La nostra recensione de L’estate di Cléo, una storia semplice ma commovente che mostra l’amore assoluto dei bambini attraverso gli occhi di una piccola indimenticabile protagonista
Ama Gloria
Cléo (Louise Mauroy-Panzani) ha sei anni e trascorre le giornate con la tata Gloria (Ilça Moreno Zego), una signora capoverdiana arrivata in Francia per lavorare. La mamma della bambina non c’è, il padre Arnaud (Arnaud Rebotini) è spesso assente per lavoro e tra Cléo e Gloria il rapporto è simbiotico. Quando la donna è costretta a tornare a casa per occuparsi dei figli, Cléo le fa promettere che si rivedranno presto.
L’estate successiva, così, la bambina vola a Capo Verde con il permesso del padre, ospite di Gloria e dei suoi figli Fernanda (Abnara Gomes Varela), ventenne sul punto di partorire, e César (Fredy Gomes Tavares), adolescente furioso con la madre per averli lasciati da piccoli. Presto per Cléo la gioia di riabbracciare Gloria si trasforma nel dolore per doverla condividere con altri e la sua estate diventa un complicato ma inevitabile percorso di crescita.

Cléo, un’espressivita rara
Nel primo quarto d’ora de L’estate di Clèo (Ama Gloria nel titolo originale) non succede nulla che si allontani dalla semplice quotidianità: lo spettatore ha tutto il tempo per osservare l’infinità dolcezza che caratterizza il rapporto tra la piccola Cléo e la sua tata Gloria. Così sembra di sentire ancora più vicino e vibrante il dolore che la notizia della sua improvvisa e irrevocabile partenza provoca nella bimba.
Il suo cuore in qualche modo si spezza e questa sofferenza dilaga dagli occhi della splendida Louise Mauroy-Panzani, dotati di un’espressività rara che non può lasciare indifferenti. “Per me è strano, ho solo ricordi con te” dirà la piccola alla sua cara Gloria: impossibile aggiungere altro ad una simile dichiarazione d’amore.

Una pellicola che trasuda emotività
La regia di Marie Amachoukeli-Barsacq è materna più che femminile e asseconda con naturalezza l’emotività che permea la pellicola in ogni suo fotogramma. Il punto di vista di Cléo viene rappresentato talvolta da una sorta di pittorica animazione: ampie pennellate ricostruiscono alcuni ricordi, sogni e speranze, facendo al tempo stesso da anello di congiunzione col presente. La semplicità della vita a Capo Verde contribuisce a regalare attimi di poesia da condividere tutti insieme: il mare cristallino, i bambini che corrono in strada, l’entusiasmo collettivo nell’attendere i pescatori di ritorno dal mare per poter mangiare qualcosa direttamente in spiaggia.
Legame empatico fuori dal comune
Sono tutte queste sfumature, rappresentate con rispetto dando più spazio alle immagini che non alle parole, a rendere L’estate di Clèo un film semplice ma commovente, con un grande cuore. Su ogni considerazione svetta tuttavia incontrastata l’espressività della piccola Louise Mauroy-Panzani. Il cinema ha abituato il pubblico a ottime performance anche da parte dei suoi più giovani protagonisti, ma stavolta si va persino oltre. Gli occhi della piccola Louise incantano e sanno trascendere dalla pellicola, creando un legame empatico fuori dal comune. Si vorrebbe fare di più per lei e dispiace doversi arrendere a ciò che Gloria, in modo dolce ma realistico, le dovrà prospettare: “Salutarsi ed essere felici”.
| TITOLO | L’estate di Cléo |
| REGIA | Marie Amachoukeli-Barsacq |
| ATTORI | Louise Mauroy-Panzani, Ilça Moreno Zego, Abnara Gomes Varela, Fredy Gomes Tavares, Arnaud Rebotini, Domingos Borges Almeida |
| USCITA | 21 marzo 2024 |
| DISTRIBUZIONE | I Wonder Pictures |
4 stelle
























