Recensione: Molto rumore per nulla, in scena al Globe Theatre

MOLTO RUMORE PER NULLLA

Dal 27 giugno al 15 luglio, va in scena al Silvano Toti Globe Theatre, nel cuore di Roma, Molto rumore per nulla: il riadattamento shakespeariano di Loredana Scaramella.

Nella incantata e incantevole Villa Borghese, complice anche il cielo stellato e il peculiare clima estivo delle serate romane, va in scena al Silvano Toti Globe Theatre: Molto rumore per nulla, il riadattamento della celeberrima opera shakespeariana della regista Loredana Scaramella. La location gioca indubbiamente un ruolo dominante e fondamentale, contribuendo a immergere spettacolo e spettatori in una condizione onirica di indiscusse bellezza ed efficacia. Il celebre teatro elisabettiano infatti, sito nel cuore di Roma, con le sue assi in legno e la diretta visuale del cielo, favorisce un coinvolgimento onnisensoriale dove anche una scenografia minimalista ed essenziale, forte di un ammirevole gioco di luci, avvolge lo spettatore metaforicamente e concretamente.

Tra il baco e la farfalla, secondo Loredana Scaramella

Molto rumore per nulla è una favola illuminante sul potere della parola, una commedia invasa da una gioia luminosa resa ancora più accecante da una lama d’ombra che per alcuni istanti l’attraversa. Il titolo racchiude tutti i sensi della storia e li nasconde proprio in quel “nothing” apparentemente inoffensivo. “Nulla” come un basso continuo contrapposto al suono di troppe parole, alla frenesia che spinge gli uomini ad amare, giocare, desiderare, combattere. Questa agitazione, che ha la sua sintesi nell’eccitazione sessuale, esplode in una casa ospitale piena di balli e di feste, d’estate, nella assolata Sicilia, un luogo che per Shakespeare certo significava esotismo e sensualità e che noi spostiamo in un Salento ideale, illuminato da quello stesso sole che esaspera i contrasti della scacchiera di corredi stesi a sbiancare, mentre dal parlato le voci prendono il volo per costruire richiami e canti che irrobustiscono il tessuto musicale già suggerito dal testo. E “nothing”, nella sua forma gergale antica, allude anche al sesso femminile, attorno al quale tanto rumore si scatena, e ci porta più vicino al tema centrale. Un gruppo di soldati torna dalla guerra ed invade lo spazio delle donne. E’ la fine della specificità dei generi: l’uomo guerriero, la donna custode del focolare. Finite le battaglie, la commedia racconta quello che sta nel mezzo, dopo la guerra e prima della pace, dopo il “separato” e prima dell’”unito”. Questo inter-regno è il tempo della parola, che si fa ponte tra due singoli mondi. E’ il maschile che cerca l’accordo col femminile. E Molto rumore per nulla racconta la rottura della membrana che divide i due stati, la lenta e difficile osmosi tra l’uno e l’altro. Tra uomo e donna, giovinezza ed età adulta, ricerca di identità e assunzione di identità. Tra il baco e la farfalla.

MOLTO RUMORE PER NULLA
MOLTO RUMORE PER NULLA- BENEDETTO E BEATRICE

Benedetto e Beatrice, campioni dei rispettivi schieramenti, difendono strenuamente e con sfoggio di battute ironiche le loro autonome identità, come due adolescenti ostinati, lei attaccata al ruolo maschile che ha assunto, lui incapace di liberarsi dall’attrazione del cameratismo adolescenziale. Sono paralizzati da una paura che li rende comici. L’abbandonarsi alle emozioni potrebbe precipitarli su un terreno instabile che sconvolge il carattere, azzera ogni sistema di sicurezza e apre le porte ad una dimensione sconosciuta e incontrollabile. Beatrice è una donna insolita, una Queen Elizabeth in miniatura. Pur non essendo padrona di nulla, parla con libertà a stranieri, a uomini di potere, familiari e non. Tutto con lei si trasforma in motto di spirito, forgiato in una lingua paragonabile solo a quella di Benedetto, brillante e impertinente. Comportamento in genere condannato in una donna ma in lei accettato in virtù del suo essere casta, vergine e comica. Ogni battuta di spirito va però a rafforzare la robusta corazza che nega il suo corpo e che nasconde dietro la goffaggine, le risate e lo scintillio delle parole la sua delicatissima parte emotiva.

Benedetto è la sua immagine gemella, un Peter Pan attratto da una donna che è un guerriero e che gli propone un rapporto in fondo rassicurante, molto simile a quello che è abituato ad avere con i compagni d’armi. Il grimaldello che incrina queste due casseforti d’amore è proprio lo stato di crisi, il momento della difficoltà in cui le maschere rassicuranti cadono e ci si trova a rischiare la caduta nel baratro. Quando le parole di Beatrice sono rese vane dalla menzogna dei malvagi e il suo senso di giustizia non trova mezzi per farsi valere, Benedetto diventa necessario, la sua virilità un valore. Solo un uomo può impugnare la spada per difendere la giustizia, ma la strada gliela insegna una donna che lo separa dal branco. E così il “buffone del Principe” si trasforma nel nuovo capo del palazzo, giovane, saggio e brillante. Da zero si va a zero: i malvagi rimangono tali, chi oggi si ama si amava già ma con una coscienza diversa. In questo processo di svelamento e metamorfosi, tutti ci ritroviamo complici del tentativo di mettere a nudo, come in un gabinetto anatomico, i meccanismi del cambiamento e tutti siamo chiamati a spiare e valutare i rischi e l’eventuale bellezza dell’incontro con l’altro. Tutti, singolarmente e come corpo sociale, nascosti nella penombra del teatro, sospesi fra realtà e finzione, facciamo insieme prove di vulnerabilità. Sostenuti dalla gioia e dal coraggio e trascinati dalla musica, transitiamo dal baco alla farfalla. Loredana Scaramella

MOLTO RUMORE PER NULLA
MOLTO RUMORE PER NULLA-ERO E CLAUDIO

Molti applausi, per un cast strepitoso!

Molto rumore per nulla è uno spettacolo fresco, divertente e commovente, capace di donare nuova bellezza e contemporaneità a un classico della letteratura mondiale. Particolare encomio va a un cast strabiliante, perfetto mix anch’esso di maturità e giovinezza, genio e sregolatezza, capace di non scadere mai nel banale o nel già visto, mantenendo sempre alte e vive attenzione e partecipazione del pubblico. I due protagonisti Benedetto e Beatrice, Mauro Santopietro e Barbara Moselli, sorprendono e travolgono il pubblico grazie a una spigliata comicità e autoironia, sapientemente bilanciata con note più intime, introspettive e commoventi; brillanti ed eterei i due innamorati co-protagonisti Ero (Mimosa Campironi) e Claudio (Fausto Cabra), ingenue vittime dei malvagi “rumori” basati sul “nulla”; divertenti e fuori dagli schemi sono senza dubbio le due guardie funamboliche, Jacopo Crovella e Federico Tolardo, che sin dalla prima apparizione in scena conquistano l’ammirazione del pubblico che li ripaga con fragorosi applausi. Particolare nota di merito va a Carlo Ragone, nel suo duplice ruolo di cantante e capo della ronda notturna: il suo personaggio, apparentemente secondario e mero escamotage comico, si rivela invece il fondamentale punto di snodo dell’intera vicenda; la sua condizione sociale inferiore rispetto al resto dei personaggi gli conferisce una iniziale minore autorità, subito riscattata da un funzionale seppur accorato e goffo tentativo di elevazione quantomeno lessicale che ruzzola precipitosamente in un’esilarante carambola di errori linguistici. L’intera pièce è meravigliosamente accompagnata dalla musica popolare del formidabile trio William Kemp (percussioni: Michele Di Paolo, mandolino: Luca Mereu e chitarra: Antonio Pappadà) che sulle note di pizzica e taranta fa ballare il pubblico anche durante un intervallo completamente fuori dagli schemi. Molti altri i nomi in cartellone che guidano lo spettacolo contribuendo alla creazione di una tela variegata e variopinta, forte e bella al punto da spiccare fuori da una cornice così potente come il teatro che la ospita. Ricordiamo: Margherita: Lara Balbo, Don Pedro: Federigo Ceci, Frate Francesco/Sorba: Diego Facciotti, Borracio: Alessandro Federico, Antonio/Giudice: Roberto Mantovani, Leonato: Maurizio Marchetti, Don Juan: Matteo Milani, Corrado: Ivan Olivieri, Orsola: Loredana Piedimonte.

MOLTO RUMORE PER NULLA
GLOBE THEATRE-MOLTO RUMORE PER NULLA

Parola d’ordine: opposti

L’intera storia presenta una struttura a chiasmo volta a dimostrare la duplicità di ogni situazione: prima tra tutte la natura stessa dell’opera, commedia sentimentale a una lettura superficiale, si rivela una tragicommedia dalle molteplici sfumature e interpretazioni. Le due coppie di innamorati, Beatrice e Benedetto da un lato e Ero e Claudio dall’altro, presentano due sfaccettature completamente agli antipodi del sentimento amoroso: mentre il primo sboccia su un terreno arido, ma fiorisce rigoglioso in maniera del tutto inaspettata, il secondo seppur in principio casto e puro è destinato ad un cupo e rovinoso epilogo. Ulteriore elemento di contrasto è insignito rispettivamente nella natura di Don Pedro e Don Juan, le azioni in buona fede dell’uno contro gli intrighi malvagi e disfattisti dell’altro; o ancora la netta contrapposizione tra i membri della corte di Messina, eleganti e raffinati cadranno vittime delle beffe e delle trame più ardite, e i componenti della ronda notturna, sciatti e strampalati, apparentemente ingenui e ignoranti saranno gli unici in grado di svelare le macchinazioni e gli inganni che stanno conducendo alla rovina di molte famiglie. Uno spettacolo sorprendente, insomma, sotto molti punti di vista, capace di vincere la monotonia e la banalità portando in scena bravura, gioia, commozione, musica e danza. Un mix di elementi forti, contrastanti e assolutamente efficaci che donano ulteriore potenza a una location già di per sé magica. Un inno all’Amore, alla Felicità e al Teatro, capace di appagare lo spettatore di ogni età coinvolgendolo in un’esperienza unica nel suo genere che merita assolutamente di essere vissuta!

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