Roma FF13, Jellyfish, recensione: Sarah, tra drammi personali e l’amore per il teatro

Jellyfish recensione

Jellyfish racconta la storia di Sarah, una ragazza sola che fa di tutto per mantenere in piedi la sua famiglia: opera prima di James Gardner, arriva alle coscienze dello spettatore.

Sarah tra dramma e commedia

Sarah Taylor (Liv Hill) è un’adolescente con una famiglia disastrata: la madre è bipolare e passa la maggior parte delle sue giornate a letto, i suoi due fratellini sono piccoli e bisognosi di attenzioni. Inevitabilmente, tocca a lei mantenere la casa. Lavorare in una sala giochi dopo la scuola non è sufficiente, così deve arrotondare con degli squallidi ‘servizietti’ sessuali che svolge nel retro della stessa sala giochi. Nonostante il suo umore sempre nero, c’è un professore che vede del potenziale in lei: potrebbe creare un numero comico per il saggio di fine anno. Sarah, dopo l’iniziale scetticismo, comincia a scrivere le battute sul quadernino che le ha dato l’insegnante. Quei momenti le regalano le uniche gioie delle sue giornate, ma la vita purtroppo è pronta a presentarle un conto ancora più salato.

Una protagonista intensa

Jellyfish può contare su una protagonista davvero intensa, destinata a colpire nel segno. Nel bene o nel male, è impossibile restare indifferenti di fronte al susseguirsi degli eventi che caratterizzano la sua vita. Sarah, magistralmente interpretata dalla giovane Liv Hill, è l’adolescente che fa male vedere. Non ha amici, non può contare sull’appoggio di sua madre, deve badare a due bambini piccoli, viene giudicata dagli altri e rincorsa dai servizi sociali. Lei però non è disposta a lasciare tutti e tutto solo per stare meglio. Vuole restare, cercando di farsi in quattro pur di mantenere in piedi la sua disastrosa famiglia. Commovente il rapporto con il suo insegnante. Seppure i due non si scambino complimenti né gesti d’affetto per tutto l’arco della pellicola, la stima è tangibile: Sarah trova finalmente un sostegno visto che è lui l’unico a guardarla in profondità, andando oltre alle apparenze.

Jellyfish: il regista James Gardner e lo sceneggiatore Simon Lord alla Festa del Cinema di Roma 2018
Il regista James Gardner e lo sceneggiatore Simon Lord alla Festa del Cinema di Roma 2018

Margate

Oltre a dei personaggi, Jellyfish propone un luogo: Margate. Questa cittadina marittima, situata nella contea del Kent, in Inghilterra, è il classico paesino di mare pieno di abitudini, facce sempre uguali e rapporti interpersonali fatti di giudizi e pre-giudizi. La vita di Sarah è complicata anche da queste dinamiche così provinciali e superficiali. La gente preferisce additarla piuttosto che capirla. La vita l’ha indurita e lei è dovuta diventare grande più in fretta. Ciò la rende diversa dai ragazzi della sua età e molto meno spensierata. Alle accuse degli altri risponde a tono, con sfrontatezza e maleducazione. Il suo linguaggio è sboccato e irrispettoso. L’armatura che si è costruita la allontana dalla gente di Margate ma al tempo stesso la unisce a loro: Sarah vuole restare perché quella è la sua casa, la sua famiglia, le sue cose.

Successo alla Festa del Cinema di Roma 2018

Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2018 nella sezione autonoma e parallela Alice nella Città, Jellyfish si è aggiudicato la vittoria. In occasione della proiezione sono intervenuti il regista James Gardner e lo sceneggiatore Simon Lord, i quali hanno voluto indirizzare l’attenzione del pubblico verso i due elementi principali: la vita di Sarah e la cittadina nella quale vive. Il loro è un film inglese in senso stretto ed ha una narrazione asciutta che punta sui fatti. La kermesse ha premiato questi elementi e tutto ciò che la pellicola riesce a trasmettere. Seppur di nicchia, il film racconta una storia concreta, diretta e priva di costruzioni, che non mira a compiacere. A colpire è la forza di questa ragazzina, capace di cadere e di rialzarsi ma anche di reinventarsi con la commedia senza per questo voltare le spalle a ciò che è.

Jellyfish è un film drammatico del 2018 che ha esordito nelle sale inglesi il 20 aprile.

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