Luis e gli alieni, recensione: cartoon tra scambi d’identità e suspence

Luis e gli alieni: recensione

Luis e gli alieni è un film d’animazione pieno d’ironia pur partendo da temi forti: un bambino di 12 anni viene trascurato dal padre, ma 3 buffi alieni giunti per caso sulla Terra troveranno un modo per aiutarlo a recuperare famiglia, scuola e amici.

Un dodicenne alla ricerca di amici e famiglia

Luis è un bambino di 12 anni timido e perennemente ignorato dal padre. La sua vita, da quando ha perso la mamma, è diventata in salita: il papà infatti è un aspirante ufologo che passa le giornate a dormire per poi stare alzato tutta la notte a guardare il cielo in attesa degli alieni. Purtroppo il bislacco genitore non si accorge di quanto suo figlio si trovi in difficoltà, così il preside della scuola ipotizza di levargli l’affidamento e di mandare Luis presso l’Istituto per bambini trascurati gestito dalla signorina Sadiker. Luis ovviamente vuole restare a tutti i costi a casa sua e solo l’arrivo inaspettato di 3 alieni mutaforma – i quali scendono sulla Terra per acquistare un materassino vibrante visto in una televendita – potrà permettergli di risolvere tutti i suoi problemi.

Registi a 360 gradi

Luis e gli alieni è un progetto nato dal soggetto, la sceneggiatura e la regia delle stesse due persone, ovvero i gemelli Wolfgang e Christoph Lauenstein. Secondo loro occuparsi contemporaneamente di questi tre aspetti è di vitale importanza “per poter ottenere qualcosa di stilisticamente consistente”. Come affermato dai diretti interessati, la loro idea è nata nel 2010 e si è sviluppata negli anni successivi con il desiderio di creare una commedia “travolgente e avventurosa, popolata da personaggi divertenti e memorabili”. Tali elementi in effetti sono presenti con successo nel film d’animazione, che riesce a divertire e a commuovere tutta la famiglia.

Luis e gli alieni: Luis finisce nel secchio ma reagisce con disonvoltura davanti alla bella Jennifer
Luis finisce nel secchio ma reagisce con disinvoltura davanti alla bella Jennifer

Scambi d’identità

Lo scambio d’identità è un ingrediente fondamentale del cartoon. I gemelli Lauenstrein l’hanno voluto poiché, essendo per natura perfettamente identici, da piccoli si divertivano ad essere confusi l’uno con l’altro. L’espediente, già introdotto in lavori precedenti (tra i quali spicca Balance, il corto del 1989 che è valso loro un Oscar), è sembrato comico al punto giusto e dotato di un ottimo potenziale: se i 3 alieni possono assumere le sembianze di chiunque, allora tutto è possibile! Sulla stessa lunghezza d’onda anche il co-sceneggiatore e co-regista Sean McCormack, il quale ha dichiarato che Luis e gli alieni dovrebbe divertire, far scendere qualche lacrima e regalare un po’ di buonumore. La sensazione è che il prodotto finale abbia tutte le carte in regola per farlo, seppur considerando i budget ridotti di cui godono i film d’animazione europea. Per una volta, quindi, le idee sembrano aver vinto sulla mera moneta.

Bullismo, responsabilità, rapporto padre-figlio

L’aspetto forse più positivo del film è la presenza di elementi impegnati quali i temi del bullismo, del rapporto genitore-figlio e dell’amicizia interpretati però in chiave leggera e ironica. Luis viene deriso e bullizzato dai suoi compagni (in una scena viene infilato addirittura nel secchio della spazzatura), ha un padre distratto che non si occupa minimamente di lui, non ha amici. Lo scenario potrebbe sembrare molto triste, eppure il taglio che viene dato ai fatti impedisce a Luis e gli alieni di cadere nel dramma. In fondo Luis è troppo buono e ottimista per arrabbiarsi con gli altri, come del resto lo spettatore non può prendersela con un padre così profondamente sognatore. Infine, nel campo delle amicizie, intervengono presto i 3 buffi alieni Mog, Nag e Wabo a risollevare la situazione. Chiunque abbia amato i Minions della Illumination Entertainment amerà anche loro. Profondamente.

Luis e gli alieni, distribuito da Koch Media, arriva nelle sale italiane l’11 luglio 2018.

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