L’altra metà della storia, recensione: verità e perdono a distanza di anni

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In una Londra post-moderna è ambientato il nuovo film di Ritesh Batra, L’altra metà della storia, ispirato dal romanzo di Julian Barnes, “Il senso di una fine”.

Un passato che ritorna

In L’altra metà della storia il protagonista Tony Webster, interpretato dal premio Oscar Jim Broadbent, è un settantenne che passa le giornate all’interno del suo negozio di antiquariato di macchine fotografiche; un uomo solitario, divorziato che, a modo suo, cerca di essere presente nella vita di Susie (Michelle Dockery), sua figlia, che sta per diventare madre. Il suo carattere scostante viene messo a dura prova dopo aver ricevuto una lettera che cambierà per sempre le certezze di una vita intera. Nella lettera si parla di un diario donato dal suo migliore amico dell’epoca, Adrian Finn (Joe Alwyn), che aveva avuto una storia con Veronica (Charlotte Rampling), la ragazza di Tony ai tempi del liceo. Anche se il mittente della lettera è Sara Ford (Emily Mortimer), è sua figlia Susie a possedere il diario e Tony cerca in tutti i modi di recuperarlo, finendo per incontrarla, con lei però restia a donarglielo. Il motivo di tale mistero si scoprirà tramite una serie di flash-back che il protagonista ripercorre, raccontando i tempi del liceo alla sua ex-moglie, ignara di tutto il passato di Tony.

I flashback per ripercorrere la verità

Le contrapposizioni in questo film si esprimono in due momenti in particolare: già dall’inizio si nota la differenza che intercorre tra il modo di vivere del protagonista (ostile e chiuso, nel suo negozio di antiquariato) e il mondo, invece, che scorre fuori dai luoghi che frequenta abitualmente (il mondo dei social, ad esempio, lontani dalla sua quotidianità). E successivamente, i flash-back che ripercorrono i momenti della sua adolescenza (tra amori e amicizie) che riportano alla verità dei fatti, in contrasto con tutto ciò che fino a quel momento Tony non ha realizzato; un modo per giustificare i suoi comportamenti dettati spesso dal rimorso e dal rancore. Un apparente senso del perdono che sfocia, invece, in una triste verità.

L'altra metà della storia
Billy Howle, Jim Broadbent, Charlotte Rampling, Freya Mavor

Un cast da Oscar

Oltre al premio Oscar per Jim Broadbent, anche Charlotte Rampling, nei panni di Veronica Ford, è stata candidata all’Oscar, Coppa Volpi come migliore attrice al Festival del Cinema di Venezia. Apparizioni minori di Emily Mortimer (Sara Ford) e Joe Alwyn (Adrian Finn), ma profonde e misteriose. Le interpretazioni più importanti e ben riuscite sono quelle di Billy Howle, ovvero il Tony Webster da giovane e Freya Mavor, nei panni della giovane Veronica Ford. Il cast è completato da Michelle Dockery (Susie, la figlia di Tony), già protagonista nella serie tv Downton Abbey, ed Harriet Walter (Margaret, l’ex moglie di Tony) che assume una posizione importante all’interno del film, capace di mediare tra la figura di una donna stanca di correre dietro al suo ex marito, ma allo stesso ancora premurosa nei suoi confronti.

Enigmatico ma semplice

Anche se il film di Ritesh Batra non tratta un lieto fine da favola, il protagonista avrà comunque l’occasione di riscattarsi, grazie alla sua famiglia e a Veronica che lo ha aiutato nella ricerca della verità. L’altra metà della storia è un film enigmatico, dove ad emergere è il lato psicologico dei personaggi. Classico su alcuni punti, ma coinvolgente poiché la storia si snoda in brevi punti chiave. Un prodotto semplice, ma apprezzato.

L’altra metà del cielo, diretto da Ritesh Batra con Jim Broadbent, Charlotte Rampling, Emily Mortimer e Michelle Dockery, uscirà nelle sale giovedì 12 ottobre, distribuito da BIM Distribuzione.

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