Coronavirus, dati protezione civile del 12 aprile: 431 morti. L’eparina può aiutare?

Coronavirus, il bollettino ufficiale della Protezione Civile per il 12 aprile, domenica di Pasqua: la conferenza stampa con il capo Dipartimento Angelo Borrelli e il prof. Luca Richeldi (primario del reparto di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma) con il numero dei morti in Italia, dei nuovi contagi e dei guariti nelle ultime 24 ore.

Aggiornata la situazione Coronavirus (qui tutte le news sull’emergenza): il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha fatto sapere il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia alla data del 12 aprile 2020. Accanto a lui il prof. Luca Richeldi, primario del reparto di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma. Nel corso dell’ultima giornata i dimessi guariti sono stati 1.677, per un totale di 34.211. Il numeri di nuovi contagi è pari a 4.092, i quali aumentano i casi attivi di 1.984 unità, arrivando così a 102.253 (156.363 in tutto). Di questi 71.063 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 3.343 sono in terapia intensiva e sub-intensiva mentre 27.847 sono ricoverati con dei sintomi. Si registrano infine 431 decessi, per un totale di 19.899.

Coronavirus, il bollettino del 6 aprile: 636 decessi, la metà sono in Lombardia
Conferenza stampa con il capo Dipartimento Angelo Borrelli e il prof. Luca Richeldi, primario del reparto di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma

Firmato un documento che garantisce assistenza ai soggetti sbarcati sulle coste italiane. Un atto dovuto a recenti controlli che avevano definito “non sicuri” i porti nazionali. Il prof. Richeldi ha sottolineato l’importanza della riduzione della pressione sanitaria sui reparti ospedalieri e sulle terapie intensive (ad oggi, in calo per 9 giorni consecutivi). Incoraggiante anche il calo dei decessi: è sempre tragico parlare di centinaia di cittadini scomparsi in un solo giorno ma il 12 aprile fa segnare il numero più basso da molte settimane. Interrogato sul ruolo dell’eparina nei pazienti di Coronavirus, il prof. Richeldi ha affermato che si tratta di un’ipotesi plausibile che però richiede una prova.

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