Lontano da qui, recensione: Maggie Gyllenhaal e il talento sprecato

Lontano da qui

Lontano da qui, film vincitore dell’ultima edizione del Sundance Film Festival, diretto da Sara Colangelo, racconta il delicato rapporto tra un’educatrice e un piccolo prodigio della poesia. Un affresco sull’importanza del talento in un mondo oscurato dall’indifferenza, con una grandiosa Maggie Gyllenhaal.

Un raffinato remake

Lontano da qui, film diretto da Sara Colangelo, remake dell’israeliano The Kindergarten Teacher, racconta la storia della maestra d’asilo Lisa Spinelli, grande appassionata di poesia e alla continua ricerca di quel talento artistico di cui non è particolarmente dotata. La sua vita si apre a una nuova visione quando riconosce in Jimmy, uno dei suoi piccoli alunni, un precoce talento poetico, che cerca di proteggere e coltivare spingendosi oltre il suo ruolo di educatrice.

L’importanza del risveglio della mente umana

Vincitore del premio alla regia all’ultima edizione del Sundance Film Festival, Lontano da qui è il nuovo lungometraggio della Colangelo, italiana trapiantata in America, che dopo Little Accidents, decide di portare sul grande schermo il rifacimento del film israeliano diretto da Nadav Lapid, ambientandolo negli Stati Uniti e proponendo un punto di vista femminile intimo e conflittuale. Una prospettiva delicata e affascinante sulla voglia di tornare a scoprire la bellezza, la poesia e l’arte, in un mondo indifferente e catatonico, lobotomizzato da smartphone, videogames e social network, in cui non si apprezza e riconosce più il vero talento ma lo si nasconde e trascura facendogli perdere valore.

Lontano da qui - Maggie Gyllenhaal è Lisa Spinelli
Lontano da qui – Maggie Gyllenhaal è Lisa Spinelli

Una lotta contro l’indifferenza

Lisa cerca quotidianamente di combattere contro la superficialità e l’impassibilità umana, ingabbiata in costrutti sociali degradanti e avvilenti, prova a farlo con la sua famiglia, che non la comprende e che non accetta la sua trasformazione dovuta al corso di poesia, che la donna frequenta con assiduità e trasporto. I suoi figli sembrano svogliati, e non riescono a recepire la passione per la conoscenza e la voglia di migliorarsi che la madre vuole trasmettere loro. Lisa vede dunque una luce abbagliante in Jimmy, unica fonte di creatività e lirismo, in un ambiente asettico, vuoto e inconsistente che la soffoca e che le rammenta di essere una mera scintilla mai accesa.

Uno stile educativo differente

Lontano da qui, riflette sull’importanza dell’apprendimento libero, libero dagli schemi, dalle regole e da programmi scolastici a volte troppo rigidi e troppo poco stimolanti, su un tipo di educazione volta a sviluppare la vera essenza dei piccoli allievi, solleticandone la giusta dose di curiosità e d’interesse verso le cose tangibili e trascendentali del mondo. Lisa tenta di portare fuori dalle quattro mura claustrofobiche dell’asilo la mente brillante di Jimmy, spronandolo a riscontrare nell’armonia e nella grazia della natura la vera ispirazione per il suo innato animo artistico, senza sporcare la sua purezza con il “sudiciume” della fredda insensibilità della società in cui sono costretti a vivere.

Lontano da qui - Maggie Gyllenhaal e il piccolo Parker Sevak in una scena
Lontano da qui – Maggie Gyllenhaal e il piccolo Parker Sevak in una scena

Una grande Maggie Gyllenhaal per una storia che non decolla

Nonostante l’impeccabile interpretazione di una Maggie Gyllenhaal in stato di grazia, e della profonda intesa tra quest’ultima e il prodigioso esordiente Parker Sevak, la storia non si apre mai veramente e tende a rimanere chiusa in se stessa. Parte da un’ottima premessa (e da una promessa) di colpire un preciso obiettivo, che in realtà non raggiunge mai, rimanendo costantemente con il colpo in canna, finendo per offrire una trama che non si decide a decollare e che muore attorno a un’idea che non riesce a concretizzarsi fino in fondo.

Lontano da qui è un film diretto da Sara Colangelo, con Maggie Gyllenhaal, Parker Sevak, Gael Garcia Bernal, Rosa Salazar, Michael Chernus, Anna Baryshnikov e Daisy Tahan, al cinema dal 13 dicembre, distribuito da Officine Ubu.

Voto

 

 

 

 

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