Dall’alto di una fredda torre, recensione: Edoardo Pesce e Vanessa Scalera alle prese con una scelta terribile

Dall'alto di una fredda torre - Edoardo Pesce e Vanessa Scalera (foto di Arianna Lanzuisi)
Dall'alto di una fredda torre - Edoardo Pesce e Vanessa Scalera (foto di Arianna Lanzuisi)

La nostra recensione di Dall’alto di una fredda torre, debutto registico dello sceneggiatore e documentarista Francesco Frangipane con Edoardo Pesce e Vanessa Scalera: la decisione terribile che due fratelli devono prendere è raccontata in un film denso, teso e feroce

Già passato per il RoFF18 arriva nelle sale Dall’alto di una fredda torre, debutto registico di Francesco Frangipane storico sceneggiatore di Marco Risi. Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale di Filippo Gili che lo stesso Frangipane aveva già diretto a teatro, questo esordio cinematografico ha il coraggio di porre interrogativi morali ed etici sul rapporto tra genitori e figli, sul senso e le conseguenze di una scelta impossibile e sui limiti che quel rapporto deve o non deve attraversare. Edoardo Pesce, Vanessa Scalera, Anna Bonaiuto e Giorgio Colangeli danno il volto a questa famiglia alle prese con un dilemma atroce, ed è soprattutto grazie alle loro maschere dolenti se il film si attacca al cuore e allo stomaco.

Dall'alto di una fredda torre - Giorgio Colangeli e Anna Bonaiuto (foto di Arianna Lanzuisi)
Dall’alto di una fredda torre – Giorgio Colangeli e Anna Bonaiuto (foto di Arianna Lanzuisi)

Genitori e figli

La normalità di una famiglia composta da padre, madre e due figli, viene spezzata da una terribile scoperta: entrambi i genitori sono gravemente malati ma solo uno dei due può essere salvato. Spetterà ai figli decidere se comunicarglielo e, soprattutto, decidere chi tenere in vita. Una scelta drammatica, che li obbligherà a fare i conti con il loro passato e che porterà a galla i più feroci istinti di rivalsa.

Dall'alto di una fredda torre - Edoardo Pesce e Vanessa Scalera (foto di Arianna Lanzuisi)
Dall’alto di una fredda torre – Edoardo Pesce e Vanessa Scalera (foto di Arianna Lanzuisi)

Il prezzo di ogni scelta

Di scelte e decisioni impossibili è pieno il mondo, e il cinema in questo non è da meno. Meno il cinema italiano, perlomeno quello contemporaneo, che sembra aver un po’ messo da parte la questione morale di berlingueriana memoria in favore di temi molto più sicuri e meno spinosi. Ci pensa allora Dall’alto di una fredda torre dell’esordiente (nel cinema di finzione) Francesco Frangipane, dopo anni passati a scrivere per Marco Risi e non solo. Lo ha fatto con una storia che parte da una domanda esistenziale, a sua volta scaturita da un vero e proprio dilemma etico: quale vita è più meritevole di essere salvata?

Già, perché i due figli (fratello e sorella gemelli che però non potrebbero essere più diversi per intenzioni e caratterizzazione) dovranno decidere se donare parte del proprio midollo osseo alla madre o al padre malati, a causa di una rara condizione genetica. Solo che la donatrice possibile è solo Elena, e quindi il genitore che potrà ricevere il midollo è allo stesso modo uno soltanto. Posta la condizione per cui la coincidenza è un po’ forzata e richiede un po’ di sospensione dell’incredulità (ma Mamet afferma come le coincidenze negative in drammaturgica siano sempre ben accette), il film è giocato tutto non sulla scelta in quanto tale ma sulle sue conseguenze, sulla deflagrazione delle stesse.

Ogni scelta d’altronde ha un prezzo da pagare e Antonio ed Elena scopriranno molto presto che questa loro decisione avrà dei riverberi inaspettati su tutta la famiglia, sul rapporto coi propri genitori, sul loro rapporto e su quello con sé stessi. In questo senso Dall’alto di una fredda torre costruisce bene la premessa e per gran parte della narrazione la sviluppa in maniera che non vi sia perdita di senso, anche appoggiandosi ad alcune soluzioni abbastanza classiche come le discussioni tra fratelli, le recriminazioni reciproche e ad un paio di personaggi di contorno forse perfino più interessanti di quelli principali (la dottoressa fuori dagli schemi e Marco, un amico di famiglia).

Dall'alto di una fredda torre - Elena Radonicich ed Edoardo Pesce (foto di Arianna Lanzuisi)
Dall’alto di una fredda torre – Elena Radonicich ed Edoardo Pesce (foto di Arianna Lanzuisi)

Come in una tragedia

Dall’alto di una fredda torre abbraccia quindi completamente la sua natura da tragedia greca, gioca con gli archetipi (Euripide, Edipo) e li traspone su un piano contemporaneo attualizzandone non tanto il messaggio, quanto la portata. Il risultato è un film lontano dalle classiche produzioni italiane (ed è un complimento), se non altro per l’audacia che dimostra di avere nell’affrontare di petto un tema così scomodo senza ridurlo a semplice contorno diegetico. Poi, certo, non mancano alcuni momenti di stanca nel momento in cui la fase di stallo che si viene a creare sembra non in grado di trovare una risoluzione, ma nel complesso bisogna dare atto ad un’opera prima di discreti impatto e potenza drammaturgica.

Merito anche di un cast in stato di grazia, in cui è la Elena di Vanessa Scalera a spiccare su tutti e di una messa in scena sobria ma mai pudica, attenta al particolare dei propri personaggi ma che sa anche all’occorrenza allargare il proprio sguardo verso l’universalità della condizione umana. Un debutto promettente insomma, a cui si spera venga dato seguito con storie di questo calibro e coraggio, magari aggiustando solo un po’ la costruzione della tensione drammaturgica e rinunciando a qualche simbolismo di troppo, soprattutto nel finale.

TITOLO Dall’alto di una fredda torre
REGIA Francesco Frangipane
ATTORI Edoardo Pesce, Vanessa Scalera, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli, Elena Radonicich, Massimiliano Benvenuto
USCITA 13 giugno 2024
DISTRIBUZIONE Lucky Red

 

VOTO:

Tre stelle


Dall’alto di una fredda torre interviste

Guarda la nostra intervista a Vanessa Scalera ed Edoardo Pesce

Guarda la nostra intervista a Giorgio Colangeli, Anna Bonaiuto e Francesco Frangipane

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