Teatro di Roma: un video racconto per rivivere il palinsesto digitale #TdRonline

Valerio Mastandrea al Teatro Argentina ©photo Paolo Modugno
Valerio Mastandrea al Teatro Argentina ©photo Paolo Modugno

Dal 9 aprile sui canali social del Teatro di Roma un video racconto per rivivere gli ultimi cinque mesi del palinsesto digitale #TdRonline: oltre 420 artisti coinvolti, più di 60 video, 30 podcast, 12 produzioni, 22 residenze, 4 percorsi di formazione per oltre 120 partecipanti e 1 radio

Da venerdì 9 aprile in onda sui canali social del Teatro di Roma un video racconto per rivivere assieme gli ultimi cinque mesi del palinsesto digitale #TdRonline che, da novembre 2020 a marzo 2021, ha portato il teatro fuori dal palcoscenico, moltiplicandosi nelle visioni private – eppure, collettive – di ciascuno dei suoi spettatori e delle sue spettatrici.

Un’occasione virtuale per restituire in immagini la platea alla città, riconnettendo le trame del tessuto teatrale e portando in luce la creatività e i progetti della schiera di artisti e artiste che, seppure a sipario chiuso, hanno continuato a dialogare, cercare, progettare il teatro del futuro.

Affidando l’emersione delle attività alla programmazione virtuale di #TdRonline, il Teatro di Roma ha reagito alla sfida pandemica esplorando altre possibilità di condivisione e nuove modalità di produzione per sostanziare la Stagione “a distanza” del Cantiere dell’immaginazione. Mettendo a frutto quanto sperimentato nella prima fase di sospensione e successivamente nella seconda chiusura del 24 ottobre scorso, il Teatro ripensa se stesso per disseminarsi nello spazio, tanto quello fisico della città quanto quello digitale del web, rivelando le tante forme che si nascondono dietro e intorno alla scena.

Quelle ad esempio dell’ibridazione tra linguaggi artistici che hanno ispirato il format kafkiano in 13 puntate, Metamorfosi cabaret, ideato da Giorgio Barberio Corsetti, in streaming dal Teatro Argentina, per un ritratto artistico e urbano tra le sfaccettature e contraddizioni di Roma con le voci e i volti di giovani artisti/e, comici/che, musicisti/e, come Filippo Timi, Sabina Guzzanti, Michele Riondino, il collettivo Sgombro e molti altri, fino ai rappresentanti dell’associazionismo e delle realtà sociali disseminate sul territorio. Un percorso di dialogo con le periferie già avviato in estate con il Cantiere Amleto al Parco Tor Tre Teste, disponibile online in una clip video, e accompagnato dalle Letture kafkiane e Talk, programma di attività in streaming su temi affini alle condizioni di alienamento scaturite dalla pandemia.

Metamorfosi cabaret, Giorgio Barberio Corsetti ©photo Claudia Pajewski
Giorgio Barberio Corsetti ©photo Claudia Pajewski

Un processo di sperimentazione consolidato anche con Radio India (premio Rete Critica), fondata nella primavera 2020 dalle compagnie di Oceano Indiano come risposta creativa all’emergenza e divenuta spazio di incontro virtuale per la comunità artistica e per il pubblico sulla piattaforma Spreaker, accompagnando poi l’ultima settimana dell’anno con i Sette concerti di Capodanno, che ha coinvolto oltre alla redazione 30 artiste e artisti tra cui Claudia Castellucci, Carlos Casas e Tomás Saraceno. Tra i formati immaginati a supporto della ricerca creativa emergono le Residenze Artistiche al Teatro India, che hanno accolto – sebbene necessariamente a porte chiuse – non solo i propri artisti, ma anche compagnie autonome e spazi indipendenti ospitati dall’autunno per un totale di 22 residenze.

Nelle condizioni straordinarie di questi mesi è nato il progetto di formazione retribuita Fondamenta per professionisti/e residenti nel Lazio, con percorsi formativi in presenza tra Argentina e India, affidati a registe/i, coreografe/i, artiste/i tra cui Lucia Calamaro, Tanya Beyeler, Romeo Castellucci, per condividere pratiche, strumenti e strategie assieme ad oltre 100 artisti scritturati. Invece, rivolti a tutta la città, i corsi della Scuola Seralehanno continuato a coinvolgere i partecipanti in percorsi a distanza di canto e ascolto.

Tutti i palcoscenici, seppur chiusi al pubblico, sono diventati luoghi di creazione, produzione e prove diffuse attraverso i canali online, a loro volta spazi ibridi dove far incontrare interno ed esterno, teatro e territori, realtà e immaginazione: a partire da Argentina e India rimaste aperte per le prove della compagnia dello spettacolo La metamorfosi e per la ricerca degli artisti di Oceano Indiano impegnati nei prossimi debutti; tra dicembre e gennaio il Valle è diventato una sala di registrazione in cui 70 artiste/i hanno prodotto i Radiodrammi di Scienza e fantascienza; mentre Torlonia ha ospitato i podcast del collettivo underground Sgombro e il coinvolgimento delle nuove generazioni è stato affidato a Fabrizio Pallara con le proposte in streaming di Fatti a mano e la rassegna di narrazione Voce parole.

Nel solco della storia e dell’esplorazione di Roma, il teatro ha continuato a parlare con la città e la città si è insinuata in questa ricerca, diventando il centro di alcuni progetti, come per Immagini di città, viaggio nella toponomastica che, in compagnia delle comunità che la abita, ridisegna la mappa – creativa, narrativa, artistica – della Capitale; oppure con gli appuntamenti della Roma millenaria di Luce sull’Archeologia.

Il Piero Gabrielli guidato da Roberto Gandini, nonostante le limitazioni pandemiche, ha continuato a investire nel valore dello stare insieme proseguendo nel costante processo di integrazione fra teatro, scuola e disabilità, impegnando la Piccola Compagnia nelle puntate di Metamorfosi cabaret, offrendo al pubblico dei ragazzi Le letture sotto l’albero, coinvolgendo le scuole nel contest del Festival della lettura ad Alta Voce, promuovendo l’esperienza collettiva della canzone Chiuso dentro casa; fino al suo 25esimo anniversario con il compleanno-spettacolo Gabrielli 25-La festa! accompagnato dal docufilm Asimmetrie emotive.

Pur privato di quella presenza vitale che è il pubblico, interlocutore attivo di ogni esperienza teatrale, il Teatro non ha rinunciato alla celebrazione del Giorno della Memoria (in collaborazione con Biblioteche di Roma e Rai Radio3), del Black History Month con Pagine afroamericane (assieme all’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia) e dell’8 marzo con Tacete, o maschi dando voce a un coro di artiste, musiciste, comiche, poetesse; e prefigurando il momento in cui si tornerà ad emozionarsi dal vivo, si dà appuntamento con le attività del progetto Dante a memoria per il 700esimo anniversario dalla morte del sommo poeta. Inoltre, il Teatro di Roma continua a dar vita a processi creativi multiformi e aperti, come per gruppo2020, nato come progetto di Radio India, diventato ora gruppo2020 /bù•io/, un oggetto editoriale realizzato dalla rivista Scomodo, che riunisce le voci di giovanissimi autori esordienti, accompagnate dalle illustrazioni di Luchadora.

Nonostante la pandemia abbia costretto gli spazi a rimanere chiusi, in questo lungo anno il Teatro di Roma è rimasto aperto anche grazie all’impegno quotidiano delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, che hanno messo in gioco le proprie energie e professionalità, sperimentandosi con inedite pratiche e competenze ricambiate dalla conquista di nuove platee digitali e di una rinnovata relazione di valore con il suo pubblico.

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