Esterno notte, recensione: Bellocchio torna a raccontare Aldo Moro nella sua prima sontuosa serie

Esterno notte - Fabrizio Gifuni
Esterno notte - Fabrizio Gifuni

La nostra recensione di Esterno notte, opera maestosa di Marco Bellocchio che nella sua prima serie tv torna a raccontare Aldo Moro, interpretato da Fabrizio Gifuni, e realizza un sontuoso mosaico di un’Italia al tramonto

Su un letto di ospedale giace il corpo emaciato e prostrato di un uomo disilluso. Aldo Moro è vivo; è stato rilasciato dai brigatisti. Mentre amareggiato punta lo sguardo verso Andreotti, Cossiga e Zuccagni, i compagni di partito, una lacrima gli riga il volto. “Mi dimetto dalla DC” sentenzia Moro. Un’ouverture fulminea e destabilizzante; un’ucronia dolceamara che imposta il tono di un’opera monumentale. A quasi vent’anni di distanza dal suo Buongiorno, notte, Marco Bellocchio torna ad indagare una delle ferite più sanguinose della storia repubblicana, il rapimento di Aldo Moro. Questa volta, però, il regista dilata la sua narrazione in sei episodi e confeziona Esterno notte, la sua prima serie tv che, presentata fuori concorso al Festival di Cannes 2022, verrà distribuita nei cinema in due parti per poi giungere in tv durante il prossimo autunno.

Esterno notte - Fabrizio Gifuni e Margherita Buy
Esterno notte – Fabrizio Gifuni e Margherita Buy

La passione di Aldo Moro 

Una croce di rose su uno scudo di spine. L’allegoria cristologica si manifesta a partire dal manifesto di Esterno notte. Moro come Cristo porta sulle spalle la croce di un intero Paese, di una stagione di ideali sfumati, di certezze crollate, di un tradimento cocente. Un’allegoria che non diviene mai retorica. Il politico del compromesso macchiatosi del peccato capitale di aver teso la mano ai comunisti, lo statista lungimirante che muovendosi zelante fra le voragini della DC non ha mai rinunciato alla vocazione cristiana e popolare del suo partito. Aldo Moro, l’uomo rigoroso ma affabile, cauto ma a suo modo rivoluzionario, che qui ha il volto di Fabrizio Gifuni. La somiglianza con lo statista, nella voce, nei modi e nel portamento è incredibile. Gifuni diventa Moro e ne restituisce i tic, i dilemmi, le preoccupazioni in una prova attoriale dolente e travolgente. 

Esterno notte - Fabrizio Gifuni
Esterno notte – Fabrizio Gifuni

Una questione di punti di vista 

Se in Buongiorno, notte Bellocchio aveva scelto il punto di vista di una dei brigatisti per raccontare la vicenda Moro, in Esterno notte, forte della scansione episodica, opta per una moltiplicazione delle focalizzazioni che dona al racconto una tridimensionalità inedita. Se il primo episodio, che racconta le giornate precedenti al rapimento, è totalmente incentrato sul protagonista, Aldo Moro torna in scena solo nell’episodio conclusivo. Cossiga, al tempo ministro degli Interni, è il protagonista del secondo episodio: Fausto Russo Alesi è impeccabile nel dare il volto a un nevrotico che deve tutto a Moro, ma pare incapace di gestire la situazione mentre sulle sue mani vede espandersi macchie che ricordano il sangue di Lady Macbeth. Il terzo episodio è dedicato a Papa Paolo VI, interpretato da un magistrale Toni Servillo, alle trattative segrete e alle dichiarazioni pubbliche della Chiesa in merito al rapimento. I brigatisti, invece, sono i protagonisti del quarto episodio, forse il più melodrammatico dei sei, in cui Bellocchio torna a raccontare la spietatezza, ma anche le perplessità interne alle schiere delle BR. Il quinto episodio è totalmente incentrato su Eleonora Chiavarelli, moglie di Aldo, cui dà il volto un’intensa Margherita Buy, attraverso il cui sguardo il regista indaga il riserbo e la rabbia della famiglia Moro di fronte all’immobilità delle istituzioni.

Esterno notte - Toni Servillo e Margherita Buy
Esterno notte – Toni Servillo e Margherita Buy

Buonanotte, Italia

Con Esterno notte Marco Bellocchio accompagna il suo pubblico in una lunga e straziante seduta psicoanalitica. Il suo sguardo alterna una lucidità destabilizzante a un onirismo rivelatore che è distintivo dello stile insieme concreto e metafisico del regista. L’umanità e il mito che ammantano la figura di Aldo Moro (ri)diventano nelle mani di Bellocchio materia viva e pulsante, fulcro di un’analisi disincantata di un’Italia tramontata. Tutto sarebbe cambiato dopo la strage di via Fani, ultimo estremo atto di una stagione sanguinosa che ha lasciato dietro di sé i cadaveri di uno Stato corrotto, dei grandi ideali e della stessa Democrazia Cristiana, contro cui Bellocchio lancia la sua critica più aspra e dolorosa. Con una misura magistrale, e una solennità ma ostentata che trasuda dalla potenza delle immagini, il regista torna al passato per ricercare le origini di un cancro mai debellato e filma il funerale di un’intera nazione. Il risultato è un pezzo di cinema destabilizzante, un’opera sontuosa che merita tutta l’attenzione possibile. 

Esterno notte. Regia di Marco Bellocchio. Con Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Toni Servillo, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi, Daniela Marra, Vito Facciolla, Paolo Pierobon, Fabrizio Contri, Pier Giorgio Bellocchio, Antonio Piovanelli, Bruno Cariello, Gigio Alberti, Emmanuele Aita. Prima parte al cinema dal 19 maggio, seconda parte al cinema dal 9 giugno, distribuita da Lucky Red.

VOTO:

4 stelle e mezza

 

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