Godzilla II – King of the Monsters: la recensione dello spettacolare terzo film del “Warner MonsterVerse”

Godzilla 2 - King of the Monsters (2)

Godzilla II – King of the Monsters, terzo capitolo del MonsterVerse targato Warner rinuncia all’elemento autoriale, garantito nel primo Godzilla dalla regia di Gareth Edwards, e punta tutto sulla spettacolarità. Ma, a pagarne il prezzo, è soprattutto la scrittura, che ne esce pesantemente impoverita.

Il MonsterVerse

Terza tappa cinematografica di quel MonsterVerse targato Warner che, iniziato cinque anni fa dal buon Godzilla di Gareth Edwards e proseguito, poi, con l’ottimo Kong: Skull Island, culminerà il prossimo anno con l’atteso Godzilla VS. Kong, Godzilla II – King of the Monsters ha tutti i pregi e i difetti del classico capitolo centrale di saga, inclusa, tra i primi, l’assenza di uno spiegone iniziale che ci permetta di entrare nella storia. Il film inizia infatti con un breve recap della distruzione di San Francisco seguita al risveglio di Godzilla e procede svelto verso un nucleo centrale molto più interessato all’elemento squisitamente spettacolare che non alla coerenza narrativa.

La trama

La storia ruota attorno all’agenzia di criptozoologia Monarch, i cui membri si scontrano contro una serie di kaijū di dimensioni divine, tra cui il potente Godzilla, che si scontra con Mothra, Rodan e la sua nemesi finale, il gigantesco drago a tre teste King Ghidorah. Quando queste antiche superspecie, ritenute delle semplici leggende, risorgono dalla terra, inizieranno a lottare tra loro per la supremazia nel mondo, lasciando in sospeso l’esistenza stessa dell’umanità. L’unica possibilità di salvezza sembra essere ORCA, un dispositivo in grado di comunicare con i mostri inventato dai coniugi Mark (Kyle Chandler) ed Emma Russell (Vera Farmiga).

Godzilla 2 - King of the Monsters (3)
Lo scontro tra Godzilla e Ghidorah in una spettacolare scena di Godzilla II – KIng of the Monsters

Un sequel “esagerato”

La parola d’ordine qui è, senza alcuna ombra di dubbio, “esagerazione”. Un eccesso visivo perseguito con fiera ostinazione e costruito a colpi di uso massiccio di una CGI che, ahinoi, ormai non stupisce più come ai tempi di Independence Day. Cito il film di Roland Emmerich non a caso, perché è proprio a quel genere di blockbuster anni 90 che il regista e sceneggiatore Michael Dougherty (già autore, qualche anno fa, della commedia horror Krampus – Natale non è sempre Natale) sembra volersi rifare, sottovalutando pesantemente l’assuefazione verso un certo tipo di effettistica sviluppatasi nel pubblico nel corso degli ultimi vent’anni.

Un problema di scrittura

Perché, al netto di uno spettacolo visivo di indubbia grandeur, quello che resta a fine visione è un profondo senso di incompiutezza, amplificata da una coralità che, piuttosto che ampliare o approfondire l’intreccio, lo frammenta inutilmente. Il poco spazio dedicato ai singoli personaggi ne rende infatti inintelleggibili la maggior parte delle scelte. Seguiamo quindi questi idealtipi bidimensionali – il padre di famiglia prima assente e poi angosciato per le sorti della figlia, lo scienziato ha già capito tutto in anticipo e la ragazzina (Millie Bobby Brown, la Undici di Stranger Things) vista come unico baluardo di innocenza – spostarsi da un luogo all’altro su elicotteri che sembrano dotati di teletrasporto, spiegando di continuo cosa hanno intenzione di fare di lì alla scena successiva.

Godzilla 2 - King of the Monsters - Millie Bobby Brown e Vera Farmiga (2)
Vera Farmiga e Millie Bobby Brown in una scena di Godzilla II – King of the Monsters

L’assenza di profondità

In mezzo a tutto ciò, poi, un sottotesto ecologista che definire esile è un eufemismo, un colpo al cerchio del #metoo, sebbene in ottica interspecie, rappresentato da un’enorme falena che, a un certo punto, arriva a salvare capra e cavoli e un villain dalle mire eugenetiche – pericolosamente simili a quelle di Thanos in Avengers – Infinity War – appena abbozzato e interpretato con scarsa convinzione dal boss di casa Lannister Charles Dance. In buona sostanza c’è, in questo Godzilla II – King of the Monsters, un ritorno a quel clima di pressappochismo misto a una totale assenza di profondità al quale eravamo convinti che un decennio di ottimi Marvel avessero messo fine una volta per tutte.

In conclusione

Certo, lo scontro finale tra Godzilla e il mostruoso kaijū a tre teste Ghidorha è obiettivamente qualcosa ma, sia ben chiaro, qui non è assolutamente la perizia tecnica nad essere messa in discussione. Semmai, andrebbe aperta una seria riflessione su quanto, nel 2019, tale possa essere un parametro ancora utile per una corretta valutazione di opere di questo tipo. Proprio perché Dougherty, a differenza del ben più autoriale Edwards, si affida quasi del tutto allo spettacolo, finendo con il costruire un meccanismo pesante e farraginoso molto vicino all’universo dei Transformers  e di Michael Bay, altro nome che, insieme al succitato Emmerich, torna alla mente più di una volta durante la visione.

Godzilla II – King of the Monsters, diretto da Michael Dougherty e interpretato da Millie Bobby Brown, Vera Farmiga, Kyle Chandler, Ken Watanabe e Sally Hawkins, sarà in sala da giovedì 30 maggio distribuito da Warner Bros Italia.

VOTO:

 

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui