Il complicato mondo di Nathalie, recensione del film francese sulla crisi di mezza età

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Il complicato mondo di Nathalie diretto da David e Stéphane Foenkinos cerca di far riflettere su quanto sia importante affrontare le proprie difficoltà e non abbandonare gli altri, ma nel farlo esagera e diventa un film sopra le righe.

Un personaggio ambiguo

Il film Il complicato mondo di Nathalie dei fratelli David e Stéphane Foenkinos racconta la storia di una professoressa di lettere divorziata e madre amorevole alla soglia dei cinquant’anni che sta attraversando un periodo particolare e complicato della sua vita. Inizia a vedere tutti contro di lei: la figlia, la migliore amica, l’ex marito le sembrano distanti e incapaci di comprenderla. Nathalie (Karin Viard) inizia a fare i conti con se stessa e con gli altri per dare un senso al suo sentimente d’insoddisfazione, nostalgia e inadeguatezza di un mondo che sembra non appartenerle più. Nathalie soffre e a volte sfoga la sua frustrazione sulle persone che le sono vicine arrivando, involontariamente, a fare più male di quanto si sarebbe mai immaginata.

Difficile empatia

Nathalie è una donna che sta attraversando un momento difficile e, anche se si sente sola, le persone accanto a lei le sono vicine, le perdonano molte cose, non la abbandonano mai nel corso della storia, ma lei continua ad esagerare. Nathalie sembra soffrire delle gioie e dei successi altrui e sono sentimenti comprensibili in alcune fasi della vita, ma non quando si tratta di migliori amici o familiari. Non è chiaro perché la protagonista faccia di tutto per essere allontanata dagli altri che comunque per lei ci sono sempre. Nel corso del film il pubblico potrebbe iniziare a pensare che forse Nathalie dovrebbe stare da sola e scoprire cosa vuol dire realmente non avere nessuno accanto.

Il complicato mondo di Nathalie Karin Viard
Karin Viard in una scena del film Il complicato mondo di Nathalie di David e Stéphane Foenkinos

Un sarcasmo graffiante

Il complicato mondo di Nathalie è il ritratto ironico e sorprendente di una donna in piena crisi di mezz’età che se la prende con chiunque capiti sulla sua strada. Il suo sarcasmo e le sua battute pungenti fanno sorridere e lasciano senza fiato: riesce a dire ciò che chiunque vorrebbe poter dire al proprio peggior nemico, ma spesso il coraggio manca. Nathalie invece non si lascia fermare da nulla, è fin troppo sincera, se deve colpire qualcuno ferendolo lo fa, se deve distruggere una famiglia o mettere in ridicolo le persone non si fa troppi scrupoli.

L’altra parte del film

Il racconto acquista spessore per quanto riguarda le persone che sono vicine a Nathalie: sua figlia Mathilde (Dara Tombroff), la sua migliore amica Sophie (Anne Dorval) e l’uomo che frequenta Sébastien (Bruno Todeschini), la persona con cui forse Nathalie compie un errore più particolare degli altri. Queste persone costituiscono il, come dice il titolo, complicato mondo di Nathalie, un mondo che lei complica e che non riesce a comprendere. Obiettivamente sembra non mancarle nulla, eppure soffre e questa sensazione è universale: tutti prima o poi potrebbero sentirsi soli e isolati senza esserlo davvero. È difficile empatizzare con Nathalie pur capendo la sua situazione.

Il complicato mondo di Nathalie Dara Tombroff
Dara Tombroff in una scena del film Il complicato mondo di Nathalie di David e Stéphane Foenkinos

Un contorno essenziale

I personaggi secondari svolgono un ruolo di fondamentale importanza e sono loro a dare al film Il complicato mondo di Nathalie un messaggio importante: capire le persone è alla base di qualsiasi rapporto, se c’è comprensione ci può essere il perdono e qualsiasi legame può essere ricucito. Le persone attorno a Nathalie sono più forti di lei in questo momento, anche ognuno ha le proprie difficoltà ed è solo e unicamente grazie a loro che Nathalie può andare avanti e affrontare il periodo che sta vivendo. Nathalie forse deve riconoscere di non essere stata una moglie perfetta né tantomeno una madre perfetta, ma ha sempre tempo per rimediare.

Consapevolezza

Il complicato mondo di Nathalie, proprio per la condizione e per il tipo di protagonista su cui si concentra, a volte sembra sopra le righe, esagera, così come Nathalie. In un certo senso non dà alcuna importanza a cosa scateni queste reazioni nella protagonista. Lei non vuole farsi aiutare né crede di avere un problema: sono gli altri ad esserlo, ma, forse, dovrebbe solo rendersi conto e rischiare: essere felice con quello che ha, senza per forza dover ottenere tutto ciò che desidera. Ogni difficoltà può essere affrontata, soprattutto se si è circondati dalle persone che ha Nathalie.

Il complicato mondo di Nathalie Karin Viard e Bruno Todeschini
Bruno Todeschini (a sinistra) e Karin Viard (a destra) in una scena del film Il complicato mondo di Nathalie di David e Stéphane Foenkinos

Contrasti in linea

Il film Il complicato mondo di Nathalie ha una fotografia che ritrae perfettamente, non lo stato d’animo di Nathalie, ma ciò che lei non riesce a vedere nel suo mondo. Le luci sono a tinte calde e intense, piene di colori sgargianti e luminosi; solo la sua casa, l’interno, è più cupo e scuro, come forse si sente lei dovunque sia. Anche il personaggio di Nathalie, il suo modo di curarsi e apparire (compresi gli abiti che indossa) sono in netto contrasto con la confusione e l’oscurità che ha dento di sé… e paradossalmente quando si lascia andare e all’esterno tutto è in disordine, interiormente può cercare di prendere una direzione.

Il complicato mondo di Nathalie, scritto e diretto da David e Stéphane Foenkinos con Karin Viard, Dara Tombroff, Anne Dorval, Thibault de Montalembert, Bruno Todeschini, Marie-Julie Baup, Corentin Fila, Anaïs Demoustier, uscirà nei cinema giovedì 11 ottobre distribuito da Officine Ubu.

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