Roma FF13, Tutte le mie notti, recensione: una storia di inganni e misteri, nel nuovo film con Barbora Bobulova

Tutte le mie notti - locandina

Tutte le mie notti è un prodotto notevole sotto molti aspetti che cerca di costruire una storia e un’ambientazione in perfetto stile noir, perdendosi nella confusione dei fatti narrati, in una sceneggiatura abbastanza prevedibile.

Accadde una notte

In una notte d’inverno, nelle strade deserte di una cittadina di mare, Veronica (Barbora Bobulova) e Sara (Benedetta Porcaroli) si incontrano casualmente e le loro vite cambiano improvvisamente prospettiva. Entrambe fuggite da un grande dolore, sono in cerca di qualcosa e nascondono un terribile segreto capace di costargli la vita. Un thriller psicologico che ruota intorno a segreti, bugie, paure e che ci porterà a conoscere le verità più nascoste delle due donne.

Due donne, in fuga o in cerca di qualcosa ?

In Tutte le mie notti Veronica e Sara, le protagoniste della vicenda possono essere percepite dallo spettatore come due figure opposte, corpi vibranti nella luce e nell’ombra, in un atmosfera misteriosa e densa di tensione. La costruzione visiva rende omaggio all’estetica del noir, che con i suoi contrasti, tagli e giochi di luce, ombre e colori diventa una componente essenziale per apprezzare il film sotto un punto di vista che va oltre quello narrativo. Le due donne sono avvolte da un’aura di mistero, specialmente Sara, il cui personaggio viene ribaltato nel corso della vicenda, rivelando un lato oscuro e conturbante. La morte di un’innocente sembra essere l’unica azione che risveglia la coscienza e il senso di colpa, sopito nei più profondi recessi dell’anima.

utte le mie notti - Barbora Bobulova e Benedetta Porcaroli
Tutte le mie notti – Barbora Bobulova e Benedetta Porcaroli.

Il lato oscuro che è dentro ognuno di noi

Il film si svolge in una notte e termina con le prime luci dell’alba, in questa sequenziale e azzeccata costruzione dello spazio scenico in funzione di quello narrativo, emerge come ogni personaggio possegga un lato oscuro, capace di risvegliarsi solo in una situazione di estrema tensione, in cui la mente è messa a dura prova e l’edonismo che è in ognuno di noi comincia ad emergere come un demone. Quando c’è troppo in gioco la violenza diventa cosa di poca importanza, specialmente se questo significa salvare il futuro di centinaia di persone. I ricordi cominciano a riaffiorare, i personaggi sprofondano in un senso di colpa che li devasta nel profondo e così non esistono più buoni e cattivi ma solo corpi svuotati di ogni respiro, senza nessuna difesa contro la fragilità umana.

Un prodotto notevole che si avvicina al noir

Tutte le mie notti è un prodotto notevole che cerca di trarre spunto dal elementi tipici del mondo noir: femme fatale oscure e misteriose, atmosfere cupe e la morte sempre onnipresente. Questi servono da incipit per donare al film una forza espressiva ed evocativa maggiore che non riesce a prendere una piega coerente ed avvincente ma si perde nella conclusione troppo frettolosa di fatti accaduti troppo velocemente, senza una continuità. Dietro un lavoro di composizione visiva eccellente si cela una storia che poteva osare molto di più per concludersi con un finale troppo semplice e scontato rispetto alle aspettative di un pubblico, in cerca di qualcosa di più oscuro ed enigmatico.

Tutte le mie notti è presentato in anteprima alla 13° edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione dedicata ai giovani, Alice nella città. Diretto da Manfredi Lucibello con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni. Una produzione Mompracem e Madeleine con Rai Cinema.

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