario, surrealismo felliniano e drammaticità teatrale s’intrecciano in un racconto sincero e toccante di vita familiare e artistica che non perde mai di vista il contesto storico. In scena il 22 settembre alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo, ingresso libero.

Ivano Marescotti
Ivano Marescotti

Non è il più forte a sopravvivere e neppure il più intelligente, ma sopravvive chi meglio si adatta al cambiamento. L’ha detto Darwin. Si ride tanto, ma si ride amaro: la commedia N.E.R.D.s. – sintomi, in scena a Roma al Teatro Piccolo Eliseo dal 26 al 29 settembre, è una sassaiola di battute fulminanti e caustiche scagliate contro la più celebrata delle istituzioni nazionali: la famiglia tradizionale. Già dal titolo Bruno Fornasari (autore e regista, vincitore quest’anno del Premio Nazionale per la Drammaturgia Franco Enriquez) rivela l’intento ironico del suo testo, N.E.R.D.s. infatti allude ai quattro fratelli protagonisti (Nico, Enri, Robi e Dani) “sfigati” e prigionieri dei loro ruoli adolescenziali ma fa anche riferimento all’acronimo che in medicina indica il reflusso non erosivo (Non Erosive Reflux Desease), un classico bruciore di stomaco: fastidioso ma apparentemente innocuo. In scena quattro attori affiatatissimi: Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini (vincitore del Premio Hystrio Mariangela Melato 2019), Michele Radice e Umberto Terruso che hanno segnato il grandissimo successo di questa commedia che da anni registra il tutto esaurito a Milano e non solo. Lo spettacolo è una commedia dal cuore nero, provocatoria e irresponsabile, che parte dalla famiglia come rassicurante paradigma di una società sana per raccontarci il rovescio della medaglia: un quarto stato post moderno che cerca di liberarsi da paure e inquietudini tutte contemporanee, nell’ansia di rimandare il futuro e conquistarsi un presente a lunga scadenza. Ecco allora una famiglia tradizionale: padre, madre e quattro figli maschi. Oggi è il 50° anniversario di matrimonio dei genitori e per l’occasione i quattro figli insieme ad altri parenti e conoscenti, si ritrovano in un agriturismo, famoso per banchetti e cerimonie. L’idea è quella che tutto sia perfetto, con tanto di torta nuziale, discorso dei figli e fotografie agli sposini nel parco, vicino al laghetto con le paperelle. I festeggiamenti si svolgeranno in tutta sicurezza perché il parco è stato da poco recintato per evitare che la marmaglia di stranieri là fuori possa entrare a disturbare i clienti. All’una in punto verranno serviti gli antipasti. Ma fin da subito le apparenze si sgretolano e in questa micro comunità fatta di egoismi e tanti silenzi, diventano bombe inesplose pronte a detonare alla minima scintilla. Prima dei festeggiamenti i fratelli e gli altri familiari (tutti interpretati da Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Terruso) sono coinvolti in un delirio crescente… e se il vero nemico da sconfiggere fosse molto più vicino di quanto si possa immaginare? N.E.R.D.s. racconta l’instabilità emotiva e culturale di una generazione che tiene a modello, suo malgrado, un passato ormai anacronistico ed è incapace di un presente autentico. Sul futuro invece nessuno riesce a sbilanciarsi, perché a guardare avanti, dicono, si vede solo sfuocato. Biglietti: 10 €.

NERDs
NERDs: uno scatto di Laila Pozzo

Dal 3 al 6 e dal 10 al 13 ottobre è di scena alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo Al di là del muro, spettacolo di Arcangelo Iannace, anche interprete insieme a Pasquale Candela, Annarita Coluci e gli attori dell’Accademia Internazionale di Teatro, e Silvia Marcotullio, la quale dirige. Da dove vengono i Clown, con la loro piccola maschera e la loro anima nuda? Vengono da un posto molto lontano, a mostrarci le nostre fragilità, i nostri quotidiani fallimenti e ad insegnarci di nuovo la meraviglia e lo stupore. I numeri strampalati di magia, i passi di danza, le note di una canzone, un’assurda tragedia e i versi di una poesia, tutto per loro è vero, tutto per loro è serio, le favole si possono riscrivere e il mondo si può cambiare. Dove vanno i Clown, quando indossano i loro grandi cappotti e attraversano il sipario? Vanno nel luogo dell’ingenuità e della libertà, vanno nel luogo che solo loro e gli innocenti conoscono. Al di là del muro è una commedia che si colloca nel filone del teatro nel teatro con una connotazione peculiare, poiché le rappresentazioni qui sono sketch di circensi visti con gli occhi stralunati e sprovveduti di un clown, libero nella sua arte. Dai confini dell’immaginario il sipario della creatività allora si spalanca, inondando gli spazi della mente di una gran festa di colori. Così tra un improbabile numero di magia e una fiaba, fra musicisti e teatranti, il clown rivela se stesso e l’essenza dell’uomo colpendo al cuore dello spettatore col suo umorismo velato e profondo.

Al di là del muro - Arcangelo Iannace
Arcangelo Iannace in uno scatto di Domenico Rastelli

Il 17 e 18 ottobre alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo è di scena Di suoni d’asfalto – Letteratura e musica di viaggio. Il viaggio è tema antico della Letteratura che in ogni sua epoca ha scelto la Musica per ideale compagna di strada. Insieme, e fin dai tempi lontani del fondamento delle civiltà, parole e suoni hanno raccontato nel canto questa straordinaria dimensione di scoperta, conoscenza ed emozione che ha accompagnato singoli uomini e intere popolazioni. Un nomadismo di gambe, occhi e spirito senza il quale oggi l’uomo non sarebbe quello che è. Amore, avventura, guerra, inferno, pace, morte, dolore, leggerezza, solitudine, gioia, follia, bellezza, paradiso, fatica, seduzione, religione, lavoro, felicità, ribellione, conquista e quant’altro ancora hanno inciso tracce indelebili nei racconti e nelle melodie di artisti di ogni tempo. Raccontare il viaggio è un po’ viaggiare, e chi presta occhi ed orecchie a queste narrazioni parte senza valigie sulle tracce dei sentieri percorsi dai viaggiatori e dai loro cantori. Innumerevoli scrittrici e musiciste, musicisti e scrittori, creatori di pagine dense di bellissimi segni, offrono una fonte di ispirazione meravigliosa, cui è un privilegio attingere per porgere nuove suggestioni al pubblico. Uno straordinario quartetto di musiciste quali Les Nuages Ensemble e un attore avvezzo al racconto come Eugenio Allegri intrecciano dunque le loro storie e quelle dei personaggi evocati da racconti e dalle note per costruire un reading-spettacolo di forte impatto emotivo. Da Oriente ad Occidente, da Nord a Sud, solcando le pagine di Miller, Cervantes, Kerouac, Soldati, Chatwin, Le Clézio, McCarthye cavalcando suoni Berberi, Klezmer, Jazz, Tango e Mediorientali, pubblico e artisti salpano alla volta di mondi che sono al contempo territori geografici e dell’anima, in un’avventura di scoperta appassionante e suggestiva. Tempo e spazio, mare e terra, sacro e profano, non esiste dimensione che non possa essere ‘viaggiata’ e che non venga attraversata lungo i passi dello spettacolo. Mentre fiammate di diavoli danteschi e trionfi di angeli medievali si confondono con i sospiri principeschi dell’Aladino de Le mille e una notte, attore e musiciste riempiono la scena con azioni teatrali che svelano un’inedita partitura di gesti e movimenti. L’inquietudine dei sensi che domina l’intero viaggio si placa infine grazie all’armonia del cosmo; laddove ogni percorso è fine e nuovo inizio. Biglietti: 10 €.

Di suoni e d'asfalto - Les Nuages Ensemble e Eugenio Allegri
Di suoni e d’asfalto, Les Nuages Ensemble e Eugenio Allegri

Il pioniere del rap italiano Frankie hi-nrg mc porta a teatro, per la prima volta, la sua storia e quella dell’hip hop in un monologo fatto di parole e musica. Rapper, autore e compositore ma anche fotografo e videomaker, Frankie hi-nrg mc torna sul palcoscenico per vestire i panni dell’attore portando in tour, con uno stile frizzante e unico che è da sempre la sua firma, Faccio la mia cosa, monologo a cavallo tra autobiografia e documentario. Un’ora e mezzo di spettacolo, nel quale, accompagnando il racconto con l’ausilio di video musicali, ripercorre le fasi che lo hanno portato a diventare uno dei capiscuola del rap nostrano e – in parallelo – di come l’hip hop sia nato nei quartieri più disagiati di New York. «Ho scritto Faccio la mia cosa per rispondere nel modo più completo e divertente possibile alla domanda ‘Come ti sei avvicinato al rap?’». In questo lavoro teatrale, tratto dal suo omonimo libro scritto per Mondadori, il rapper italiano porta per la prima volta sul palco la propria storia, accompagnando il pubblico alla scoperta di un passato comune (dallo sbarco sulla luna, al terremoto dell’Irpinia, all’invenzione dei videogiochi) in un viaggio a partire dal giorno della sua nascita, fino a Fight da faida. Ma ricostruisce anche un’altra storia, quella che sul versante opposto dell’oceano segna la nascita di un nuovo genere musicale, grazie ad un gruppo di autodidatti che danno vita ad un nuovo sound e all’hip hop, la cultura che da alcuni decenni ha invaso tutto il mondo e sta già ispirando la propria terza generazione. «Il mio obiettivo è di stuzzicare ricordi e curiosità, gli stessi che mi hanno mosso ad approfondire questa cultura fino a dare il mio contributo». Biglietti: platea 15 € – balconata 10 € .

Faccio la mia cosa - Frankie hi-nrg mc
Frankie hi-nrg mc in una foto di Damiano Andreotti

L’orso ‘nnammurato è uno spettacolo di musica e parole, che nasce dalla collaborazione tra Sollo e Gnut. Alessio Sollo, napoletano nato nel quartiere Bagnoli ai tempi dell’Italsider, di 29 febbraio. Musicista e cantante di estrazione punk da sempre, scopre da qualche anno la vocazione alla poesia, sia in vernacolo sia in italiano. Claudio Domestico, in arte Gnut, nato a Napoli nel 1981, è un cantautore, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore. Le sue influenze sono ampie: dal folk inglese di Nick Drake e John Martin al blues, alla musica napoletana e alle melodie africane del Mali. «Alessio – racconta Gnut – aveva preso da poco la bellissima abitudine di pubblicare poesie sui suoi social. Un giorno per gioco provai a musicare dei versi che aveva appena pubblicato, una poesia che si chiama ‘L’orso ‘nnammurato’. Gli inviai una registrazione fatta con il mio cellulare e lui si accorse solo il giorno dopo che i versi erano quelli del suo post. Poco dopo, proposi la canzone a Daniele Sepe nel periodo in cui stavamo lavorando al primo disco di ‘Capitan Capitone’ e dopo averla registrata si decise di cambiargli titolo, diventò ‘L’ammore ‘o vero’». Da allora i due non si sono più fermati, e hanno musicato oltre 50 delle poesie di Sollo. L’orso ‘nnammurato (che è anche il titolo di un libro pubblicato da Ad est dell’equatore ed uscito in distribuzione nazionale lo scorso 25 gennaio), è composto da 66 poesie, 14 delle quali divenute canzoni, musicate, cantate e suonate da Gnut insieme ai musicisti della sua band (Marco Caligiuri, Valerio Mola, Luca Caligiuri, Gianluca Capurro, Michele Signore, “Mr. Coffee” Daniele Rossi e Carlo Di Gennaro). Durante il live, Sollo & Gnut cantano alcune delle poesie divenute canzoni. Non mancheranno qua e là le letture di alcune delle poesie che hanno dato vita a L’orso ‘nnammurato. Biglietti: 10 €.

Gnut & Sollo
Gnut & Sollo

Nuovo allestimento in esclusiva per l’Italia e con cast italiano per il pluripremiato spettacolo Interiors, ideato e diretto dal regista scozzese Matthew Lenton della compagnia Vanishing Point e prodotto da Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale e Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro. Ispirato dall’intimo desiderio di osservare con curiosità ed interesse le vite degli altri, Interiors mette in scena un ritratto di interni, una casa accogliente in cui un gruppo di amici si raccoglie per vivere insieme la notte più lunga dell’inverno nordico. È il momento in cui ognuno ha più fortemente bisogno degli altri per rischiarare con il calore umano l’oscurità della notte. Nel corso di una serata scoppiettante una figura affascinante e misteriosa osserva i festosi movimenti dei commensali, separati nella scena da una imponente finestra-schermo che li posiziona in un silenzioso altrove. Comincia così un racconto parallelo che immagina e forse prefigura vite e destini dei presenti. Cosa stanno vivendo ora, cosa hanno vissuto, cosa vivranno? Un racconto a due canali, visivo e sonoro, interroga la relazione con l’altro, in un misto di immaginazione e intuizione, in una dimensione in cui bellezza e magia si mescolano con la realtà. In scena dal 22 al 27 ottobre, alle ore 21.00, presso il Teatro Eliseo. Biglietti: 15 €.

Interiors
Interiors

Non Plus Ultras, progetto d’indagine teatrale firmato da Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano, che nasce dall’esigenza di comprendere i meccanismi di uno dei più grandi fenomeni di aggregazione sociale degli ultimi cinquant’anni: le tifoserie calcistiche, nello specifico il fenomeno Ultras, verrà arricchito da un documentario non plus Ultras – alle origini della mentalità che porta la firma di Carmine Luino e degli stessi Pantaleo e Spezzano. «Qual è il modello di vita degli Ultras? Attraverso un’indagine teatrale durata quattro anni, abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda. Il modello di vita degli Ultras si racchiude in una sola parola: Mentalità». Dunque, cos’è la Mentalità? È una filosofia di vita basata su delle regole non scritte ma condivise tacitamente da tutti gli Ultras. L’impianto drammaturgico dello spettacolo procede alla scoperta di questo codice etico e comportamentale svelandone i pregi e i limiti. Ciro cerca di conquistare la dolce Susanna, figlia del temuto capo Ultras Biagio ‘O Mohicano. La sua strategia è semplice: riuscire ad introdursi nel mondo della curva e conquistare la benedizione dal padre della ragazza. Ciro nel tentativo di sedurre resta sedotto, completamente catturato da quella mentalità che sembra dare un senso alla sua vita piatta e monotona che ha sempre detestato. Però… Cosa vuol dire essere un Ultras? Che responsabilità porta? Che legame corre tra lo stato civile e il movimento Ultras? Che costi ha essere un Ultras? Non Plus Ultra, ovvero “non più oltre”, la scritta che Ercole incise, sulle colonne omonime, per stabilire il limite al quale l’uomo aveva accesso. Qual è questo limite? Ciro lo scoprirà, a sue spese. Sulla stessa linea di “melting pot” narrativo, anche il documentario video sarà una testimonianza dello spettacolo teatrale, con spezzoni tratti dalla messinscena, dalle prove e dal backstage ma sarà soprattutto un viaggio narrativo e giornalistico nel complesso mondo degli Ultras, con i suoi personaggi e i suoi immaginari, descritti dai protagonisti reali e dagli artisti che hanno provato a indagare la ‘mentalità’ ultras. Documentario a Ingresso libero. Spettacolo 10 €.

Non plus Ultras
Non plus Ultras, foto di Carmine Luino

Nella mitologia greca, la Pizia era l’eletta sacerdotessa del dio Apollo a Delfi che, seduta sul suo tripode e avvolta dal vapore, profetizzava agli uomini il volere degli dei attraverso un solenne vaticinio. Nel racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt, pubblicato nel Mitmacher nel 1976, la profetessa di Apollo diventa “un’imbrogliona che improvvisava gli oracoli a casaccio, secondo l’umore del momento”, l’ultima delle pizie che appaiono come la versione antica delle cartomanti di oggi. Friedrich Dürrenmatt, scrittore svizzero del Novecento (1921-1990), tiene in modo particolare alla parodia (un altro tentativo riuscito è Il Minotauro) e con questo racconto, piccolo capolavoro della burla ironica, ci presenta un mito che assomiglia a una caricatura, prendendo tuttavia le dovute distanze dalla satira e dal sarcasmo infondato. Perché la messa in ridicolo della Pizia è motivata dalla ragione prima del suo autore, ovvero l’investigazione e l’interpretazione dello straordinario arcano, il protagonista assoluto del racconto, che fa uscire pazzi gli antichi greci che gli si accostavano con fede incondizionata. Anche nella reinterpretazione del testo firmata da Daniele Pecci nasce una rilettura laica, sottile, dissacratoria e divertente del mito greco ed in particolare del mito di Edipo. Un’ormai decrepita discendente Pizia, sacerdotessa dell’oracolo di Delfi, viene chiamata a rispondere alle domande di un giovane Edipo. Attraverso il suo sogno si intrecciano in vorticose trame l’invenzione, la casualità e il destino, tutte credibili, che manifesteranno il vero abitante di Delfi: l’enigma. Lo spettacolo andrà in scena il 30 ottobre alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo. Prezzo 10 €.

Daniele Pecci
Daniele Pecci

Un uomo si è barricato nella sua casa d’oro, pronto a difendersi da chiunque voglia ferire la sua solitudine: sia costui venditore, ladro, avventore, fedele di un dio sbagliato… di sicuro è uno straniero. A bussare alla sua porta insistentemente sono invece la moglie e il figlio dell’uomo. Ma effettivamente quei due parenti sono stranieri, appartengono cioè ad un altro stato, cittadini di un altro paese, quello dei morti. Tenuti in vita grazie a ricordi e abiti che l’uomo ha conservato morbosamente in tutti questi anni, sono oggi tornati per accompagnarlo nell’ultimo ballo possibile. L’autore disegna questo distacco ponendo l’uomo dentro casa e gli altri due fuori di essa, raccontando distanze presunte e assunte, erigendo confini d’azione delimitati dai protagonisti stessi, che verranno cancellati solo nell’attimo dello svelamento, della presa di coscienza. Possiede qualcosa di ciclico il testo, una struttura che alterna dentro/fuori, come a ricordarci che la storia è circolare, così come il tempo, che nulla di ciò che avviene non è già avvenuto, che pur tuttavia è in movimento: il nostro spazio d’azione, il nostro ruolo. Erede di una lezione che affonda le radici in Borges e Bernhard, Tarantino tratta il tema tanto attuale della mistificazione dell’altro senza alcuna retorica, usando come metafora quella della famiglia. E, dunque, evitando disquisizioni politichine, diventa politico prepotentemente. Egli pone l’attenzione su piccole dinamiche famigliari, fatterelli di vicinato, bollette e piccole assenze utilizzando un linguaggio sgrammaticato che alterna inflessioni dialettali non sempre riconoscibili: forse moglie e marito sono emigrati da giovani, prima di incontrarsi? E il ruolo di questo padre, a cui basterebbe un alito di vento per cadere a terra, è quello d’inveire e sbraitare per far rumore, per non ascoltare il silenzio aberrante che lo sta inghiottendo. Quel silenzio ch’è nero come l’oscurità, in cui ci è più facile riconoscere l’altro come nemico, estraneo, piuttosto che come nostro caro, un pezzo di cuore, se non addirittura come specchio di noi stessi. Piove per tutto il tempo, come se dal cielo si volesse pulire l’aria dalle grida dei non ascoltati, come se si chiedesse che per strada non resti più nessuno, che tutti entrino di corsa in casa, una casa qualunque, che ciascuno si aggiudichi un tetto, anche non dorato. Con la speranza del ricongiungimento si chiude il cerchio di questa drammaturgia cinica e spietata. Dopo il tempo incessante del monologare rancori, del chiosare amarezze, apostrofando errori e giustizie, attendendosi e bestemmiandosi l’un l’altro, arriva il tempo del raccordo in cui una famiglia di non sopravvissuti a loro stessi, si riunisce come d’innanzi al banchetto delle feste.In scena dall’1 al 3 novembrepresso il Piccolo Eliseo, regia di Gianluca Merolli, con Francesco Biscione, Paola Sambo e lo stesso Merolli. Biglietti: 10 €.

Stranieri - Biscione, Merolli e Sambo
Stranieri: Biscione, Merolli e Sambo
Foto di Pino Le Pera

La strada racconta un paesaggio apocalittico indefinito. Un’esplosione atomica? Un terremoto? Un’eruzione vulcanica? Uno tzunami? Forse sì, forse no. Probabilmente tutto insieme. È un futuro che ci si potrebbe prospettare, non c’è bisogno di definirlo e collocarlo, sappiamo solo cosa succede, non sappiamo la causa, non sappiamo dove, non sappiamo quando. Non è una vera e propria rappresentazione, una riproduzione. No, McCarthy lascia intuire, con allusioni descrittive di rara potenza, la condizione verso la quale sta andando la società contemporanea e scatena una tempesta emotiva con cui necessariamente confrontarsi. Accompagniamo questa visione di McCarthy con la recitazione al leggio di un intenso Guglielmo Poggi. La sua voce entra con freddezza nella narrazione del paesaggio distrutto, grigio, scuro, buio, puzzolente e coperto di cenere, illuminato solo dai bagliori dei roghi. Una voce veloce e distaccata, senza accenti, livida e fredda come le luci al neon che di tanto in tanto ancora illuminano le case rimaste in piedi. Ma nel mezzo la dirompente e allucinante concitazione del dialogo tra un padre e un figlio, un’alternanza di emozioni laceranti che porteranno alla morte di uno e alla sopravvivenza dell’altro. Ho girato delle sequenze video per accompagnare queste scene pensando che il luogo scelto non fosse importante per la posizione ma per l’evocazione – afferma il regista – anche le immagini come le parole sono avvolte da fumi, nebbie, nevi. E fuochi. Tutto sembra immobile ma c’è sempre qualcosa che improvvisamente si muove e ci ricorda che questo scenario immaginario è assolutamente futuribile. La chitarra di Francesco Berretti e la sua musica, integrati con la recitazione di Guglielmo Poggi, formano un perfetto tappeto sonoro sul quale appoggiare voce e immagine. In scena il 7 novembre 2019 alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo. Biglietti: 10 €.

La strada - Guglielmo Poggi
Guglielmo Poggi

Dopo il Mistero buffo, che ha debuttato a Torino nel febbraio del 2018, con cui abbiamo iniziato il percorso dentro l’opera più straordinaria e monumentale di tutta la produzione del grande Maestro Dario Fo, ecco che finalmente Matthias Martelli ed io possiamo annunciare di aver ripreso il percorso per giungere ad una seconda edizione dello spettacolo. Sarà l’edizione che vogliamo chiamare dei “50 Anni” perché proprio cinque decenni or sono, il 1° ottobre del 1969, Dario Fo presentava al pubblico italiano, per la prima volta, la prima versione del Mistero buffo. Non a caso si parlò di prima versione, perché dopo quel primo debutto, nello spirito più profondo e nello stile più antico e moderno dei commedianti dell’arte, Dario Fo, con al fianco Franca Rame e un nugolo straordinario di attori, artisti e intellettuali che animarono prima la compagnia Nuova Scena e successivamente La Comune, coniugò in tante diverse forme sempre aggiornate, sempre arricchite, sempre irresistibili, il verbo delle giullarate, di ispirazione medievale, che tuttavia, attraverso il linguaggio del nuovo Grammelot costruiva e ricostruiva continuamente un capolavoro della satira politica contemporanea oltreché un testo teatrale unico nella sua forma di monologo, dove la combinazione sapiente dei due ambiti generava uno spettacolo deflagrante sul piano dell’ilarità collettiva, atto che si trasformava nel bisogno di esprimere un moto di ribellione, di rivendicazione, di identità, che affermava una consapevolezza comune e una comunità di intenti tra attore e pubblico e che tutto questo non solo oggi è a nostra disposizione come patrimonio, ma è proprio ciò che dobbiamo cercare di ritrovare col nostro lavoro, pena la diminuzione della forza artisticamente, ma anche politicamente, “sovversiva” dell’arte comica, e dobbiamo farlo con ciò che “di meno” abbiamo oggi a disposizione quanto a forza comunicativa dell’arte teatrale nella nostra società e nella nostra contemporaneità. Verranno presentate alcune tra le più importanti giullarate di questo capolavoro, scelte tra quelle della prima edizione dello spettacolo e altre non ancora affrontate. Matthias Martelli, ancora una volta e con consolidata maestria, sarà da solo in scena, senza trucchi, “con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale” toccando temi e argomenti che come sempre riguarderanno anche la società civile e il nostro tempo. Presenteremo la nostra nuova edizione nell’unica anteprima nazionale al Todi Festival, Teatro Comunale, il 29 agosto cui seguirà il debutto nazionale il 15 ottobre 2019: dal Teatro Gobetti di Torino, ancora una volta con la presenza preziosa del Teatro Stabile di Torino, che produrrà lo spettacolo, partirà la nuova avventura di Mistero Buffo, edizione per i 50 Anni. Da lì in poi, quelli che verranno. (Eugenio Allegri). Lo spettacolo sarà in scena il 9 novembre 2019 alle ore 21.00 presso il Piccolo Eliseo .

Mistero Buffo - Matthias Martelli
Matthias Martelli

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del teatro e ai nostri articoli dedicati.

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