A Roma, presso Cherubini strumenti musicali, un’installazione basata sul concept dell’EP Sensibile dei Frenesya con featuring con Mazzariello, Asteria e molti altri
Sabato 21 dicembre verrà allestita a Roma, presso Cherubini strumenti musicali, un’installazione basata sul concept dell’EP Sensibile dei Frenesya, uno spazio di incontro dove i passanti potranno fermarsi e vivere un’esperienza immersiva. Seduti su una poltrona e dotati di cuffie fornite dal team degli artisti, gli invitati potranno immergersi in un ascolto musicale, accompagnati da un elemento tangibile che rappresenta concretamente il senso a cui il brano si collega. Il duo ci ha parlato del loro progetto.
Come è nata l’idea dell’installazione immersiva per l’EP e quale messaggio volete trasmettere con questa esperienza ai partecipanti?
Questo EP si basa su un concept incentrato sui sensi, ogni canzone pone il focus su ciascuno di essi, raccontando esperienze di vita quotidiana con un punto di vista specifico in base al senso in questione. Una volta nata la musica, ci è sempre piaciuto spaziare negli altri campi della creatività, per dare un’immagine completa a ciò che scriviamo. Quindi l’installazione nasce proprio con l’idea di creare un momento di incontro ed interazione con il pubblico, regalandogli alcuni istanti in cui poter staccare da tutto e potersi immergere totalmente nella musica.
Qual è il significato dei sei oggetti associati ai sensi e come questi contribuiscono all’esperienza di ascolto delle tracce?
Non vogliamo anticipare troppo, quindi non sveleremo quali sono gli oggetti che si troveranno sul posto associati ad ogni canzone. Però sostanzialmente ciascun partecipante si dovrà sedere su una poltrona e si troverà davanti 6 oggetti, ciascuno dei quali ricondurrà ad una canzone specifica e quindi ad un senso. Bisognerà sceglierne uno, e così avrà inizio l’ascolto del brano con delle cuffie da noi fornite, durante il quale si potrà interagire con l’oggetto che stimolerà quel senso, così da vivere un ascolto del brano attivo ed interattivo.
In che modo il tema della sinestesia e dell’immersione sensoriale si collega al concept dell’EP?
L’EP è tutto basato su questa metafora dei sensi e pone il focus sulle sensazioni. L’installazione nasce quindi da un desiderio di fermarci insieme ad altre persone, per viverci e far vivere a chi sarà presente un’esperienza sinestetica ed immersiva nelle proprie sensazioni. Vogliamo che le persone si permettano di trovare il tempo di risvegliare le proprie emozioni, e quindi sedersi, ascoltare della musica interagendo con gli oggetti ed abbandonarsi a loro stessi.
Quale ruolo hanno avuto le collaborazioni con artisti come Mazzariello, Cura, Lost
Kids, Crytical e Asteria nel plasmare il progetto?
A proposito di dialogo, le collaborazioni hanno rappresentato la messa in atto di questi
concetti alla base dell’EP. Aprirci allo scambio di idee con loro è stato incredibilmente stimolante e siamo grati di quello che siamo riusciti a tirare fuori da ciò. Anche perché non
avevamo mai collaborato con altri artisti, quindi è stata un’esperienza del tutto nuova per noi
che ci ha lasciato tanto.
In che modo l’EP vuole rispondere alla frenesia della vita moderna e valorizzare l’importanza delle emozioni e dell’empatia?
Parlare dei sensi in questo progetto, per noi rappresenta una metafora che ci ha dato la possibilità di comunicare un messaggio che abbiamo a cuore. Il volersi riconnettere con le
proprie sensazioni, il non vivere passivamente perché troppo distratti da una vita
costantemente frenetica. Ci sentiamo tutti appiattiti dai mille impegni e pensieri che ci perseguitano quotidianamente. Noi vogliamo invitare il pubblico a fermarsi. Sogniamo di
reimparare ad ascoltarci reciprocamente e a ritrovare un dialogo con noi stessi e con gli altri.
Progetti futuri?
Stiamo suonando molto live, quindi l’idea è di continuare a farlo, portando in giro l’EP. Ma
soprattutto siamo tornati a scrivere, infatti dall’anno nuovo ci saranno novità che ancora non
possiamo dire.

























