La nostra recensione de La promessa – Il prezzo del potere, monocorde political drama di Thomas Kruithof, con Isabelle Huppert nel ruolo di una determinata politica, presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 78
La politica è arte della dissimulazione. In questo non è poi così distante dal cinema. I politici, infondo, sono attori di uno spettacolo costantemente in scena nelle aule del potere e sui palchi dei comizi. La sceneggiatura che devono seguire è scritta dal loro entourage o dai vertici del partito di riferimento. Il loro obiettivo, come quella di ogni personaggio pubblico, è quello di creare un’efficace immagine di sé che li renda, nel loro caso, allo stesso tempo, in grado di accalappiare quanti più elettori possibile ed efficaci attanti del gioco istituzionale. Cosa si nasconde dietro a questa maschera? Ne La promessa – Il prezzo del potere, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2021, il regista Thomas Kruithof ambisce a strappare il velo della convenienza che avvolge un’intera classe politica, per svelare la vera natura di queste donne e uomini. E, con loro, gli ingranaggi della macchina istituzionale.

I volti della politica
Clémence (Isabelle Huppert) è alla fine del suo secondo mandato da sindaca di una città nei dintorni di Parigi. È decisa a non ricandidarsi e lasciare il suo posto alla sua protetta Naidra (Naidra Ayadi). C’è ancora una promessa che Clémence deve rispettare prima di abbandonare la sua carica, quella rivolta alle centinaia di famiglie che abitano il fatiscente complesso de Les Bernardines in problematiche condizioni. Il suo obiettivo, dunque, è far approvare dallo Stato un ingente piano di aiuti per risanare il complesso. Quando dall’Eliseo le viene offerto un ministero, l’integrità morale e politica di Clémence viene messa in crisi. Affiancata dal suo collaboratore e amico Yazid (Reda Kateb), la donna dovrà trovare un modo per mantenere le sue promesse.

Una questione di credibilità
Clémence ha fatto una promessa e di fronte a lei ha due strade. Non tenere fede alla parola data e immergersi in una nuova avventura politica, che potrebbe essere vista come un salto di qualità nella sua carriera, oppure infrangere un’altra promessa, questa volta stretta con la direzione del suo partito, ricandidarsi e continuare a lottare per Les Bernardines. La promessa si propone di mettere in scena la crisi vissuta dalla protagonista, una donna che è riuscita a districarsi con successo in un modo prepotentemente patriarcale come quello della politica, e ha fondato la sua credibilità sulla sua trasparenza. Clémence è l’incarnazione di una politica vicina alle necessità dei suoi cittadini, con cui persegue un dialogo costante, e a cui, di rimando, i corridoi dell’Eliseo, campo di gioco di macchinazioni politiche estranee alla costante partecipazione popolare, stanno stretti. E se proprio lei fosse in grado di portare uno scossone in quelle aule dove si giocano le sorti della Francia?

Promesse disattese
Se sulla carta il conflitto vissuto da Clémence appare materiale narrativo decisamente avvincente, la sceneggiatura abbastanza piatta del film non osa mai al punto da diventare critica pungente del mondo che racconta. Gli stessi dialoghi, ottimamente congegnati e assolutamente credibili nel loro essere scambi di donne e uomini che masticano quotidianamente la politica, restano fini a se stessi e non aiutano ad empatizzare con i personaggi. Fortunatamente il carisma di Isabelle Huppert, affiancata da un ottimo Reda Kateb con cui condivide i momenti più profondi e coinvolgenti della pellicola, dinamizza una narrazione piuttosto monocorde. In La promessa – Il prezzo del potere non c’è satira né denuncia, il mordente è latente, i personaggi si muovono come pedine di una scacchiera senza mai sbrogliarsi di dosso una rigidità che mina all’efficacia del prodotto. Un’occasione sprecata. Una promessa disattesa.
La promessa – Il prezzo del potere. Regia di Thomas Kruithof. Con Isabelle Huppert, Reda Kateb, Naidra Ayadi, Jean-Paul Bordes, Laurent Poitrenaux, Hervé Pierre, Soufiane Guerrab, Walid Afkir, Stefan Crepon, Anne Loiret e Youssouf Wague. Al cinema dal 10 marzo, distribuito da Notorious Picutures.
2 stelle e mezza

























