Gemini Man, recensione: spettacolare il 3D+ ma c’è poco altro da vedere

Gemini Man, recensione

Gemini Man, con Will Smith come doppio protagonista a Ang Lee alla regia, mette in campo una tecnica di 3D+ eccezionale: peccato però che trama e dialogo risultino banali.

Scontro contro se stessi

Henry Brogan (Will Smith) lavora per i servizi segreti in qualità di sicario. Il suo talento è straordinario: non a caso viene considerato all’unanimità il numero 1 in circolazione. Quando però l’agente, giunto alla soglia dei 51 anni e con molte esecuzioni che gravano sulla sua coscienza, decide di lasciare la Defense Intelligence Agency (DIA), gli equilibri sono destinati a saltare. I suoi superiori (interpretati da Linda Emond e Clive Owen) non si fidano più del suo silenzio e vogliono eliminare quella che potrebbe rappresentare una grave minaccia per loro e per il potere che esercitano. Così, decidono di mettergli alle costole degli agenti (tra cui la giovane e pragmatica Mary Elizabeth Winstead), fino a ricorrere al più letale di loro. Quest’ultimo sembra imbattibile e, come se non bastasse, assomiglia incredibilmente all’ex agente Brogan…

Un senso di ‘già visto’

La regia di Ang Lee va necessariamente giudicata sotto due diversi punti di vista. Il primo è sicuramente quello narrativo, poco ricco e certamente non stimolante. Il senso di ‘già visto’ rappresenta il maggior difetto di Gemini Man: il tema della clonazione, dell’eroe accusato improvvisamente di tradimento, i doppigiochi dei servizi segreti e i duelli corpo a corpo con l’avversario più temibile di sempre non aggiungono nulla al panorama cinematografico. Semmai, si tratta di elementi cui il pubblico è abituato e che difficilmente ne scalfiranno la coscienza. E pensare che il progetto è in cantiere da oltre 20 anni, visto che l’idea risale addirittura alla fine degli anni ’90. Moltissime le sceneggiature scartate prima di arrivare a quella definitiva, eppure le riscritture non hanno restituito un prodotto sufficientemente valido e accattivante.

Gemini Man: Will Smith, Mary Elizabeth Winstead e Benedict Wong in una scena del film
Will Smith, Mary Elizabeth Winstead e Benedict Wong in una scena del film

Direttamente nella scena

Tutta un’altra storia se si considera l’aspetto tecnologico e visivo del film. Il cineasta ha pensato Gemini Man “in prospettiva”. Letteralmente. La pellicola è stata girata in HFR 3D+ a 120 frame al secondo, una tecnica eccezionale e a dir poco realistica possibile solamente grazie alla collaborazione con la Weta Digital. Ottimo anche il contributo di Douglas Trumbull, un vero guru degli effetti speciali (due Oscar all’attivo, ha lavorato a Incontri ravvicinati del terzo tipo, Star Trek e Blade Runner). Non sono apprezzabili solamente gli inseguimenti: un’esplosione sembra far arrivare schegge di vetro sul pubblico e un semplice dialogo ambientato vicino ad un lago mostra un paesaggio profondo e affascinante. La carta del realismo gioca contro il risultato finale solamente quando ci si sofferma sui primi piani di Junior, nei quali il viso ringiovanito di Will Smith viene percepito più posticcio rispetto al resto del film.

Cast di livello

Nel complesso Gemini Man si dimostra un film mediocre, da vedere al cinema per godersi quantomeno l’eccezionale resa grafica data dalle nuove tecnologie. Per il resto c’è solo il solito Will Smith (qui addirittura ‘sdoppiato’) a catalizzare l’attenzione, tuttavia senza generare eccessivo entusiasmo. Mary Elizabeth Winstead e Benedict Wong rappresentano due buone spalle ma Clive Owen è un cattivo troppo banale e monodimensionale per risultare davvero temibile. Tutto il resto è un inseguimento continuo, in cui si alternano scene più adrenaliniche di altre. Considerando investimenti pari a diverse decine di migliaia di dollari, probabilmente ci si sarebbe dovuti soffermare maggiormente su quei dettagli che, a conti fatti, sono necessari per permettere ad un film di essere davvero significativo. Insomma, tutto ‘troppo poco’ per lasciare il segno.

Gemini Man arriva nelle sale italiane il 10 ottobre distribuito da distribuito da 20th Century Fox.

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