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Massimo di Cataldo, recensione del nuovo disco Dal profondo

Massimo di Cataldo (2)

Massimo di Cataldo ritorna, dopo ben dieci anni dall’ultimo disco di inediti, con Dal profondo. Il cantautore romano dimostra come ci si possa rinnovare pur conservando la propria identità artistica. Dieci brani che mostrano le varie sfaccettature dell’amore e una capacità di toccare nel profondo con semplicità.

Massimo di Cataldo ritorna dopo ben dieci anni da Macchisenefrega, l’ultimo album di inediti, e pubblica Dal profondo. Il disco contiene nove inediti, alcuni dei quali usciti negli ultimi tre anni come singoli, e la cover di Con il nastro rosa di Lucio Battisti. Galvanizzato anche dalla partecipazione alla prima edizione di Ora o mai più, il cantautore romano si è di nuovo inserito, con merito, all’interno del panorama musicale italiano. Un disco dove l’amore viene descritto in tutte le sfaccettature e con un sound che rimanda al pop italiano degli anni ’90, alle sonorità di illustri colleghi come Nek e Marco Masini, dimostrando che non servano campionamenti o elettronica per scrivere delle canzoni orecchiabili e che possano piacere al pubblico odierno.

Massimo di Cataldo - Dal profondo cover
Massimo di Cataldo – Dal profondo cover

Alcuni brani si pongono come interrogativi rivolti all’amata per suggerire una riflessione sull’amore. Questo è il caso di Non ti accorgi, nuovo singolo estratto dall’album:« e allora dimmi perchè ti stai lasciando dietro quello che eravamo, i sogni e le speranze che avevamo?», di c’è qualcuno dove la notte diviene il momento per pensare a chi ci ritiene importanti, di ci credi ancora all’amore, in cui il protagonista ricorda un momento di tenerezza con l’amata che aveva dimenticato e cerca di organizzare un incontro per rivederla e chiederle di ricominciare:« so bene che col tempo,guardando avanti, passa la fase del rimpianto, avevi fatto tanto per stringere quel nodo e poi ti rendi conto che dopo in qualche modo ci credi ancora all’amore» e domani chissà, incentrata sul binomio batteria e piano:« vedremo nuovo giorno insieme per vorrei presto arrivasse il tempo del tuo ritorno dal giorno che prepotente ti ha portato via e so già come sarai sorridente anche se timidamente nei tuoi occhi c’è un po’ della mia malinconia».

Un’altra tematica ricorrente è la differenza tra amore e sesso e il rischio che un’ avventura possa trasformarsi in un sentimento che non è scontato sia ricambiato da ambo le parti. Troviamo questo in Ci penserò domani quando il momento di un istante avrà il peso esasperato delle ore io mi domanderò soltanto se per te non era amore», in allora scusamiscusami se sono schietto ma per un attimo all’amore ci ho creduto e l’ho tenuto stretto non volevo farti male e ti ho lasciato andare» e con il nastro rosa, cover di battisti.

Perché l’amore è un inno a questo sentimento universale e a quanto sia essenziale nella nostra vita. Notevole l’arrangiamento con il violino nel ritornello e un interessante assolo di chitarra verso la conclusione. Prendimi l’anima è un brano spensierato e radiofonico, con degli efficaci cori alla fine del ritornello, ed è la canzone d’amore per eccellenza del disco, da dedicare alla persona amata, dato l’invito a condividerne l’anima:« Guardami, sono qui davanti a te e leggo nei tuoi occhi le risposte ai miei perché». Continuerà è il degno finale di questo disco, un brano tutto piano e voce in cui emergono pure le capacità canore di Massimo e riflette su quanto sarebbe facile se con un tasto del pc si potessero cancellare gli sbagli oppure salvare in un file un amore che non si vuole lasciare andar via e rimane la consapevolezza che mentre il tempo passa, il bene che hai fatto rimane.

Di Cataldo ha sfornato un album profondo e sincero, dimostrando come ci si possa rinnovare pur mantenendo la propria identità artistica. Testi che arrivano al cuore con ballate che fanno riflettere sull’amore e le sue conseguenze. Un gradito ritorno di un cantautore sottovalutato e ci auguriamo che questo disco sia per lui un nuovo inizio.

VOTO:

 

 

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