La nostra recensione di Jeanne Du Barry – La favorita del Re, film d’apertura di Cannes 2023 con il grande ritorno di Johnny Depp sul grande schermo accompagnato dalla regista e attrice Maïwenn
Dopo aver avuto l’onore di aprire la settantaseiesima edizione del Festival di Cannes a maggio (qui la conferenza stampa), arriva in sala l’attesissimo Jeanne Du Barry – La favorita del Re con il ritorno sul grande schermo di Johnny Depp. Cinema estremamente pop che privilegia la forma quello della regista e protagonista Maïwenn, peccato che oltre a quella ci sia in realtà ben poco.
Scandalo alla corte del re
Jeanne Vaubernier (Maïwenn), una giovane donna della classe operaia affamata di cultura e piacere, usa la sua intelligenza e il suo fascino per salire uno dopo l’altro i gradini della scala sociale. Diventa la favorita del re Luigi XV (Johnny Depp) che, ignaro del suo status di cortigiana, riacquista attraverso di lei il suo appetito per la vita. I due si innamorano perdutamente e contro ogni decoro ed etichetta Jeanne si trasferisce a Versailles, dove il suo arrivo scandalizza la corte di Francia, attirando l’attenzione del Duca di Richelieu (Pierre Richard) e del Conte du Barry (Melvil Poupaud).

La storia che si fa pop
Sembra quasi di rivedere la Maria Antonietta di Sofia Coppola, anno del Signore 2006. Non solo perché è la stessa regista ad averla citata tra le sue opere di riferimento, ma soprattutto perché di quel film sembra essere un logico e naturale proseguimento. ui non ci sono i Cure nella colonna sonora né le sneakers che fanno capolino da sotto il vestito, ma l’impressione che si ha è quella di n film comunque fortemente attualizzato e attuale, un’opera che gioca col contemporaneo influenzandolo e facendosi a sua volta influenzare da esso.
Maïwenn in Jeanne Du Barry lavora così con la Storia al maiuscolo e la storia al minuscolo, operando un processo di scarto e rielaborazione allo stesso tempo, con in più un’abbondante dose di ironia e un tono che lascia poco spazio al dramma tout court per abbracciare quella leggerezza tanto cara al film della Coppola. Certamente non un plagio quanto piuttosto un omaggio nello spirito e, in parte, anche nella struttura.

Gli attori giusti
Per poter portare a termine un’operazione simile c’è bisogno che tutti gli attori siano perfettamente in parte, e non solo: bisogna che sappiano gestire le variazioni di tono passando agevolmente dalla commedia brillante al dramma storico più intenso. Fortunatamente in Jeanne Du Barry sia Johnny Depp che la stessa Maïwenn recitano con ben più del semplice mestiere, senza considerare la performance dei comprimari da Poupaud (sempre più magnetico) a Richard.
Tutti fanno bene il loro, insomma, ma a spiccare è anche la regia tutt’altro che anonima della Maïwenn la quale, pur non inventandosi nulla né a livello di sguardo della macchina da presa e né di messa in scena, riesce comunque a tenere un ritmo sostenuto, a sfruttare con intelligenza le ampie scenografie di Versailles e la fotografia naturale con una luce piena e calda e a piazzare un paio di scene in cui dipingere con maggior cura l’ambiguità del personaggio di Luigi XV e dei suoi rapporti all’interno della corte.

Però forse è un po’ tutto qui
Ciò che manca a Jeanne Du Barry è quindi la profondità del racconto. L’impressione continua che si ha è quella di un film vacuo e talora pretenzioso, perché tutto il discorso che Maïwenn imbastisce sulla necessità femminile di trovare un posto nella società rompendo gli schemi viene ovattato e reso inefficace da una scrittura poco precisa e ficcante della stessa Jeanne e, soprattutto, degli uomini che le ruotano attorno. Non che la regista e attrice francese non provi a spostare il focus sul proprio punto di vista rispetto alla questione, ma i suoi personaggi non trovano mai quell’appiglio tematico o diegetico necessario che li faccia emergere.
In tutto questo Jeanne Du Barry scivola fugace e leggiadro tra tentativi di profondità che però non raggiungono né la verità dello zeitgeist storico e nè tantomeno di quello attuale, e tra affondi che fanno meno male di quanto avrebbe voluto o sperato. Forse tutta questa leggerezza non ha pagato fino in fondo, o forse (visto che in apertura abbiamo citato il film della Coppola) ci si dovrebbe ricordare che tra leggerezza e superficialità delle volte il confine è labilissimo e la capacità di non attraversarlo non è da tutti.
Jeanne Du Barry – La favorita del Re. Regia di Maïwenn con Maïwenn, Johnny Depp, Pierre Richard e Melvil Poupaud, in uscita nella sale domani 30 agosto distribuito da Notorious Pictures.
Due stelle e mezzo

























