Fairytale Una fiaba, conferenza con Aleksandr Sokurov: l’arte come baluardo di libertà

Fairytale Una fiaba - Aleksandr Sokurov in conferenza stampa
Fairytale Una fiaba - Aleksandr Sokurov in conferenza stampa

La conferenza di Fairytale Una fiaba con il regista Aleksandr Sokurov: tra censura, totalitarismi mai davvero scomparsi e un futuro tutt’altro che incoraggiante l’arte (e quindi il cinema) resta un’ancora di salvezza

A Roma si è tenuta la conferenza stampa di Fairytale Una fiaba, nuovo film del maestro russo Aleksandr Sokurov (Arca Russa, Faust) già presentato al Festival di Locarno e a Torino.

“Non mi interessava raccontare Hitler, Mussolini, Stalin, Churchill o Napoleone come politici. Mi interessava il loro lato umano, il loro carattere. Carattere, carattere, carattere, sull’onda dell’insegnamento di Shakespeare. Per realizzare questo film abbiamo visionato materiale proveniente da tutti gli archivi del mondo, in più di dieci lingue diverse, perché volevo che fosse come un mosaico. Ho selezionato insieme al mio montatore tutte le espressioni facciali più adatte alle battute che l’attore avrebbe poi recitato, in modo tale da essere il più realistico possibile. Come ho detto questo film è come un enorme mosaico, un’opera in cui i personaggi fossero pezzi di un insieme più grande di loro.”

All’inizio del film compare la scritta “In questo film non sono presenti effetti con l’uso di deep fake o intelligenza artificiale.” Cosa significa questa espressione con cui apre il film, che cos’è quindi che non troveremo nel film?

Innanzitutto grazie per aver posto l’accento su questa questione. Se fosse stato possibile usare effetti di deep fake sarebbe stato facile, però purtroppo nel mondo non ci sono attori capaci di recitare a quel livello o vivere la vita che hanno vissuto i protagonisti. Per trasmettere sullo schermo quello che i personaggi hanno vissuto un attore avrebbe dovuto avere vissuto quelle esperienze nella propria vita, il che sarebbe stato impossibile. Da tutta la mia vita lavoro al servizio del cinema, e da quando ho diciassette anni mi interesso a questi personaggi, alla loro natura, alla loro indole e alla loro umanità. Siamo riusciti a intrappolare le emozioni, gli stati d’animo dei personaggi nei rari momenti in cui sono stati filmati e messi su pellicola e da lì abbiamo cercato di interpretare le sfumature, gli attimi che quelle espressioni ci regalavano.

Quanto è stato filmato e se è stato filmato qualcosa per il film oppure è stato tutto un lavoro di ricerca grafica?

Ci sono stati grafici e pittori, in gran parte italiani, che hanno disegnato su carta prima e poi al computer tutta una serie di fondali ispirati a vari artisti europei dal medioevo fino all’arte contemporanea. Alcune cose, come il bosco che si vede ad un certo punto nel film, sono state realizzate dalla mia squadra di collaboratori ma in tutto il resto c’è la mano di tanti artisti straordinari. In questo Fairytale Una fiaba ho voluto immergere questi personaggi in un ambiente che, in qualche modo, potesse ricordare allo spettatore le rovine e le basi della cultura allo stesso tempo. Quello in cui Hitler, Mussolini, Stalin, Churchill e Napoleone si ritrovano è sì una sorta di purgatorio, ma anche un mondo molto simile al nostro, sia nell’aspetto che nelle basi umanistiche sul quale è stato creato. Io non sono né giudice e né procuratore, ma non sono neanche difensore. Io sono una persona che ha la responsabilità di osservare la realtà attorno a sé e di provare a raccontarla, perché in qualche modo tutti abbiamo la responsabilità di ciò che facciamo. Se persone come Mussolini, Hitler o Stalin sono saliti al potere la colpa è stata anche nostra per averglielo permesso. Possiamo far fucilare un dittatore o impiccarlo, ma cosa facciamo con le milioni di persone che lo hanno permesso?

Fairytale Una fiaba - il regista Aleksandr Sokurov in conferenza stampa
Fairytale Una fiaba – il regista Aleksandr Sokurov in conferenza stampa

Lei che ha sempre difeso e valorizzato il valore della cultura, come vede questo momento in Russia in cui la cultura sembra essere stata vilipesa?

È un momento molto difficile questo, senza dubbio, ma è altrettanto difficile immaginare quello che ci aspetta. Ma più che preoccuparmi per me mi preoccupo per i tanti registi giovani del mio paese il cui futuro è tutt’altro che roseo. La situazione politica nel mio paese è molto pesante, può darsi che io esageri, ma è una stima personale la mia.

La sua scuola di cinema che ha avviato a San Pietroburgo diversi anni fa è ancora in piedi? Come sta andando?

Ho da poco concluso un corso all’università di cinema e tv di San Pietroburgo con i saggi di diploma di 17 studenti. Considerando che alcuni possono venire mandati in guerra a combattere da un momento all’altro, non so cosa possano aspettarsi. Il futuro per i giovani in Russia è più che buio, è necessario evitare che un’intera generazione venga privata della possibilità di realizzarsi e far sì che invece possa esprimersi attraverso la propria voce. La censura in Russia è un’arma fredda contro i giovani, e questo è molto triste. Il cinema è un’arte che richiede molti investimenti finanziari e la partecipazione di tante persone, e questo è un qualcosa che dobbiamo assicurare ai nostri giovani perché continuino a poter fare film. Questo però accade anche in altri paesi, non solo in  Russia. Ache in Italia la situazione non è così rosea e invece dovete far sì che i vostri giovani registi possano avere i soldi e le possibilità di continuare a creare film, perché il cinema italiano va difeso strenuamente. Dobbiamo essere orgogliosi, tutti noi, del cinema italiano e di ciò che ha regalato alla cultura di tutto il mondo.

Fairytale Una fiaba - Aleksandr Sokurov (foto Academy Two)
Fairytale Una fiaba – Aleksandr Sokurov (foto Academy Two)

Durante Fairytale Una fiaba si sente spesso Stalin lamentarsi di un cattivo odore. Dato che in italiano “avere la puzza sotto il naso” vuol dire essere sprezzanti, è  questa una caratteristica che lei ritrova anche in Stalin? 

Stalin era purtroppo il più professionista della politica tra tutti, perché era un politico che prendeva continuamente delle decisioni e le metteva in pratica. È noto anche che fosse in grado di assumersi responsabilità in campo politico e culturale con grande competenza, molto spesso faceva delle battute molto taglienti e pesanti. QUesta persona non è stata creata da un sistema educativo, ma si è creato da solo secondo dei codici propri e quindi non è facilmente identificabile o criticabile. Non credo fosse una persona sprezzante, ma sapeva essere tremendo e non solo con l’ironia o il sarcasmo.

In questo momento gli intellettuali in Russia riescono a far sentire la propria voce o vengono messi a tacere?

È una domanda difficile, perché potrei non essere obiettivo nella risposta. Come cittadino l’unica cosa che posso fare è scrivere una lettera al presidente, con la mia protesta per la situazione e l’ambiente politico russo. L’ho sempre fatto ma adesso non ricevo più risposte e i media evitano accuratamente di intervistarmi perché per loro sono un persona non gradita. Inoltre tutti i media dell’opposizione, a quanto sappia, hanno lasciato il Paese. Una cosa molto grave, perché uno Stato non può essere libero senza voci dell’opposizione. La mia lingua è il russo, e la mia patria è dove la mia lingua viene parlata. Ma ora in questa mia patra dove viene parlata la mia lingua stanno accadendo purtroppo delle cose terribili.

Fairytale Una fiaba uscirà nelle sale il 22 dicembre distribuito da Academy Two.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome