Insidious: L’ultima chiave, recensione del quarto film della saga, il sequel del prequel!

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Insidious: L’ultima chiave è il quarto capitolo della terrificante saga horror creata da Leigh Whannell. Nel film l’orrore metafisico si mescola con quello reale, producendo un tutto sommato vedibile prequel con protagonista ancora una volta la parapsicologa Elise Rainier, interpretata da Lin Shaye.

Un demone dalle uova d’oro

Quando un brand cinematografico funziona e soprattutto riscuote il successo del pubblico, si cerca di spremerlo il più possibile, producendo sequel, prequel, remake, reboot, spin-off. Questa è una delle prime leggi di Hollywood. Non fa eccezione Insidious, saga horror creata dalla geniale mente di James Wan che, costato appena 1 milione e mezzo di dollari, nel 2011 incassò ben 97 milioni in tutto il mondo per la gioia dei produttori Jason Blum e Oren Peli, al primo vero film “standard” della loro Blumhouse, dopo i due mockumentary Paranormal Activity 1 e 2. Con cadenza più o meno biennale sono quindi arrivati altri tre capitoli: un sequel, un prequel, e questo Insidious: L’ultima chiave, che è contemporaneamente sia un sequel che un prequel, collocandosi temporalmente tra il terzo film (ma all’inizio anche prima) e il primo. Lo so, forse è un po’ complicato, quindi cerchiamo di spiegarlo meglio.

Elise contro il suo passato

Il film si apre nel 1953 raccontando l’adolescenza della medium Elise Rainier, nella sua casa accanto ad una prigione di stato, insieme al fratellino, al padre carceriere violento e alla madre succube. Elise sente le voci degli spiriti dei detenuti giustiziati e questo le provoca pesanti ritorsioni da parte del padre. Tornando ai giorni nostri, o meglio nel 2010 (quindi dopo le vicende del terzo film e prima di quelle del primo) l’anziana Elise (Lin Shaye) e i fidi assistenti Specs (Leigh Whannell) e Tucker (Angus Sampson) vengono chiamati per investigare su strane presenze di una casa nel New Mexico, proprio quella in cui la medium è cresciuta. Elise si troverà quindi a doversi confrontare con il suo passato e con il demone che alberga il quella casa, che lei aveva già avuto modo di “incontrare” in gioventù.

Lin Shaye in Insidious: L'ultima chiave
Lin Shaye è la medium Elise Rainier

Orrore sovrannaturale, ma anche reale

Per questo quarto film della saga cambia ancora una volta la regia, affidata ad Adam Robitel, alla sua seconda direzione dopo il mokumentary demoniaco The Taking of Deborah Logan. Al timone del terzo c’era il co-creatore della saga Leigh Whannell (interprete anche dell’impacciato assistente Specs), che ha comunque sceneggiato anche quest’ultimo. L’idea di base non è affatto male, con l’orrore sovrannaturale che si sovrappone a quello reale. Lo svolgimento invece un po’ si perde nella scelta di non approfondire fino in fondo l’orrore psicologico derivato da quello demoniaco, preferendo puntare sui classici jumpscare (comunque abbastanza funzionali e ben confezionati) e su ripetitivi meccanismi già visti nei precedenti film.

Non tutto è da buttare

Purtroppo la parte che funziona meno è proprio quella clou, culminante con l’ennesimo viaggio di Elise nell’altrove e l’utilizzo a supporto della giovane nipote (anch’essa dotata del “dono”). Il tutto lascia ipotizzare un potenziale spin-off della saga con protagonista la ragazza, così da empatizzare maggiormente con il pubblico più giovane, per un ricambio generazionale di cui la serie ha forse effettivo bisogno. Per carità, vogliamo bene a Lin Shaye, brava e convincente come sempre, ma dopo quattro film il suo personaggio ha ormai fatto il suo tempo. A proposito di attori non più giovani, partecipa anche Bruce Davison nei panni del problematico fratello minore di Elise. In ogni caso il giudizio su Insidious: L’ultima chiave non è del tutto negativo: c’è sicuramente tutta una fetta di pubblico, quello che va in sala per saltare dalla poltrona, che potrà comunque uscire dalla sala abbastanza soddisfatto.

Insidious: L’ultima chiave, diretto da Adam Robitel, con Lin Shaye, Leigh Whannell, Kirk Acevedo, Spencer Locke, Josh Stewart, Angus Sampson, Javier Botet e Bruce Davison, uscirà nelle sale il 18 gennaio 2017, distribuito da Warner Bros.

VOTO:

 

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