Coco: recensione del coloratissimo gioiello Disney Pixar di Natale

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Coco è il film d’animazione natalizio targato Disney Pixar, un piccolo gioiello che rivoluziona un po’ i cliché a cui siamo abituati da sempre. Un coloratissimo mondo dei morti messicano sarà l’ambientazione di una grande avventura fatta di musica e di ricordi.

Le tradizioni natalizie sono tante e spaziano dal sacro al profano: dal presepe all’albero addobbato, dai cenoni in famiglia allo scambio dei regali, da Una poltrona per due in televisione al cartone Disney al cinema, tutte vanno rigorosamente rispettate. Almeno finché non ci si mette Star Wars di mezzo. Infatti almeno da noi, per evitare la lotta intestina Disney contro Disney, la scelta distributiva è stata quella di puntare sull’ottavo capitolo della saga più famosa al mondo, rimandando invece il film d’animazione, per la prima volta, a dopo Natale (il 28 dicembre).

Miguel e la voglia di diventare un musicista

Peccato perché Coco, la nuova produzione Disney Pixar, è un vero gioiellino. Il protagonista è un ragazzino messicano, Miguel, che sogna di fare il musicista ma deve fare i conti con una famiglia in cui la musica è stata messa al bando da decenni per colpa del padre dell’ormai centenaria bisnonna Coco, che aveva abbandonato lei e la mamma per dedicarsi alla musica. Miguel è anche accanito fan del più grande cantante messicano di sempre, il divo degli anni ’40 Ernesto De La Cruz e, pur di partecipare ad una sorta di talent che si svolge nella piazza del suo paesino nel giorno dei morti (el dia de los muertos), si intrufola nella tomba di Ernesto prendendo “in prestito” la sua storica chitarra. Da quel momento viene catapultato nel regno dei morti, nel quale incontra tutti i suoi avi trapassati e un vagabondo di nome Hector e dal quale dovrà cercare di tornare a casa.. ma senza rinunciare al suo sogno di diventare musicista.

Coco - Miguel e i suoi avi
Miguel e i suoi avi

Tante tematiche nel regno dei morti

Diretto dal premio Oscar Lee Unkrich (Toy Story 3) e da Adrian Molina (Monsters University) e prodotto da Darla K. Anderson (guarda la loro conferenza stampa), Coco segna un’evoluzione nei film prodotti dalla Disney Pixar; il film affronta infatti una serie di molteplici tematiche, che vanno dai molto spesso problematici legami familiari, all’importanza del ricordo di chi non c’è più; dai talent show fino all’immigrazione clandestina e alla morte, utilizzando la magia di una delle più famose tradizioni a livello mondiale, el dia del los muertos, e ricreando un mistico e coloratissimo regno delle anime, molto diverso dall’aldilà fatto dal Paradiso governato da Dio a cui eravamo abituati, e più simile ad una grande e luminescente favela. Le anime sotto forma di scheletri che compongono questo mondo non hanno qualcuno che le governi, non sono tristi o malinconiche come mostrato quasi sempre al cinema, ma anzi sembrano più vive e più felici rispetto a chi è ancora in vita. E il tema della morte viene affrontato quasi senza edulcorazioni, con le anime che a loro volta rischiano di scomparire definitivamente se più nessuno in vita mantiene il loro ricordo.

L’importanza del ricordare da dove veniamo

Una lezione importantissima soprattutto per le nuove generazioni, che tendono a sottovalutare l’importanza della memoria. Voi che state leggendo, ad esempio, cosa sapete dei vostri bisnonni? Chi erano, che lavoro facevano? Scommetto che neanche ricordate i loro nomi, vero? E così anche il povero Hector, di cui nessuno in vita espone una fotografia, cerca in tutti i modi di passare la “frontiera” e il relativo ponte, venendo continuamente respinto in un chiaro riferimento agli aspiranti migranti messicani e al ponte di frontiera con gli Stati Uniti che separa El Paso da Juárez. Lui lotta contro il tempo per evitare di scomparire definitivamente, cercando di aiutare Miguel a tornare a casa affinché lo salvi dall’imminente trapasso finale. Ma a Miguel non basta tornare indietro, lui vuole essere un musicista e non intende rinunciare al suo sogno, nonostante i parenti al completo (sia i vivi che i morti) cerchino di impedirglielo, a dimostrazione di quanto (il più delle volte) sia la famiglia in cui cresciamo a determinare ciò che saremo in futuro.

Coco - Miguel con Mamà Coco
Coco – Miguel con Mamà Coco

Non è un film per bambini

Immancabile il cameo dello spirito di uno dei personaggi simboli del Messico, la pittrice Frida Kahlo, e assolutamente inaspettato quanto gratificante quello del mitico wrestler El Santo, tanto caro a noi amanti dei film di genere. Coco è quindi un film che indubbiamente appassiona e affascina, diverte e commuove, di una spanna superiore ai precedenti Il viaggio di Arlo, Alla ricerca di Dory e Cars 3. Non è forse adatto ai bambini più piccoli (indicato dai 6-7 anni in su), ma di questo ce ne importa onestamente poco. Come ha dichiarato il regista Lee Unkrich in conferenza stampa «Non facciamo film per i bambini, ma li facciamo per tutti e fondamentalmente per noi, accertandosi che siano appropriati anche per i bambini, soprattutto riguardo i messaggi che vengono trasmessi».

I talent italiani e Olaf

Curiose quanto francamente inutili le scelte dei cosiddetti “talent” per il doppiaggio italiano, visti i personaggi poco importanti (e poco presenti) assegnati a Valentina Lodovini (la mamma di Miguel) e Matilda De Angelis (Tía Victoria), mentre paradossalmente una nota positiva è rappresentata da una misuratissima Mara Maionchi che dà (un fil di) voce all’anziana bisnonna Coco (e che invece in conferenza stampa ha fatto “i numeri” come sempre). Il brano dei titoli di coda, Ricordami (Solo), è cantato nella versione italiana da Michele Bravi. Il film è preceduto, come ormai da tempo ci ha abituati la Disney, dal cortometraggio Frozen – Le Avventure di Olaf, in cui il famoso pupazzo di neve doppiato da Enrico Brignano andrà in missione per scovare tutte le migliori tradizioni natalizie. Un ottimo prodotto, divertente, ricco di spirito natalizio e con canzoni inedite, della durata record di ben 22 minuti, per un doppio spettacolo al prezzo di un solo biglietto.

Coco, diretto da Lee Unkrich, Adrian Molina, sarà nelle sale italiane dal 28 dicembre 2018, distribuito da Walt Disney Pictures Italia.

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