RomaFF13 e Filmauro omaggiano il film La grande guerra di Monicelli

La grande guerra, RomaFF13

La grande guerra, l’omaggio di Filmauro e della Festa del Cinema di Roma al capolavoro di Mario Monicelli in occasione del centenario della fine del Primo Conflitto Mondiale.

A cento anni dall’epilogo della Prima Guerra Mondiale, la Festa del Cinema di Roma la ricorda con La grande guerra di Mario Monicelli, nella versione lunga ricostruita con un restauro realizzato da Aurelio De Laurentiis e dalla Cineteca Nazionale, con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno e con la collaborazione dell’Istituto Luce – Cinecittà e di Pasquale Cuzzupoli  per la post-produzione e digitalizzazione.

l film sarà proiettato domani, venerdì 26 ottobre alle ore 18.00 in Sala Petrassi – Auditorium Parco della Musica –, con introduzione di Aurelio De Laurentiis e Antonio Monda e preceduto alle 17.15 da un Red Carpet che vedrà oltre ad Aurelio e Luigi De Laurentiis, numerosi personaggi del cinema e del mondo politico, tra cui: il Presidente della Camera on. Roberto Fico, il Ministro dell’Economia on. Giovanni Tria, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il vice sindaco di Roma Luca Bergamo, Giancarlo e Luigi Abete, Roberta Armani, Ugo e Aldo Brachetti Peretti, Fausto Brizzi, Azzurra Caltagirone, Francesco Gaetano Caltagirone, Aldo Cazzullo, Franco Bernabé, Marco Belardi, Volfango De Biasi, Paolo e Maite Bulgari, Maurizio De Giovanni, Christian De Sica, Anna Fendi, Dante Ferretti, , Nicola Guaglianone, Gianni Letta, Fulvio e Federica Lucisano, Nicola Maccanico, Valter Mainetti, Giovanni Malagò, Valerio Mastandrea, Ottavia Monicelli, Gennaro Nunziante, Chiara Rapaccini, Francesco Rutelli, Fabrizio Salini, Barbara Salabe’, Andrea Scrosati, Stefano Sollima, Max Tortora, Luca Verdone, Bruno Vespa. “’La grande guerra’ è sicuramente un grande film d’autore: Monicelli – dichiara Aurelio De Laurentiis – costruisce un affresco in cinemascope la cui grandiosità di messa in scena è pari alla forza rivelatrice e sconvolgente della ricostruzione storica. Mai un evento storico di tale importanza nella nostra identità nazionale era stato raccontato con tale intransigente onestà e con un linguaggio così non convenzionale come la commedia.”

Leone d’oro 1959 ex aequo con Il Generale della Rovere di Roberto Rossellini, il film di Monicelli è uno dei primi del cinema italiano ad affrontare un tema fino ad allora considerato tabù, i massacri del conflitto ’14 -’18, e lo fa con un affresco corale in equilibrio fra il realismo della tragedia e il cinismo beffardo della commedia, fra epica e antiretorica, guardando la guerra dal basso delle trincee, raccontando aneddoti ora umoristici ora amari, parlando la varietà delle lingue dialettali in un periodo in cui in Italia si stava diffondendo una lingua unitaria, seguendo personaggi che sono tipi, maschere, macchiette e insieme figure umane vere, come i due protagonisti, il milanese Giovanni e il romano Oreste (interpretati rispettivamente da Vittorio Gassman e Alberto Sordi), due fanti che cercano continuamente di imboscarsi, due opportunisti lavativi e codardi che, catturati dagli austriaci, muoiono da eroi, trovando il riscatto in un lampo di fierezza, in uno sbocco di dignità personale. Il film di Monicelli, mostrando campi di battaglia che si palesano come sporchi e fangosi mattatoi, pronuncia il rifiuto caustico e al contempo accorato di una guerra sanguinaria e assurda come tutte le guerre.

La grande guerra, RomaFF13
Alberto Sordi e Vittorio Gassman ne La grande guerra di Mario Monicelli.

 

 

 

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