Il Vangelo secondo Mattei, la recensione: un riuscito piccolo film

Il Vangelo secondo Mattei

Il Vangelo secondo Mattei: un riuscito piccolo film che si finge docufiction pasoliniana per parlare in realtà di cinema e di sogni infranti. Con un grande Flavio Bucci e Ludovica Modugno

Ritorno a Matera

La storia è quella del regista cinquantenne Rizzo che torna in Basilicata, sua terra d’origine, in cerca di riscatto dopo una vita passata ai margini del cinema, tra progetti abortiti e velleità artistiche frustrate. L’idea è di girare un film d’inchiesta dal titolo Il Vangelo secondo Mattei che riveli alcune  verità scottanti sullo sfruttamento petrolifero della zona intrecciandole a passi della vita di Gesù. A interpretare quest’ultimo viene chiamato un anziano e scalcagnato attore, Franco Gravela (Flavio Bucci) quasi solo sulla scorta dell’aver lavorato come comparsa, cinquant’anni prima, ne Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini. Per Rizzo la scelta di girare un film su Pasolini a Matera è più legata all’idea di cavalcare l’onda del dissenso sulle estrazioni petrolifere che non a una reale convinzione ma, nonostante ciò, il tema scottante trattato dal film – ossia l’oro nero e il rapporto spesso malsano tra terra e politica – sembra dare fastidio a qualcuno.

Il Vangelo secondo Mattei - Antonio Andrisani e Flavio Bucci
Antonio Andrisani e Flavio Bucci in una scena del film

Il problema del “pasolinismo”

“Non è possibile che in ogni film girato al Sud ci sia sempre una scena ambientata durante una sagra di paese”. Lo dice il disilluso regista Alberto Rizzo al suo sodale Savino, proprio mentre assistono alla Festa della Bruna a Matera. Il fatto che i due ruoli siano interpretati da Antonio Andrisani e Pascal Zullino, registi di questo Il Vangelo secondo Mattei, rende poi l’intera scena ancor più squisitamente meta-cinematografica. Ma è tutto il film a camminare sulla linea sottile che separa realtà e finzione, recuperando le istanze di due delle opere più seminali di Pier Paolo Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo e Petrolio) per ibridarle in un’opera piccola – ma non per questo priva di ambizioni – che, intelligentemente, non ne scimmiotta né lo stile né tanto meno il linguaggio. Ed è proprio in questo, più che nell’ovvia denuncia di certa corruzione politica, che il film lavora meglio, ossia nell’implicita presa in giro di quel “pasolinismo” ormai da anni diventato una sorta di condicio sine qua non di chiunque voglia mascherare dietro una patina colta operazioni spesso prive di una vera e propria ragion d’essere.

Bucci
Flavio Bucci

Cinema e sogni infranti

L’analisi di una qualsiasi questione meridionale è del resto operazione ardua a prescindere, figuriamoci per un film che, sin dalle sue prime battute, lascia chiaramente intendere di non volersi prendere troppo sul serio. Andrisani e Zullino infatti fingono di girare una docu-fiction pasoliniana ma parlano di tutt’altro. Di cinema e di sogni infranti, innanzitutto. Quelli di un regista fallito, ma prima ancora quelli dell’anziano attore il cui apice artistico è rappresentato da una comparsata in Distretto di polizia e che spera di trovare un riscatto a una vita di delusioni facendo il protagonista in un film di denuncia. È in particolare con questo personaggio – magnificamente interpretato da un Flavio Bucci in equilibrio perfetto tra candore e amarezza – che lo spettatore è chiamato a immedesimarsi. Un Pinocchio (più che un Gesù) che, sebbene invecchiato, alle lusinghe del potere continua a preferire le promesse del Gatto e la Volpe.

Il Vangelo secondo Mattei, diretto da Antonio Andrisani e Pascal Zullino, con Flavio Bucci, Ludovica Modugno, Antonio Andrisani, Pascal Zullino, Antonio Stornaiolo è distribuito da Moovioole. Il film è in programmazione anche a Roma, mentre questi sono i trailer degli altri film al cinema questa settimana.

Voto

 

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